Replica al post pubblicato dalla sig.ra G.Percipalle, presidente del Comitato civico "La Voce di Misterbianco"

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Replica - MisterbiancoMi rincresce che Ella si sia turbata per averla citata sul mio post, ma nel momento in cui Lei propone il suo rispettabile pensiero alla pubblica lettura del sito, lo fa certamente senza pretendere di inibire o censurare la facoltà di replica del visitatore che la legge.

Citarla di nome, dunque, non comporta alcuna scorrettezza nei suoi confronti, e se mi assumo certe responsabilità (e forse anche antipatie) a causa di quello che scrivo è soltanto per relazionarmi con gli altri, per cui trovo sconveniente che Lei mi accolli mancanza di garbo non sicuramente attribuibile alla mia indole. Un articolo che Ella pubblica su Misterbianco.Com, sito di diffusa visibilità, non è blindato ai commenti del lettore. Infatti, pur avendo io un sito web personale di libera lettura, mi avvalgo anche di questo forum locale per consentirmi un riscontro ai miei interrogativi destinati, in questa circostanza, nientemeno che alla presidente di un comitato cittadino che raccoglie ben 5000 iscritti ad un gruppo facebook.

Se lo dice lei, io debbo credere alle sue qualità per aver sparso in internet sicuramente ottima semenza, ma Le suggerisco di non affidarsi troppo alle presenze virtuali. Purtroppo, mi dispiace non poter interloquire in Facebook con Lei ed il suo numeroso gruppo in quanto per mie convinzioni non sono navigatore facebookiano considerandolo una specie di SMS senz’altro efficace nei contatti veloci, ma che quasi sempre diventa vetrina di quelle superficialità apprezzabili solo per un breve relax.
A differenza di quello che avviene con lo strumento di facebook, nel sito web invece devi “ragionare” su quello che succede intorno a te, devi documentarti sull’argomento che ritieni utile postare, lo devi sviluppare e portarlo a compimento.

Preferisco, perciò, il sito web che ho configurato come il posto dove costruire le mie idee, le mie sensazioni ed i miei concetti senza aspettare una persona che si connetta, ma sperando ugualmente che altri li commentino, dando al lettore anche un ruolo attivo, perché leggere, riflettere e scrivere costruiscono il pensiero. Se le può fare piacere, dal momento che Lei inizialmente si chiede chi sono e cosa faccio nella vita, può visitare il mio sito personale, e giacchè ritengo che Ella non sia “analfabeta politico” saprà distinguere chiaramente i miei connotati ed i princìpi da cui traggo ispirazione, e probabilmente potrà trovare quella chiarezza che non ha voluto trovare nel mio ultimo post.

E poi per carità non mi faccia scuola di cautela quando adduco cause o invoco provvedimenti che impediscano lo scempio di un pregio architettonico, perchè mi fa percepire che Lei abbia voluto travisare il mio commento sapendo di alterare il mio pensiero.

Può darsi che io abbia difettato a non spiegare meglio quello che voglio, ma certamente ho espresso perfettamente ed in modo chiaro quello che non voglio. Nell’articolo, oggetto delle sue considerazioni, infatti, ho solo onestamente lamentato un riferimento all’occupazione di spazi per dehors “illimitati” e sconfinanti su tutta l’intera area del sagrato. Eviti, dunque, di sviare l’argomento dei “tavoli in Piazza” per chissà quali intendimenti a prendere partito della “martoriata” categoria degli esercenti, perchè non è assolutamente nelle mie intenzioni disturbare il lavoro di nessuno.

E giacchè Lei mi chiede infine DA CHE PARTE STO?...io tengo a ribadire di essere partigiano dell’idea che non si producano ostruzionismi al lavoro degli esercenti, ma che l’occupazione di aree adibite a dehors vengano dimensionate a compatibili ”porzioni” di spazio pubblico, nel cui ambito ciascun esercente possa promuovere iniziative e concertini per incrementare la propria attività, rispettosamente distanziata dal sagrato consacrato e riservato al misticismo della Chiesa, al decoro del suo pregio architettonico e all’uso dei cittadini. Cordialmente

Enzo Arena

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Commenti

Sig. Arena,

Sig. Arena,
nel merito della sua articolata e puntuale risposta emergono due elementi di invito alla riflessione.
Il primo riguarda il nostro coinvolgimento, da Lei voluto, ad un dibattito a questo punto sterile, in quanto entrambi abbiamo reagito ad una azione subita, malgrado la pensi come il sindaco.
Dal secondo elemento emerge invece un suo disquisire contraddittorio, allorquando reagisce con veemenza rivendicando il diritto di salvaguardia di spazi architettonici se si parla di commercianti a suo dire abusivi e difende l'operato o scempio, suona meglio, del sindaco in relazione agli stalli oggetto di tutto questo.
Ed aggiungo: NON CREDE CHE TUTTE QUESTE QUESTIONI DOVREBBE CHIEDERLE AL SINDACO?
Io rimango una semplice cittadina che si batte ogni giorno e lei un intellettuale che solo perché ogni tanto fa il critico con il sindaco si erge a dispensatore di verità.
Egregio sig. Arena lei ha scritto un articolo citando me più volte ma soprattutto distraendo il lettore rispetto ad una questione che non le riguarda nella misura in cui lei appoggia il sindaco.
Tuttavia non ce lo con Lei, cosicché se riterrà in seguito di citarmi nuovamente si accomodi pure, la prego però di anteporre al mio nome sempre quell'appellativo di rispetto e cortesia che fa la differenza.
Cordiali saluti

Giusi Letizia Percipalle

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