Panico per l’esplosione di tre bombole di gas. Inagibile un’intera palazzina del centro storico

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Esplosione PalazzinaLo scoppio di tre bombole di gas, all'interno di una civile abitazione in pieno centro storico, ha fatto tremare i vetri dell'intero isolato, squarciando i muri retrostanti l'abitazione e mettendo nel panico decine di famiglie che risiedono su via menna.

E' accaduto ieri mattina, appena trascorse le otto, quando un forte boato ha fatto accorrere i vicini che hanno subito avvisato i vigili del fuoco ed i carabinieri, giunti sul posto nello spazio di pochi minuti. La colonna di fumo denso che fuoriusciva dall'abitazione era visibile da lontano, ma fortunatamente nessun danno alle persone anche se l'intera abitazione familiare, composta da tre piani fuori terra, è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco che hanno impiegato oltre tre ore per spegnere ogni focolaio dell'incendio che si era propagato dal garage posto al piano terra.

I primi ad accorrere sono stati i vicini della casa interessata dallo scoppio, uno dei quali ha fatto in tempo ad uscire dal garage una delle due auto ricoverate e nel frattempo un consigliere comunale (l'immobile si trova nei pressi del palazzo comunale dove erano in programma riunioni di varie commissioni consiliari) ha spinto il proprietario, un anziano signore intento a spegnere le fiamme, fuori dal garage. Nei piani superiori abitano i figli che, per fortuna, sono riusciti subito a raggiungere la strada mettendosi in salvo.

All'arrivo dei vigili del fuoco e dei carabinieri è stato inibito il traffico lungo la via menna con l'ausilio della polizia municipale ed i pompieri equipaggiati con maschere antigas e bombole d'ossigeno sono entrati all'interno domando le fiamme.

E' probabile che l'incendio sia scaturito accidentalmente e non è da escludere che una fuga di gas all'impianto interno delle unità immobiliari ha causato le deflagrazioni che sono state avvertite dalla popolazione, tanto che una delle bombole è stata ritrovata dai vigili del fuoco completamente squarciata.
L'accumulo di materiale vario all'interno del cortile e del garage è stato poi il «carburante» che ha alimentato le fiamme, propagatesi con rapidità.

La deflagrazione di una delle bombole ha completamente fatto venire giù due pareti nella parte retrostante dell'abitazione e divelto l'intera rete di recinzione posta sul muro del vicino.
Il sopralluogo dei vigili del fuoco chiarirà nei prossimi giorni le cause che hanno scatenato le fiamme.

Carmelo Santonocito
La Sicilia
27/04/2013

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RIFLESSIONI  DI  UN FRATELLO

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera leggo “l’eroe, nell’era moderna è colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune”.        

Alla luce di quanto sopra testualmente trascritto, posso affermare che mio fratello Marcello Russo è un EROE.

Egli, equipaggiato del solo altruismo, la mattina de 26 u.s è entrato all’interno di una civile abitazione per mettere in salvo alcune persone anziane, il quale, pur consapevole di rischiare la sua vita, ha scelto di salvarne altre,  mio fratello senza esitazione vi si è introdotto.  All’interno  vi era una donna ed un anziano signore. Quest’ultimo, con un secchiello colmo d’acqua,  si ostinava invano a domare le fiamme,  Marcello Russo notando che le stesse  avevano origine proprio da una bombola, ha accompagnato sulla via Menna la citata donna mettendola in salvo, per poi  conscio dell’imminente pericolo, è ritornato nell’ “inferno” ed ivi si è trattenuto a lungo nell’arduo tentativo di esortare l’anziano signore a desistere dal domare le fiamme ormai propagatesi incontrollatamente. Mio fratello, dopo continue insistenze, è riuscito a condurre fuori l’anziano e mettere in salvo questi e sé stesso. Dopo alcuni attimi  si udì un boato accompagnato da un considerevole spostamento d’aria ovvero si è verificata la prima deflagrazione di una delle bombole.

La mattina del 27 u.s. , non nascondo di aver acquistato il quotidiano “La Sicilia” gonfio di orgoglio, certo di trovarvi tracce del gesto eroico compiuto da quell’amato fratello che ho rischiato di perdere per sempre. Che amara delusione! Su settantuno righe, il “giornalista” Carmelo Santonocito, ne dedica solo tre all’evento temerario “un consigliere comunale… ha spinto il proprietario… fuori dal garage”. Sono perplesso. Come mai l’articolo non mi ha emozionato? Come mai non riesce minimamente a commuovermi? Mi precipito a riconsultare Wikipedia.  Digito al computer il vocabolo “giornalista” . Leggo: “il giornalista è un lavoratore del campo dell’informazione nel settore del giornalismo che si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie”.

Carmelo Santonocito forse … ha scelto la notizia.

Egli, a mio avviso, non ha scoperto, non ha analizzato e non ha descritto.

Scopro che il signor Carmelo Santonocito è ADDIRITTURA l’addetto stampa del comune di Misterbianco dal quale percepisce lo stipendio per i suoi servizi... La domanda sorge spontanea: “Il signor Santonocito ignora il nominativo del consigliere comunale o, per oscure ragioni,  preferisce non citarlo volutamente? Lo fa per rispetto della privacy? perché, tra una girandola di verbi utilizzabili, lo scrivente preferisce “spingere” in senso figurato per denotare l’azione di “SALVARE”?  Forse Marcello Russo è stato sgarbato con l’attempato uomo e lo ha “ammuttato” come fosse una carriola o al pari di un carretto? Se l’intento dell’autore voleva essere quello di minimizzare l’atto intrepido e generoso compiuto da mio fratello, ebbene, ci è riuscito. Mio fratello non ha fatto a gomitate con impiegati, commercianti, disoccupati, professionisti... per portare in salvo le persone in pericolo di vita. Dentro la palazzina lui era solo, non sono accorsi altri individui parimenti valorosi e audaci. Se è vero che il signor  C. Santonocito grava sul bilancio del comune di Misterbianco per  l’attività che svolge nella qualità di giornalista, è pur vero che mio fratello, non fa l’eroe di mestiere e neppure il pompiere. In siffatta situazione non ha agito né da consigliere comunale, né da maresciallo dell’Arma dei Carabinieri tantomeno da volontario in cui si dedica con dedizione all’assistenza dei bambini in ospedale.

Il coraggio è l’essere l’unico a sapere che hai paura.

Mio fratello ha agito da essere umano CORAGGIOSO.

Il Santonocito, probabile estimatore di autovetture, annota “I primi ad accorrere sono stati i vicini della casa interessata dallo scoppio, uno dei quali ha fatto in tempo ad uscire dal garage una delle due auto ricoverate e nel frattempo un consigliere comunale…” .

Occorre morire per divenire eroi? Se mio fratello fosse deceduto insieme all’anziano uomo, Carmelo Santonocito avrebbe abbondato nei dettagli raccapriccianti? Avrebbe scoperto, analizzato e, soprattutto, descritto i corpi smembrati dall’esplosione?

Cari lettori, egregio giornalista, prendete quanto vi ho scritto al pari dello sfogo di un fratello maggiore. Mi auguro di avere esposto i miei pensieri con educazione e serenità. Se in questo non sono stato capace, vi prego di perdonarmi. Dopotutto... il 26 aprile ’13 a Misterbianco è stata sfiorata una tragedia.

Giuseppe Russo
Ufficiale di P.G della Polizia di Stato

Caro Giuseppe Russo,

Caro Giuseppe Russo, condivido pienamente il tuo rammarico. Da assiduo lettore del gironale "LA SICILIA" e fedele telespettatore del Tg di Antenna Sicilia delle ore 14.00, noto con  meraviglia, e tanta perplessità che vengono fornite due versioni quasi diverse di come si sono verificati i fatti.

Per onor di cronaca desidero raccontare questo episodio:

Sono giunto sul posto dopo circa 15-20 minuti della terza deflagrazione. sul posto stavano già i Vigili del Fuoco,  I carabinieri di Misterbianco e i volontari, Osservavo le operazioni di soccorso a debita distanza, e precisamente all'angolo di via mulini con via menna (abito a pochi passi),  cercando di rendermi conto di cosa fosse effettivamente successo. Indossavo un giubbino leggero di color bleu. Improvvisamente notai alcuni residenti di Via Menna circa una decina che mi fissavano ripetutamente come se volessero parlare con me. Cinque di loro,  si avvicinarono riferendo testuali parole: "Complimenti sei stato coraggioso, ti abbiamo notato, hai portato in salvo due anziani, senza il tuio aiuto sarebbero morti, nessuno di noi aveva il coraggio di entrare, le fiamme avevano ormai invaso l'intero garace. Bravo! Complimenti!". Capii subito che mi avevano scambiato per qualcun altro e spiegai loro che ero appena giunto sul posto e che non ero io la persona che si era prodigata a salvare i due anziani. Mi raccontarono allora  i fatti  a cui  avevano assistito increduli.

Avvicinandomi ancor più sul luogo del disastro, constatavo la presenza del Sig. RUSSO Marcello di  corporatura robusta, simile alla mia, che quella mattina indossava identico abbigliamento.

Era lui l'eroe, la persona che aveva tratto in salvo i due inqulini dello stabile!

Certo sono molto dispiaciuto del commento rilasciato da Giuseppe RUSSO. A dir il vero, attraverso i mass media avevo intuito che qualcosa non collimava a dovere, anche se in un primo momento avevo dato poca importanza all'episodio.

Sappiamo bene che  spesso le notizie date da un giornale possono anche essere leggermente  diverse da quelle fornite da un atro giornale, ma quello che mi ha lasciato perplesso, e anche non poco confuso in questo caso è che la stessa notizia fornita in due maniere diverse dalla stessa azienda.

Il TG di Antenna Sicilia trasmesso alle ore 14.00 del 26/04/2013, ancor prima che la notizia scritta venisse pubblicata il giorno dopo sul quotidiano locale "LA SICILIA", esaltava  il gesto eroico del Maresciallo RUSSO Marcello, ponendolo addirittura come notizia di rilievo nei titoli di copertina. Il maresciallo nel corso del telegiornale veniva anche intervistato da un operatore TV, fornendo anche i dettagli di quei momenti, e del salvataggio dei due anziani.

Il giorno dopo il quotidiano "LA SICILIA" fornisce la stessa notizia in maniera certamente corretta nel contenuto tengo a precisarlo, ma contrariamente al TG di Antenna Sicilia del giorno prima, non  viene citato alcun gesto eroico, da parte di nessuno, a stento questo consigliere sconosciuto riesce a spingere l'anziano fuori dall'immobile. Ma quale consigliere? Cosa si intende per spingere? Ho quasi l'impressione che l' articolo del giornale "LA Sicilia" venga  lasciato a metà.

E' sempre consigliabile in questi casi lasciare ai posteri l'ardua sentenza!!!

Pasqualino Longo

Non mi è mai capitato in 28

Non mi è mai capitato in 28 anni che scrivo da Giornalista, “senza virgolette”, di ricevere, a commento di un fatto di cronaca, una così lunga riflessione “disinteressata”.
L’autore racconta dei fatti, ai quali non ha assistito e che conosce per interposta persona (il fratello) e liberamente attribuisce la qualifica di eroe.
Di solito le qualifiche sono altri, soprattutto se terzi, ad assegnarle e non qualcuno che potrebbe essere interessato al conferimento, come nel caso in specie un fratello.
Premesso tutto ciò, che ritengo stia alla base di ogni sereno ragionamento, al sottoscritto nella qualità di giornalista e non di addetto stampa del comune di Misterbianco, ma su questo chiarirò alla fine, tocca raccontare i fatti raccolti sul posto dell’evento. La cronaca, non essendoci stati feriti gravi o decessi, è lo scoppio ed il successivo rogo che ne è scaturito, raccogliendo da vicini di casa, primi soccorritori, forze dell’ordine e pompieri la dinamica dei fatti accaduti. Questo è quello che è stato fatto, con l’aggiunta che solo una persona, il consigliere comunale Russo, intento a rilasciare interviste a chiunque, nel momento in cui nota la mia presenza sul posto mentre chiedevo al vicino di casa ed al comandante della Tenenza dei carabinieri, maggiori informazioni, mi saluta cordialmente senza aggiungere altro.
Solo dopo essermi allontanato dalle forze dell’ordine e dal vicino di casa dove mi ero recato per fotografare lo squarcio del muro, mi si avvicina il consigliere comunale Russo, chiedendomi se lo avrei citato nel pezzo. Debbo dire che tutto ciò mi ha sorpreso e mi sono chiesto come mai non mi ha dato la sua versione dei fatti quando ero con i suoi colleghi dell’Arma e con il vicino,  ma ho continuato ad interloquire lo stesso, conoscendo il consigliere Russo da tempo e comunicandogli che avrei raccolto tutti gli elementi e poi avrei scritto.
Il giornalista è autonomo quando scrive e non sono altri, soprattutto se interessati in prima persona a chiedergli di essere citati. Voglio rassicurare che non ci sono oscuri motivi per i quali non sono stati riportati i nomi, ma da quanto riferitomi da più parti, anche da chi ha assistito al sinistro, non ho avuto riscontri di atti eroici e comunque ho scritto ugualmente che il consigliere si era adoperato così come aveva fatto un vicino di casa.
Il fratello Giuseppe Russo, che certamente è persona interessata, può liberamente scrivere e pensare quello che desidera ed il fatto di qualificarsi, senza che ce ne fosse giustificato motivo in questa sede, quale ufficiale di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, forse nel tentativo di certificare una verità, certamente non lo aiuta e la dice lunga.
Se il consigliere comunale Russo ha compiuto, come Lei afferma un atto eroico, saranno terzi a stabilirlo, non certamente io e neppure il diretto interessato. E non occorre neppure andare a chiedere ai vicini di casa una testimonianza scritta per avere la qualifica di eroe, come non accorre propiziare dibattiti in consiglio comunale ed attestazioni di chi non era presente per andare orgogliosi di un atto che se accertato, altri liberamente riconosceranno.
Soprattutto, se sotto l’abito civile del consigliere comunale si porta addosso la divisa dell’Arma, da sempre schiva ai personalismi ed ai clamori della cronaca.
La presenza di ufficiali dell’Arma, che di solito raccolgono ogni minimo particolare, certamente sarà d’aiuto a Suo fratello nel momento in cui emergerà il suo gesto, che dai fatti di cronaca non è emerso. Alcuni mesi fa ho avuto l’onore di conoscere un carabiniere, residente a Misterbianco, decorato con medaglia d’oro, di solito conferita a chi sacrifica la propria vita nel tentativo di salvarne altri.
Lui invece, pur sostenendo un conflitto a fuoco e compiendo un atto di grande coraggio, oggi presta ancora, grazie a Dio, servizio nell’Arma. Bene; quando ho avuto il piacere di conoscerlo non sapevo neppure che fosse un carabiniere e lui, con la riservatezza di chi ha sposato gli ideali dell’Arma, non me la detto. Solo dopo il terzo incontro, casualmente e da altri ho saputo del gesto compiuto e del più alto riconoscimento conferitogli dal Presidente della Repubblica. Quando ho chiesto a lui di raccontarmi la vicenda si è meravigliato che ne fossi venuto a conoscenza del riconoscimento e con la riserva che contraddistingue i militari dell’Arma, ha sorvolato ritornando al discorso per il quale ci eravamo incontrati.
Ho apprezzato tantissimo la riservatezza e la timidezza di questo giovane carabiniere che credo debba essere di esempio a tutti per il comportamento assunto.
Infine un chiarimento. Molti fanno confusione tra chi si occupa dell’informazione istituzionale, comunemente identificato come addetto stampa, e chi invece si occupa di cronaca in genere. Entrambi sono giornalisti ma chi si occupa di informazione istituzionale per un ente non scrive sulla stampa di argomenti che interessano l’attività dello stesso, ma può scrivere di altro essendo la libertà  di espressione un diritto sancito dalla nostra Costituzione.
Volermi fare passare, tra allusioni e poca informazione e confusione, come uno che grava sul bilancio del mio comune e poi scrive in modo non veritiero di fatti di cronaca è veramente fuorviante della realtà. Quando scrivo di cronaca, egregio sig. Russo, sia essa bianca o di nera o di sport o di altro, sappia che la mia remunerazione è a carico del quotidiano su cui scrivo e non del comune, che invece mi paga da 27 anni lo stipendio per il lavoro che eseguo e che da marzo scorso mi ha affidato l’incarico dell’informazione istituzionale, tanto che da quella data non legge più sul quotidiano articoli a mia firma che si occupano dell’attività dell’Ente.
Per concludere, aderendo al Suo invito di voler considerare uno sfogo quanto da Lei scritto, La inviterei la prossima volta a non creare confusione sui ruoli ed avere più fiducia nelle indagini delle forze dell’ordine che certamente chiariranno la dinamica.
Se posso dargli un consiglio, le dico che le persone coinvolte (come Lei che ne è orgogliosamente il fratello) fanno sempre un passo indietro, saranno gli altri ad additare ad esempio il Suo congiunto.

Carmelo Santonocito

 

Signor Santonocito Carmelo,

Russo Giuseppe le ha scritto giorno uno scorso, nella qualità di fratello affettuoso, non in quanto uomo al servizio delle Istituzioni. Per comprendere ciò, evidentemente, occorrerebbe essere dotati di adeguata sensibilità… purtroppo, riconosco che il Signore non ha dispensato equamente tale qualità! Pur schivo ai personalismi ed ai clamori della cronaca, se in data odierna decido di interagire con lei, è soltanto poiché avverto il dovere di rettificare talune sue false affermazioni che arrecano afflizione in mio fratello, nonché nei 172 (centosettantadue) cittadini che hanno voluto eleggermi consigliere comunale, per la considerevole stima che nutrono in me.

Al pari del mio congiunto, alla medesima stregua, anche lei ha raccontato dei fatti ai quali non ha assistito e che conosce per interposta persona. Sig. Santonocito, le sue riflessioni mi meravigliano! Sui banchi di scuola, avrà studiato la storia? Essa è una disciplina che si occupa dello studio del passato attraverso l’uso non solo di documenti certi e verificabili. La storia raccoglie anche fonti indirette e narrazioni elaborate ed interpretate alla luce delle visioni etiche proprie degli storici in buona fede. Sig. Santonocito, lei si smentisce da solo allorché in data 27.04.2013 nell’articolo apparso a sua firma a pag. 32 sul quotidiano LA SICILIA  lei annota “…un forte boato ha fatto accorrere i vicini che hanno subito avvisato i vigili del fuoco ed i carabinieri… i primi ad accorrere sono stati i vicini della casa interessata dallo scoppio, uno dei quali ha fatto in tempo ad uscire dal garage una delle due auto ricoverate e nel frattempo un consigliere comunale (l’immobile si trova nei pressi del palazzo comunale dove erano in programma riunioni di varie commissioni consiliari) ha spinto il proprietario, un anziano signore intento a spegnere le fiamme, fuori dal garageAll’arrivo dei vigili del fuoco e dei carabinieri è stato inibito il traffico lungo la via Menna (io preferisco scrivere con l’iniziale maiuscola) con l’ausilio della polizia municipale ed i pompieri equipaggiati con maschere antigas e bombole d’ossigeno sono entrati all’interno domando le fiamme.”, di contro, giovedì, 02/05/2013 – sul sito misterbianco.com afferma, contraddicendosi: “al sottoscritto… tocca raccontare i fatti raccolti sul posto dell’evento… raccogliendo da vicini di casa, primi soccorritori, forze dell’ordine e pompieri la dinamica dei fatti accaduti. Questo è quello che è stato fatto (?)… da quanto riferitomi da più parti, anche da chi ha assistito al sinistro, non ho avuto riscontri di atti eroici…”. Come sarebbe? Lei raccoglie informazioni dalle forze dell’ordine e dai pompieri giunti, a suo stesso dire, dopo il salvataggio? Eppure, accusa mio fratello di raccontare dei fatti ai quali non ha assistito e che conosce per interposta persona! spiega tale errori in barba ai suoi ventotto anni di esperienza? Sig. Santonocito senza virgolette, lei, giovedì due, giura di non avere avuto riscontri di atti eroici, invece, giorno 26 sul quotidiano La Sicilia descrive dopo un forte boato… uno scoppio… l’intervento di un consigliere comunale che spinge un anziano fuori da un garage.

Se il consigliere comunale lo ha spinto fuori, se ne deduce che fosse dentro e dentro, sempre a suo dire, c’erano tante di quelle fiamme e tanto di quel fumo da obbligare i pompieri a fare ingresso all’interno muniti di maschere antigas e bombole d’ossigeno! Lo dice lei! I sopravvissuti alla tragedia non sono miei vicini di casa. Dimoro altrove. Mi spieghi, allora, cosa ci fa dentro un garage in fiamme nel misterbianchese un consigliere comunale che abita a Catania, allora, cosa ci fa dentro un garage in fiamme? Dopo il forte boato e lo scoppio, è colto da un momento di disorientamento… per cui scambia il garage per il comune? improbabile. Esiste per lei l’eventualità che il sottoscritto scrivente sia un soccorritore? Ma lei, che si vanta di essere cronista da ventotto anni (già mi figuro i copiosi strafalcioni di 28 anni or sono!), sostiene che i primi ad accorrere sono stati i vicini!  Sempre lei, giornalista di quasi trentennale esperienza, sostiene di avere raccolto la dinamica dei fatti accaduti direttamente dai primi soccorritori e da chi ha assistito al sinistro!  Anche se c’era  fumo, rammento, il sinistro l’ho visto!  La verità è che anche lei, proprio dopo il connettivo temporale “nel frattempo” indicante contemporaneità, mi attribuisce azioni da eroe. Non usa espressamente il sostantivo eroe solo perché, lei sa benissimo, non abbiamo mai avuto degli ottimi rapporti.

Mio fratello Giuseppe ne era ignaro. La qualifica di eroe è assegnata a soggetti terzi che lo sono pur non avendo assistito al sinistro e pur non essendo stati i primi ad accorrere allo stesso. Fortunatamente questo delicato compito non viene affidato ai giornalisti. Questi ultimi, infatti, potrebbero risultare poco obiettivi, emotivamente poco sereni a causa di rancori personali, potrebbero rivelarsi politicamente “pilotati” e, perché no, rivelarsi anche ignoranti nel senso che ignorano gli eventi. Noi esseri umani, dopotutto, siamo imperfetti. Ponderi di più. Lei, in siffatto caso, rischia di danneggiare l’immagine della basilare categoria alla quale appartiene. A tal proposito, dal momento che nel sito www.misterbianco.com, manifesta una palese logorrea, risponda pure ai seguenti quesiti. Le sue convincenti risposte ad essi, potrebbero implicare l’annullamento delle virgolette al vocabolo “giornalista”. Lei occupa il ruolo di addetto stampa c/o il comune di Misterbianco, a seguito dei suoi straordinari meriti? Lei, per occupare l’attuale posto di lavoro, è risultato IL vincitore di un pubblico concorso? Dalle risposte sarcastiche consegnate a mio fratello, si evince quanto a lei piaccia giudicare. Mi creda, tutti siamo soggetti a critiche e lei non ne è esente. Ho rilasciato l’intervista soltanto a due incaricati appartenenti a due diverse emittenti locali, giunti sul posto ancor prima di lei. I due telecronisti, individuando nell’immediatezza l’eroe, mi rivolsero talune domande con le quali, probabilmente, intesero cristallizzare i primi momenti successivi alla sfiorata tragedia. Per educazione, risposi agli interrogativi posti alla mia persona. Feci ciò senza eccedere nel narcisismo o nella benché minima spavalderia. Ciò è facilmente riscontrabile dai due video raccolti. Sig. Santonocito, mai mi sarei accostato di mia iniziativa a lei per chiederle alcunché. Del resto, non è lei l’eroe. Semmai, avrebbe potuto interloquire lei con me, in quanto io “salvatore” e lei giornalista. E’ curioso che lei non lo abbia fatto. La dice lunga.

Essendo lei un giornalista con le virgolette e non un maresciallo dei Carabinieri con gli alamari, lei non può sapere che ci sono interventi che vanno relazionati ai superiori e, come tali, vanno dettagliatamente descritti e corredati oltre a quelli dei diretti interessati, anche con i nominativi dei testimoni (e non di relazioni, a tal proposito la rendo edotta che non ho chiesto a nessun cittadino alcuna testimonianza scritta, per cui questa sua affermazione è FALSA).

Mi accorgo di essermi dilungato più di quanto previsto. Scrivere, abitualmente, mi piace ma rettificare è tanto necessario quanto tedioso. Basta. Desidero concludere le presenti mie delucidazioni, esprimendo solidarietà e rispetto nei confronti dei familiari di Giuseppe Giangrande  e Francesco Negri. Ai due carabinieri feriti davanti a Palazzo Chigi in piazza Montecitorio, desidero porgere i migliori e più sinceri auguri di una meritata guarigione. Più che eroi, l’importante è essere vivi.

IL Consigliere Comunale eletto
Dott. Marcello Russo

Dopo tutti questi botta e

Dopo tutti questi botta e risposta che certamente a nulla servono considerato che ormai l'articolo è stato pubblicato a torto o a ragione, che ne direste di fissare un appuntamento in un noto bar di misterbianco  coinvolgendo i personaggi di questa storia giornalistica: Giuseppe Russo, Carmelo Santonocito, Russo Marcello il Carabiniere Decorato, eventuali testimoni della vicenda, ect,  e sorseggiare serenamente un delizioso caffè, confrontarsi pacificamente, ma sopratutto per non esasperare ulteriormente gli animi e stringersi la mano.. Dopotutto ieri 03 maggio è stata festeggiata la giornata mondiale della libertà di stampa, quella vera,  promossa dall'Unesco e dedicata a tutti quelli che ogni giorno rischiano la loro vita per raccontare e testimoniare.
Ah dimenticavo! il caffè ve lo offro io!

Pasqualino Longo

Ringrazio il sig. Longo per

Ringrazio il sig. Longo per il caffè e per aver notato implicitamente, come la discussione sia sfuggita di mano, non certamente a me che continuo a mantenere un atteggiamento che esula dagli insulti che questa volta provengono direttamente dal consigliere comunale Russo.
Conoscendo il sig. Longo e la squisitezza che lo contraddistingue, accetto di buon grado l’invito per il caffè, non avendo motivo alcuno per rifiutarlo.
Dal momento che “Scripta manent” ognuno potrà leggere che al contrario di quanto il consigliere Russo si precipita a scrivere, non ho accusato nessuno e neppure il fratello, che non ho il piacere di conoscere. Additarmi di falsità, di aver intrattenuto in passato rapporti non ottimi con Lei, di aver compiuto, genericamente e non documentalmente, non so quanti strafalcioni in tanti anni di attività giornalistica, insinuando non so quali rancori, qualificano più Lei che me, visto che non mi sono permesso di esprimere giudizi, non ne ho alcun titolo, ne su di Lei e neppure su Suo fratello, al massimo ho suggerito qualche consiglio.
Vedo comunque con piacere che pur occupandosi di attività istituzionale dell’Ente non ha perso la vocazione alla sua principale attività di investigatore e cioè quella di fare domande; alle quali mi sottopongo con piacere, non perché Lei possa togliere le virgolette, le mantenga pure se vuole, ma perché non ho nulla da nascondere, come penso neanche Lei.
Non mi occupo dell’informazione istituzionale dell’Ente per particolari meriti acquisiti sul campo, ma solamente perché sono l’unico dipendente del mio Ente ad averne la qualifica essendo iscritto all’Ordine dei giornalisti.
Come Lei saprà certamente i comuni della Sicilia, per legge, debbono dotarsi di un Ufficio stampa, ed il comune non era nella possibilità di farlo per il blocco delle assunzioni. Essendo l’unico dipendente ad avere questa qualifica e vietando la legge, per motivi di economicità, l’affidamento dell’incarico a terzi esterni nel caso in cui il comune al suo interno disponesse di tale qualifica, la Giunta in aderenza al principio di riduzione della spesa pubblica, ha modificato il mio profilo professionale, risparmiando nel contempo un bel po’ di denaro.
Tutti sanno all’interno dell’Ente che non ho chiesto io al Sindaco tale incarico, ma mi è stata chiesta, non a marzo 2013 ma a maggio 2012, la mia disponibilità ad assumere tale incarico, che ho accettato. Sappia pure che per tutti i dieci mesi intercorsi non ho mai chiesto al Sindaco il perché di tale ritardo, e lo avrei potuto fare legittimamente.
Anzi, sappia che in passato quando il comune pagava esterni per svolgere tale funzione, sono stato in silenzio pur avendo il diritto di avanzare più di una pretesa ed il funzionario incaricato dell’Ente all’epoca si premurò di appurare, in caso di incarico ad esterni, se avessi poi avanzato pretese all’affidamento di tale incarico, per evitare lui di incorrere in responsabilità.
Probabilmente tirando in ballo questo argomento Lei vuole alludere al parere contrario alla delibera espresso dal dirigente dell’Ente al quale ha risposto la stessa Giunta.
Mi creda, non sono stato raccomandato, se è questo al quale voleva alludere.
Chieda pure al Sindaco, come chieda pure al primo cittadino cosa ha risposto lui al dirigente.
Poi vuole sapere se sono stato vincitore di concorso? Certo che lo sono stato, nel lontano 1986.
Se per caso la Sua curiosità lo spinge ancora ad avere altre informazioni, lo faccia pure, fino al 1640 sono in grado di poterle rispondere, pur non vantando alcuna discendenza nobile.
Dal momento che Lei stesso si auto attribuisce invece la qualifica di eroe, mi auguro per Lei che prossimamente gli giunga notizia del conferimento di una medaglia, ne saremmo tutti felici.
Una ultima precisazione, circa le falsità addebitatemi, che non essendo vere, le rispedisco al mittente dal momento che ben due misterbianchesi mi hanno comunicato, fermandomi appositamente, che Lei si era recato presso alcuni vicini a chiedere la testimonianza sottoscritta.
Se ciò non risulta veritiero Le rendo, sin da adesso, pubbliche scuse e provvederò a chi mi ha fornito due identiche informazioni, da due vicini diversi, a comunicargli la loro inaffidabilità sotto tutti i punti di vista perché, errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Carmelo Santonocito

EROI SI-EROI NO... LA TERRA

EROI SI-EROI NO... LA TERRA DEI CACHI

Così canterebbe Elio e le Storie Tese.  Infatti, stupisce che un articolo di cronaca del giornalista Carmelo Santonocito, riguardante l’incendio di Via Menna a Misterbianco, abbia potuto suscitare su questo sito un inconsueto scontro verbale, la cui sciocca intenzione a trasformare un normale gesto in atto eroico dimostra chiaramente che non siamo abituati alla normalità.

Il signor Russo Marcello, dunque, fa male a rivangare nella sua replica atti di normalità erigendosi a “salvatore” e ostentando il rischio della propria vita per la salvezza altrui.  Egli ha fatto semplicemente il suo dovere cercando di dissuadere l’anziana persona dall’incauto tentativo di spegnere col secchiello d’acqua le fiamme che avrebbero potuto sopraffarla, e alla sua resistenza, a sentire i testimoni, il Russo ha ritenuto opportuno allontanare la persona dal rogo.

Prima che arrivassero i vigili del fuoco, altri si sono prodigati esponendosi parimenti per limitare effetti più gravi alle persone, ma nessuno ha evidenziato il proprio “protagonismo”, nè preteso alcuna visibilità giornalistica.

Non scorgo che l’intervento del Russo, sicuramente apprezzabile, possa meritare l’appellativo di “eroe”, ma gli elogi e le lodi sperticati, che gli vengono dal fratello Giuseppe e che Marcello pretende gli siano attribuiti dalla stampa, non fanno onore a se stessi.  La riservatezza lo avrebbe sicuramente ripagato nella coscienza del proprio comportamento.

Non basta così poco per essere “eroi”, perchè se è beato il Paese che non ha bisogno di eroi, diventa disperato il Paese che i suoi eroi se li inventa quando non ce ne sono.

Enzo Arena

Caro Enzo, condivido

Caro Enzo, condivido pienamente il suo intervento, ma le ricordo che gli scontri verbali scaturiscono sempre da una causa, e la verità stà sempre a metà. Il  gesto del consigliere Russo non è un atto di normalità, come si vuol far credere nell'articolo "LA SICILIA" del giorno 27/04/2013. Chi conosce i fatti e sa analizzare con oculatezza la dinamica riesce a giungere facilmente ad una logica conclusione. Rifletta! Quante altre persone al posto del Maresciallo o consigliere Russo sarebbero intervenute decisamente entrando in quell'appartamento? Quante altre avrebbero atteso l'intervento dei soccorritori, o avrebbero esitato qualche minuto in più prima di prendere l'iniziativa, decidendo di entrare qualche istante dopo, e saltare in aria unitamente al vecchietto? Gli altri che sono entrati prima di RUSSO, i vicini di casa, hanno certamente contribuito alle operazioni di soccorso, spostando delle autovetture ricoverate all'interno del garace, per limitare effetti più gravi, ma non si sono addentrati oltre, consapevoli del pericolo ormai imminente.

L'intervento di Russo è un gesto più che apprezzabile, riconosciuto anche da diverse testate giornalistiche e dalle TV locali nel corso dei vari TG.

Se fosse capitato a me avrei dato poca importanza all'articolo apparso il 27 Aprile 2013 sul quotidiano "LA SICILIA", amareggiato si, deluso anche, ma  confortato dall'informazione rilasciata dalla maggior parte dei mass media a diffusione regionale e locale che si erano occupati della vicenda, e sopratutto consapevole di essermi prodigato al massimo per aiutare il prossimo.

Ciascun giornalista racconta i fatti con professionalità e obiettività, ma lo stesso fatto raccontato da me o da Lei, non sarà mai identico. Pur raccontando lo stesso episodio, si tenterà sempre a evidenziare un aspetto anzichè un altro, secondo un proprio convincimento. 

La riservatezza lo avrebbe sicuramente ripagato nella coscienza del proprio comportamento, sono d'accordo, ma gli esseri umani non siamo tutti uguali e la reazione è diversa, sopratutto quando si avverte di aver subito  un'ingiustizia.

Non dia giudizi affrettati per definire così poco eroico il gesto di   RUSSO, perchè se vero è che il nostro Paese non ha bisogno di eroi, è anche vero che quel giorno se al posto del Maresciallo RUSSO ci fosse stato altro "Salvatore" appartenente o non alle forze dell'Ordine, il beato o disperato Paese l'eroe lo avrebbe probabilmente già  proclamato, e non staremmo qui a discutere inutilmente.

Ah dimenticavo! Chi ultimo arriva male alloggia!  Tazzina caffè per tutti a sue spese.

Pasqualino Longo

 

Egregio sig. Enzo Arena,

la sua presunzione esponenziale, la sua personale idea di normalità, il suo livello di supponenza mi provocano alquanto, “ spingendomi fuori” (nella fattispecie calza a pennello l’azione sì cara al ragioniere Santonocito!) a snocciolare tutta una serie di encomi riconosciutemi nel corso dei miei 26 anni di carriera al servizio dei cittadini che non avrei altrimenti ostentato. Si tratta di qualifiche che soggetti terzi (e non giornalisti) mi hanno assegnato. Da qui il mio disinteresse a risponderle.

Sì sì… la anticipo. Elencarli nello spazio sottostante non è propriamente cosa da eroi. Considerazione, questa, condivisibile. Lei si rivolge , tuttavia, anche  al mammifero Marcello. Un animale a sangue caldo che, come tale, possiede emozioni. La gioia della vita è data anche dalla capacità di provare stupore dinnanzi a corbellerie altrui verbali e non (Lei riesce a farmi sentire vivo e, per questo, La ringrazio); dalla capacità di provare preoccupazione per l’integrità fisica e morale dei propri simili; dalla paura di andare incontro alla morte…

Signor Arena, sebbene sia un salvatore (e questo lo documenterò in seguito) sono anche un mortale. Veda, i mortali… possono anche morire.

E, nel frattempo, se la bombola fosse esplosa, NEL FRATTEMPO, mentre mi trovavo dentro il garage in fiamme per spingere fuori il proprietario? Si è fermato un attimo a riflettere su detta eventualità? Già! Dimenticavo! Trattasi, per lei, di normalità.

Quel mattino del 26 u.s. ho compiuto una SCELTA, non ho fatto il mio dovere. Non ero in servizio e non ho ricevuto alcun ordine. Potevo scegliere di allontanarmi dal pericolo e guardare il tutto a debita distanza di sicurezza, ma non l’ho fatto.

Domenica 05/05/2013 alle ore 11.41, scrive sul sito www.misterbianco.com in tal guisa: “…Prima che arrivassero i vigili del fuoco, altri si sono prodigati esponendosi parimenti per limitare effetti più gravi alle persone…”. Se per lei il mio intervento è così normale, come mai dentro lo stabile infuocato non ho registrato una calca di soccorritori? Vuole, forse, insinuare che sono stato “spinto dentro” da un assembramento di esseri umani? Nooooo.  Sono troppo educato per fare a gomitate. Se, però, in zona ci fosse stato lei… allora sì… sono certo… mi avrebbe trattenuto per entrare al mio posto perché per lei, questi, sono atti di normalità. Come andare dal barbiere… parimenti.

E’ ora d’uopo citare la frase ad hoc dell’artista Bruno Munari  “Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.”.

Lei, dimostra chiaramente di sentirsi turbato da un “normale” scontro verbale. La prego, esso non è mai sciocco. Fa parte della vita, denota intelligenza e volontà di scambio, voglia di comunicare ed interagire.

Sig. Arena, Le consiglio caldamente, di abbandonare siffatta visione triste della vita, fondata sul normale, consueto, banale, ripetitivo, dozzinale, ordinario…

Gioisca. Provi meraviglia!

Non sono affetto da manie di “protagonismo” né pretendevo visibilità giornalistica. A scrivere, infatti, in principio fu mio fratello, disilluso. So bene che il mio atto si traduce in una goccia nell’oceano ma, senza di essa l’oceano sarebbe stato meno vasto.

Madre Teresa di Calcutta disse: “Le parole gentili possono essere brevi e facili da pronunciare, ma la loro eco è infinita.”. Queste si aspettava mio fratello, parole gentili proferite nei miei riguardi. Parole, non encomi. Sinceramente, anche io mi aspettavo dal giornalista pubblicista, non il riconoscimento di un atto di eroismo, bensì, il riconoscimento di un ATTO D’AMORE. Di questo si è trattato, di un messaggio di amore.

Ora, se vogliamo che un messaggio di amore, portatore di gioia, sia udito dai più per essere magari emulato, esso deve essere “gridato”. Sarebbe opportuno che raggiungesse una moltitudine di persone per dare loro ottimismo, speranza e coraggio. Meglio accendere una candela che spegnerla, dico io. Il ragioniere Santonocito ha preferito di spegnerla.

Sarà perché ho rischiato di perdere la vita più volte che la amo così tanto da comprendere che essa è meravigliosa .

Se devo acquistare degli affettati, non li chiedo in libreria… parimenti non ricerco encomi da un giornalista. Ne posseggo già a iosa. Non li ho conseguiti ieri, pertanto, se non ne ho fatto menzione è ESCLUSIVAMENTE PER RISERVATEZZA.

Decido di elencarli solo oggi, per contrastare allusioni “velenose” e poco serene e, altresì, per demolire l’appellativo di “inventore” nel quale non mi riconosco.

IL MARESCIALLO CAPO RUSSO MARCELLO

E’ insignito di :  

ENCOMIO SOLENNE

“ADETTO ALLA TENENZA, LIBERO DAL SERVIZIO ED IN ABITI CIVILI, TROVANDOSI ALL’INTERNO DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE ED ACCORTOSI CHE DUE MALVIVENTI STAVANO CONSUMANDO UNA RAPINA , EVIDENZIANDO CORAGGIO, DETERMINAZIONE ED ELEVATA PROFESSIONALITÀ, BENCHÉ DISARMATO, NON ESITAVA AD INTERVENIRE RIUSCENDO A DISARMARE E TRARRE IN ARRESTO UNO DEI RAPINATORI. L’INTERVENTO, AMPIAMENTE RIPRESO DAGLI ORGANI D’INFORMAZIONE, SUSCITAVA UNANIMI CONSENSI CON POSITIVI RIFLESSI SUL PRESTIGIO DELL’ISTITUZIONE”  

ENCOMIO SEMPLICE

“ADDETTO A TENENZA, NEL CORSO DI UN SERVIZIO ANTIRAPINA, CON DETERMINAZIONE ED ELEVATA PROFESSIONALITÀ, AFFRONTAVA UNITAMENTE AL PROPRIO COMANDANTE, CINQUE MALVIVENTI CHE ARMATI DI PISTOLA, STAVANO CONSUMANDO UNA RAPINA IN DANNO DI UN DISTRIBUTORE DI CARBURANTI. BENCHE’ IN INFERIORITÀ NUMERICA ED INCURANTI DEL PERICOLO PROVENIENTE DALL’ARMA CHE UNO DEI RAPINATORI AVEVA LORO RIVOLTO, FACENDO LEGITTIMO USO DELLE ARMI IN DOTAZIONE, RIUSCIVANO A METTERE IN FUGA I MALVIVENTI, RAGGIUNGENDONE E TRAENDONE IN ARRESTO UNO E RECUPERANDO L’INTERA REFURTIVA.
L’INTERVENTO, AMPIAMENTE RIPRESO DAGLI ORGANI D’INFORMAZIONE, SUSCITAVA UNANIMI CONSENSI CON POSITIVI RIFLESSI SUL PRESTIGIO DELL’ISTITUZIONE”

ELOGIO:

“ESPRIMO IL MIO ELOGIO PER LA SPICCATA PROFESSIONALITÀ E L’ALTISSIMO SENSO DEL DOVERE EVIDENZIATI DALLA S.V. ALLORQUANDO NEL CORSO DI ATTIVITÀ INVESTIGATIVA, TESA AL CONTRASTO DELLO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, UNITAMENTE AD ALTRI COMMILITONI, DEL MEDESIMO REPARTO, TRAEVA IN ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO DUE PERSONE RESESI RESPONSABILE DI DETENZIONE DI 520 CHILOGRAMMI DI MARIJUANA. L’OPERAZIONE SI CONCLUDEVA CON IL SEQUESTRO DI INGENTI SOMME DI DENARO IN CONTANTE, IN DEPOSITO POSTALE E DUE IMMOBILI”

E’ Insignito del prestigioso riconoscimento “Premio Generale  Francesco Friscia”. Intitolato alla memoria del sig. Generale dei Carabinieri Francesco Friscia deceduto in data 31.10.1977.  

E’ insignito dell’onorificenza di Cavaliere dei Diritti Umani, conferita agli Uomini dello Stato che si sono distinti per l’attività svolta nella salvaguardia della società civile“,

APREZZAMENTO:

Del sig. Prefetto di Catania Dott.Giovanni Finazzo per le gesta di coraggio poste in essere dal M.llo Russo Marcello

Premiato  alla festa dell’Arma dei Carabinieri nell’anno 2008 

Sig. Arena Enzo io cerco di essere migliore. E lei?

Il Consigliere Comunale
Dott. Marcello Russo

 

Egregio Sig. Arena,
non sono assolutamente d'accordo con lei quando definisce, "atto di normalità" quello che il Maresciallo Russo ha compiuto,SALVANDO da morte certa l'anziana persona.Ho seguito il tg regionale e il telecronista ne ha esaltato le doti, poiché con il gesto EROICO del Maresciallo, nonché Consigliere, fortunatamente non si è sfiorata una tragedia.

Stiamo quà a blaterare, senza dare il giusto riconoscimento ad un uomo, appartenente alle forze dell'ordine, il quale libero dal servizio, senza indugio alcuno, si è prodigato nell'adempimento del suo dovere, come Carabiniere ma anche come Cittadino.

Ad un appartenete alla Polizia di Stato, sicuramente una simile impresa, gli avrebbe valso una proposta per un Encomio o per una medaglia al Valor Civile.

Al di là degli screzi sorti su questo sito, diamo il giusto riconoscimento ad un atto decisamente "Eroico".

Francesco Manna

<strong>Esplosione di bombole

Esplosione di bombole di gas a Misterbianco, tanta paura, prodigioso l’intervento di un consigliere-carabiniere.

Come gran parte dei residenti di zona, ho assistito al rogo che si è sviluppato all'interno dell'abitazione, Abbianmo visto giungere una persona, che entra all’interno del portone in ferro. Poco dopo esce mettendo in salvo una donna, poi rientra nello stabile, tirandosi dietro un vecchietto che non voleva saperne di lasciare l’immobile. Era proprio lui l’Angelo, mandato da Dio.

Cosi sento di definire quest'uomo, perché dopo alcuni minuti, tre forti espolsioni si susseguono facendo tremare il suolo, danneggiando seriamente l’intero stabile. Osservavo, li ferma a debita distanza sulla piazza antistante, impaurita, tremante.

Tutti salvi, anche l'anziano, che non voleva abbandonare la propria casa. Si è davvero scongiurato il peggio.

Smaltita, l'ansia e la paura che mi ha accompagnata per tutto questo tempo, sento il dovere di ringraziare quest’uomo coraggioso, sento il dovere di ringraziare tutta l’amministrazione Comunale di Misterbianco, composta da persone coraggiose. perchè il nobile gesto contribuisce certamente ad avvicinare i cittadini verso le istituzioni locali sempre duramente criticate.

Vengo a conoscenza, che il consigliere RUSSO, è anche un appartenente dell’Arma dei Carabinieri, che esalta ancor più questo nobile gesto, degno di ammirazione e riconoscenza verso la Benemerita.

Avverto ancora il boato che mi risuona nelle orecchie, ho ancora le visioni dell’enorme massa di fuoco che fuoriesce dal garage, ma l’immagine di quell’uomo che per mano conduce l’anziano verso la vita, è stata la cosa più bella che in quel momento potevo desiderare e che ha contribuito in questi giorni ad affievolire, la mia agitazione.

Un vivo apprezzamento desidero rivolgere alle squadre dei Vigili del Fuoco di Catania per il coraggio e inesauribile esperienza dimostrata, nel gestire l’incendio, riuscendo a domare in tempi record le fiamme che stavano per propagarsi negli stabili adiacenti.

Ringrazio il Comando dei Carabinieri di Misterbianco sempre presenti sul territorio, nei momenti di maggior bisogno.

Giovanna Giuffrida

Penso anche io, che questa

Penso anche io, che questa discussione sia stia prolungando più del dovuto, ognuno ha chiarito le proprie posizioni, ha espresso le proprie idee, fa parte della libertà che ha ogni cittadino, fortunatamente L'Italia è una Repubblica Democratica e la sovranità appartiene al Popolo. Prendendo spunto dall'invito di Pasqualino Longo, persona che stimo tantissimo, che ha fatto da "moderatore" in questa vicenda,  Accetto l'invito di prendere un caffè in compagnia di Carmelo Santonocito, e se mi permettete lo offo io.

Marcello Russo

una cosa è sicura al

una cosa è sicura al consigliere Russo gli amici non mancano! :- ] a parte le battute inviterei gli autori dei commenti a limitarsi a dare la propria testimonianza o la propria opinione senza insistere nella polemica (aspra e inutile) contro un articolo ormai archiviato anche dalla Sicilia. inviterei, inoltre, a esimersi dalle offese personali soprattutto quando a corredo di tali offese si scrivono stupidaggini. ne scrivo una su tutte perchè ultima in ordine cronologico. la lettrice Graziella Bruno scrive: "egregio ragioniere "pubblicista/giornalista", atteso che percepisce un decoroso stipendio quale addetto stampa del comune in cui risiedo, come mai ha scritto un articolo così approssimativo e monco?", ignorando che il ruolo di addetto stampa del comune non centra nulla con gli articoli che Santonocito scrive sulla Sicilia. per finire chiarisco che sono molto felice quando i lettori di Misterbianco.COM partecipano con i propri contributi ma le "stupidaggini" e le "strumentalizzazioni" non saranno più tollerate.

Pietro Santagati
amministratore M.COM

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