Si racconta

Tuona nuovamente contro Vescovi e Berlusconi Don Palo Farinella, prete di Genova

Don Paolo Farinella"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"

Anniversario della scomunica ai comunisti
Il 1 luglio 1949 l’allora Sant’Uffizio emise un decreto di scomunica contro i comunisti, per dirla in modo semplicistico e non esatto esegeticamente. Il testo infatti non è d’immediata lettura ed esige una interpretazione da un punto di vista teologico. Ciò che però qui conta non è l’interpretazione storica, ma come il documento fu tradotto «pastoralmente» nella Chiesa delle parrocchie. Qui si consumò il dramma perché vescovi e preti non fecero alcuna distinzione tra errore filosofico-teologico e prassi quotidiana: le masse che votavano Pci non sapevano niente dell’ateismo dialettico e di Marx, ma votavano per un partito che secondo loro faceva gli interessi dei poveri e dei lavoratori che vivevano a livello di schiavi.

Don Paolo Farinella

Anche a Catania le tariffe Tarsu sono illegittime

TarsuL’Organo Giudiziario "Commissione Tributaria Provinciale di Catania" giudica non rispondenti alle normative di Legge, quindi, illegali, le deliberazioni dell’ex Amministrazione comunale Scapagnini che hanno determinato il raddoppio della TARSU a partire dal 2006.
Il giudizio, netto e chiaro, è stato pronunciato in data 26 maggio 2009 dall’organo giudiziario catanese, riguardo il ricorso presentato da un cittadino nel mese di luglio dello scorso anno, supportato dal "Comitato di Lotta cittadino contro il raddoppio della TARSU".
Considerando la delibera consiliare n. 75 del 22/12/ 2005 totalmente divergente dai criteri di legge relativi, si sentenzia, infine, la "illegittimità della cartella esattoriale impugnata che pertanto va annullata".

Testamento Biologico

Testamento BiologicoLa nostra concittadina misterbianchese, Anna Bonforte, con cui condividiamo passione ed impegno sociale, ci invita a prendere visione delle bozze di Testamento Biologico: la prima è stata predisposta dal comitato giuridico e scientifico del gruppo di Catania; l’altra è dell'Aduc ma per esperti scientifici......naturalmente occorre seguire il consiglio di avere dei testimoni e dei fiduciari a cui affidare le proprie volontà anticipate ed occorre spedirlo al proprio comune e all'Ausl di appartenenza, anche se passerà il disegno di legge più infausto del mondo, le nostre volontà saranno state inequivocabilmente dichiarate, come per il tesserino della donazione degli organi, a quante più istituzioni è possibile e vogliamo proprio vedere quale giudice potrà non tenere conto dei principi che già nella nostra legislazione sono ampiamente dichiarati e di cui il nostro appello è un sunto mirabile e comprensibile a tutti e tutte.

Caro Ivan, che le praterie del cielo ti siano lievi

Ivan Della MeaE’ deceduto ieri a Milano Ivan della Mea, 69 anni, il cantautore storico delle lotte operaie e del riscatto degli sfruttati.
Un vero portento umano, poetico e canoro.
Con le su canzoni, cominciando a dare a tutti la sua grazia lirica e di canto a partire dalla metà degli anni sessanta, ha accompagnato la stagione del riscatto nel mondo del lavoro e nella società italiana.
Un rappresentante, vero, schivo e scevro da qualsiasi millanteria, dei valori della sinistra culturale, sociale e politica. Con i suoi versi in canto proponeva: pace, giustizia, uguaglianza, fratellanza e solidarietà.
Fu autore, tra l’altro, nel 1966 di "mia cara moglie", che iniziava così: " O cara moglie stasera ti prego/ dì a mio figlio che vado a dormire/ perché le cose che io ho da dire/non sono cose che deve sentire. / Proprio stamane là sul lavoro, / con il sorriso del caposezione / mi è arrivata la liquidazione, / mi han licenziato senza pietà. / e la ragione è perché ho scioperato".
Sì….io mi ricordo.

La Catena di San Libero n. 382

Graziella Proto

Riceviamo una precisazione di Claudio Fava, sulle vicissitudini della Sig. Proto.

La casa la stanno perdendo tutti i compagni della redazione dei Siciliani che sono stati raggiunti in queste ore dal pignoramento: Elena Brancati, Rosario Lanza, Lillo Venezia e il sottoscritto. Nei prossimi giorni partirà, assieme alla associazione nazionale della stampa, una iniziativa pubblica per denunziare il paradosso e la volgarità della giustizia catanese, che si presenta all'incasso 25 anni dopo nei confronti di un gruppo di (allora) ragazzi. Colpevoli solo di aver continuato a stringere la cinghia e a fare il giornale invece di chiudere I Siciliani per cercarsi un lavoro sicuro altrove. Sempre per la cronaca, una delle case pignorate con infallibile puntualità è quella in cui è nato e vissuto Giuseppe Fava, a Palazzolo Acreide. La Fondazione Fava metterà nei prossimi giorni a disposizione il proprio conto corrente per organizzare una raccolta di fondi.
Vi terremo informati

Claudio Fava

Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni '80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale. L'antimafia è bella e tutti appoggiano l'antimafia, si capisce: però le
cambiali, oltre vent'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella.

I Siciliani, una rivista "storica" e elogiata da tutti, vendeva fra 15 e 30mila copie. Però - imprenditori siciliani... - non aveva uno straccio di pubblicità, e quindi ci voleva qualcuno che firmasse cambiali. E questo qualcuno era Graziella.

La cooperativa faceva parte della Lega delle Cooperative, che però in quel periodo aveva grossi affari coi Cavalieri. Il giornale era un fiore all'occhiello - stando ai discorsi - della Federazione della Stampa, dell'Ordine, dei compagni perbene di tutt'Italia e in genere dei progressisti. Però le cambiali le firmava Graziella.

Pino Maniaci e Riccardo Orioles

I ragazzi del coro

Prostrazioneda unita.it
Pubblichiamo il commento di Marco Travaglio sulla puntata di Porta a Porta dell'altra sera, tratto dalla rubrica Zorro

«Adesso parlo io», titolava Porta a Porta col Cavaliere di Hardcore. Come se gli altri giorni stesse zitto. Quel che ha detto lo sappiamo, mentre rischiano di passare inosservati due particolari decisivi della serata: le scarpe di Maga Magò indossate dal latrin lover brianzolo, che ormai mette i tacchi anche da seduto; e le domande (si fa per dire) dei tre scomodi direttori di giornale. Il ficcante De Bortoli: «Tutti, presidente, le riconoscono le grandi realizzazioni del suo governo... Lei è una persona generosa... però alle feste e ai compleanni non si va: si rischia di essere fotografati con tipi con la maglietta “Song ’e Napule”». Il premier vacilla e l’insetto lo colpisce sotto la cintola: «Possiamo vedere i momenti felici fra lei e la signora?». Roberto Napoletano, direttore del Messaggero, pettinato come la Carfagna, lo incalza da par suo: «La preoccupano più le critiche di sua moglie o la paura di deludere gli abruzzesi?». Ed ecco Sansonetti, con la domanda del kappaò: «Ha detto che candida solo donne non sgradevoli, ma non esistono donne sgradevoli».

Nel 2000, dopo uno dei tanti monologhi di Al Tappone chez Vespa, Montanelli scrisse sul Corriere: «L’ho seguito con un senso di umiliazione per come i colleghi giornalisti dovevano subire questa retrocessione al rango di comparse o, al massimo, di coristi... Disertate questi dibattiti in cui avete tutti contro, anche i truccatori e gli addetti alle luci. Il “padrone”, anche quando ancora non lo è, sprigiona un odore inebriante come quello del polline per l’ape». Ma anche lui era sobillato dalle gazzette della sinistra.

Eccidio Portella della Ginestra 1°Maggio (1947)

GinestraIl 1 maggio 1947, nell'immediato dopoguerra, si tornava a festeggiare la festa dei lavoratori, abolita durante il regime fascista. Circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra, nei pressi di Palermo, per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell'anno e nelle quali la coalizione PSI - PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).
Sulla gente in festa partirono dalle colline circostanti delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. La CGIL proclamò lo sciopero generale, accusando i latifondisti siciliani di voler “soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”.

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