Si racconta

La festa di San Giuseppe in molti paesi della nostra Sicilia

San GiuseppeLa festa di San Giuseppe mi fa ricordare un libro, “Il giorno che fui Gesù”, di Fortunato Pasqualino, sfogliato per caso, tant’anni fa, in una sala docenti, fredda e buia, di una scuola d’un antico paese dell’entroterra siciliano. L’autore raccontava come nel suo paese d’origine, Butera (En), si celebrava la festa di San Giuseppe. La mattina della festa veniva scelto il ragazzo più povero del paese e gli si diceva: “Tu per oggi sei Gesù!"...Capite!?…Per un giorno Gesù! Vi immaginate essere il figlio di Dio per un giorno! Poteva andare dappertutto, chiedere qualunque cosa e, soprattutto, essere ospite d’onore in tutte le case a pranzo e a cena! Ma solo per un giorno!

Masleniza, il Carnevale slavo, con una settimana di ritardo

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Dopo aver ascoltato, pazientemente, la storia del Carnevale di Misterbianco, la mia cara amica mi confida: “Ma anche in Russia questa settimana inizia la Masleniza, il Carnevale ortodosso”. E inizia a raccontarmi una “favola” incredibile e d’altri tempi…: “Gli slavi orientali festeggiano la ricorrenza da tempo memorabile: salutano il gelido inverno che se ne va, per aprire le porte al tiepido sole primaverile, al risveglio della natura per ingraziarsi abbondanti raccolti e prosperità.

A cuppiata di l’ova

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continua...C’erano varietà infinite di gruppi e di maschere ridicole. Nel periodo dell’austerità, inizio anni ’70, si vedevano file interminabili di “arabi”, poi dei “vu cumprà” e poi, con le immancabili divise, aviere, artigliere, carabiniere, rigorosamente senza mostrine. E non mancavano mai certi uomini baffuti con minigonne e tacchi a spillo! Si respirava un’aria di letizia e di spensieratezza infinita. La città, beata e gaudente, si riconosceva e si divertiva. Era l’età della gioia. Ma il nostro pensiero correva al pomeriggio del martedì grasso, alla tradizionale e immancabile “cuppiata di l’ova”.

Il Carnevale complice di tante storie d’amore, e anche, di tanti tradimenti

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“Carnaluvari vattinni a Minìu, làssami fari la me quarantana, poi veni Pasquuzza, cori miu, e ni mangiamu pasta ccu la zafarana”. Mi ricordo quando da bambino, mia nonna, briosa e piena di vita, mi “faceva ‘i minaminagghi”, e quando la mia comitiva, felice e spensierata, si preparava ad accogliere il re Burlone, il giovedì grasso, immancabilmente, nel salone delle feste della ragazza “pro – tempore” del nostro amico e noi vestiti di fatina, d’olandesina o di cow boy, a ballare la samba e il cia cia cia, o quando, una volta, siamo andati in un veglione a Belpasso, e da lì sbocciarono tanti amori…che spasso, che divertimento, che nostalgia!

La classifica dei comuni più indebitati d'Italia. Secondo il Cgia di Mestre i comuni più indebitati sono al nord

comuni indebitati E' Torino il Comune capoluogo più indebitato d'Italia: il risultato emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato l'incidenza percentuale del debito sulle entrate correnti, dei 118 Comuni capoluogo di provincia presenti nel nostro Paese. Con l'analisi di questo primo parametro di riferimento, si e' cercato di capire quanto incidono le passività, accumulate da un Comune, sul totale delle proprie entrate. Al primo posto di questa speciale graduatoria troviamo Torino, con una percentuale di debito sulle entrate correnti pari a 252,2, seguono Carrara, con il 223,1%, Milano, con il 209,9%, Teramo, con il 192,1% e Fermo, con il 181,5%. fonte: Adnkronos

Pietro Santagati

Custodite la memoria come si custodisce il pane caldo del mattino

prof. Salvatore Marchese
Custodite la memoria come si custodisce il pane caldo del mattino. Come si conserva un monile semplice e luminoso della nonna. E fatene buon uso, perché “un popolo senza memoria, è un popolo senza futuro”. In quest’anno “di grazia” duemilaundici sono tanti i motivi per ricordare e per celebrare la memoria: il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e il bicentenario della nascita del prof. Salvatore Marchese. Ma chi è costui? Una delle figure più eminenti e significative della storia della città di Misterbianco, di Catania e dell’intera Sicilia.

Rifiuti, da oggi uno sportello

Comune di Misterbiancoda lasicilia.it
A seguito della riforma degli Ato, varata
dall’Assemblea regionale e della ridistribuzione
delle competenze, l’amministrazione
comunale di Misterbianco
da oggi attiverà uno sportello
dove si potranno chiedere informazioni
su bollette e tassa rifiuti.
Due settimane fa, il sindaco Ninella
Caruso
, a seguito della situazione di
precarietà dell’ufficio della Simeto
Ambiente
che serviva quattro Comuni
(Misterbianco, Motta S. Anastasia,
Camporotondo Etneo e S. Pietro Clarenza),
che determinava file interminabili
e problemi di ordine pubblico,
aveva ordinato la chiusura dell’ufficio,
dal momento che si trattava di locali
comunali. La decisione, se da un lato
ha creato qualche disagio, dall’altro
risolverà definitivamente il problema,
dal momento che saranno nuovamente
i Comuni a gestire questo
servizio con il proprio personale, come
avveniva fino al 2005.

Un Eroe misterbianchese dimenticato? Speriamo No!

Orazio Costarella Orazio Costorella
(Misterbianco, 1924 – Poggio di Otricoli (Terni), 17 febbraio 1944

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, invece di cercare di ritornare al suo paese, si aggrega alle prime formazioni partigiane che cominciavano a contrastare in armi i fascisti della Rsi ed i nazisti invasori. Entra a far parte della Brigata Garibaldina “Antonio Gramsci”, la più consistente tra tutte le strutture della regione. Nel gennaio del 1944, grazie al contributo della Brigata Gramsci, viene proclamata la “Prima Zona Libera”; una vera e propria Repubblicana Partigiana nell’Italia centro Settentrionale.

Sulla giornata conclusiva di Auschwitz , lo spirito del luogo

ANPI Catania
Giorno 24 febbraio si è svolto al centro fieristico Le Ciminiere il convegno conclusivo della mostra “Auschwitz, lo spirito del luogo”, organizzata dalla Provincia Regionale di Catania, inaugurata il 27 gennaio in ricorrenza della “Giornata della Memoria”.

Iniziativa encomiabile che, con la realizzazione della notevole ed efficace mostra, il coinvolgimento diretto di studenti delle scuole catanesi, i convegni organizzati e il gemellaggio con la provincia di Oswiecim – Auschwitz -, ha voluto riportare all’attenzione dei cittadini i nefasti misfatti consumati nei Lager dai nazifascisti.

Solidarietà a padre Carlo D’Antoni

ANPI Catania

L’ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – di Catania esprime viva solidarietà a padre Carlo D’Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti, - Siracusa.

In questo momento triste della sua vita e della sua attività civile. Sbattuto, dalla “forza degli eventi”, come se fosse un mostro, in prima pagina nazionale. Trattato ed additato, anche al “pubblico disprezzo” , con parole avvelenate trasudanti derisioni. Come un inno che conclama una verità di colpevolezza, certa ed inossidabile.

Eppure, da sempre - coadiuvato da un gruppo di persone -, mentre tutti gli altri volgevano lo sguardo altrove senza civile ed etica vergogna, ha prestato aiuto. Attivo e concreto. Con abnegazione e senza orari "ufficio". In tanti hanno trovato tetto e cibo nella sua chiesa. Agli ultimi degli ultimi. I migranti.

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