Far fronte comune contro racket e usura: la conferenza on line "Chiuso per mafia" di "Attiva Misterbianco"

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Attiva MisterbiancoLa pandemia ha aggravato drammaticamente la crisi economica e sociale e la povertà, e purtroppo dato spazio all’ulteriore infiltrazione nel tessuto sociale di organizzazioni criminali coi loro capitali illegali. In questo contesto, arriva la conferenza on line “Chiuso per mafia” sui fenomeni sempre più attuali del racket e dell’usura, organizzata con diretta facebook dal gruppo “Attiva Misterbianco”, «per un’antimafia sociale dei fatti e un’interlocuzione utile che porti a strumenti operativi».

Con un “parterre” qualificato di testimoni delle categorie sociali esposte in prima fila, coordinato da Massimo La Piana e Anna Bonforte con Giuseppe D’Angelo. I commissari straordinari del Comune, invitati, hanno espresso la propria disponibilità a partecipare a successivi incontri sul tema “in presenza” appena sarà possibile.

L’avv. Nicola Grassi, dell’associazione “Asaec”, ha commentato gli strumenti legislativi, l’istituzione di un “fondo di prevenzione”, le esperienze di richieste di aiuto, l’intercettazione solo di una piccola parte della disperazione, la necessità di una maggior attenzione delle istituzioni e di sinergie concrete senza protagonismi.

La dott. ssa Marisa Acagnino, di comprovata competenza ed esperienza nella magistratura e costantemente vicina al territorio in svariate iniziative sulla legalità, ha illustrato la “legge sul sovraindebitamento”, nata proprio in funzione anti-racket, emanata nel 2012 ma applicata solo dal 2015 tra varie difficoltà. Una normativa ancora poco utilizzata che consente a privati imprenditori non colpevoli di porre rimedio alla “crisi di insolvenza” determinata da eventi negativi sopraggiunti, come quelli attuali, sottraendoli alla disperazione e al ricorso all’usura, con misure di sostegno al “merito creditizio” quali la riduzione e la dilazione dei debiti contratti.

Il dott. Claudio Risicato, già presidente dell’associazione “Rocco Chinnici”, ha esposto la propria travagliata esperienza di contrasto al racket, nel coinvolgimento di tanti imprenditori vessati e aiutati alla denuncia per non lasciarli soli, nonchè degli studenti sui diritti costituzionali; ma tra molti problemi e azioni intimidatorie, lo scarso sostegno delle istituzioni e concreti pericoli derivanti dalla mancanza di certezza della pena per i delinquenti. «Un mondo fatto di luci e ombre, e di compromissioni eclatanti».

Rosalinda Scuderi, presidente della Confcommercio di Misterbianco, ha confermato significativamente che lo “sportello antiracket” istituito 7 anni fa dal sodalizio non ha ricevuto nessuna chiamata, evidentemente perchè la gente in mancanza di liquidità e con scarsi aiuti statali ha paura di denunciare i soprusi ed è ancora disposta purtroppo ad avvalersi di “canali” d’aiuto poco leciti.

Il dott. Andrea Milazzo, segretario della Cna, con riferimento alle misure di sostegno statali e alla condizione complessiva di oggi, ha ipotizzato che si perderanno molti posti di lavoro e il pericolo che tanti imprenditori siano costretti a cedere le imprese ai “clan”; «occorre riformare il sistema e velocizzare le risposte della pubblica amministrazione, con un deciso “cambio di passo” e interventi adeguati non appesantiti dalla burocrazia».

L’avv. Nino Licciardello e Mariella Torre, del presidio di “Libera”, nell’evidenziare i meccanismi che strangolano la nostra economia e l’innalzamento del rischio di accesso invasivo del mondo criminale, hanno sottolineato l’esigenza di una “democrazia dei comportamenti” capace di individuare tempestivamente i “codici di allarme” e di condividere una responsabilità sociale comune basata sulla sinergia con le istituzioni locali, sull’associazionismo, sul coinvolgimento di scuole parrocchie gruppi e cittadini nel giusto “diritto alla rabbia” e nella creazione di “comunità monitoranti”, per un osservatorio e una “impresa” collettivi e costanti di prevenzione e aiuto reciproci.

Roberto Fatuzzo

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