Nota sul Bilancio Partecipativo...già deciso!

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Zero Waste EtnaCome tanti altri, cittadini e associazioni, abbiamo creduto opportuno partecipare al bando del Bilancio Partecipativo che il Comune di Misterbianco ha indetto, con alcuni progetti, sia a firma ZWS Etna che con progetti firmati personalmente dai nostri soci. Anche se eravamo a conoscenza che negli anni passati, la gestione dell’analogo avviso era stata discutibile, per vari motivi che esulano da questo post, abbiamo aderito perché crediamo fortemente nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e amministrativa delle nostre città e anche perché, a seguito delle ultime elezioni amministrative, che hanno permesso un cambio generazionale consistente, speravamo in un cambio di “stile” che non si manifestasse nella sola novità del voto on-line delle proposte.

Per chi non sapesse cos’è il Bilancio Partecipativo, esso può essere descritto semplicemente così: ogni Comune ha la possibilità di recuperare l’equivalente del 2% del suo bilancio corrente, che altrimenti andrebbe perduto, in progetti proposti direttamente dal cittadino che così, appunto, partecipa e propone; naturalmente, l’Amministrazione comunale ha l’onere di scegliere e poi trasformare in realtà, il o i progetto/i che reputa più utili o idonei alla propria comunità. Per Misterbianco, l’ammontare della cifra messa a disposizione a conclusione dell’iter, si aggirerà intorno ai 30.000 €, stiamo dunque parlando di progetti di minime dimensioni se paragonati ai normali capitolati di spesa di un Comune di circa 50.000 abitanti. Ma secondo noi, è giusto così: il Bilancio Partecipativo è, più che altro, un’occasione di avvicinare il cittadino alla Cosa Pubblica, dare ad esso la possibilità di vedere realizzato un progetto che gli sta a cuore sentendosi, così, più vicino alle istituzioni e ai propri concittadini, con un investimento minimo.

L’Amministrazione ha scelto 8 delle 33 proposte presentate che, ovviamente, dovevano rispettare alcuni criteri indicati nel bando; con nostro stupore e rammarico, le proposte scelte, oltre ad essere state sottoposte al voto on-line senza un’opportuna descrizione, alcune hanno evidenti mancanze di requisiti, un’altra è molto simile ad un progetto già finanziato con lo stesso strumento in precedenza, per altre sembra quasi ridicolo che il Comune abbia la necessità di attivare la non semplice macchina amministrativa per finanziare progetti di poche centinaia di euro.

Per quanto riguarda la possibilità di voto on-line da parte dei cittadini, oltre ad essere stata attivata dai tecnici prima che il Comune ne desse comunicazione ufficiale sul sito, è ancora possibile esercitarlo dal portale apposito, previa registrazione (in cui sono richiesti un’infinità di dati personali), come, fino a ieri, non è stato dato completare. A seguito delle tante segnalazioni, i problemi tecnici sono stati risolti e la data ultima per votare è stata spostata dal 12 al 19 settembre.

Facendo qualche semplice somma algebrica si vede che, esclusi i 3 progetti che non indicano la spesa prevista, l’ammontare delle restanti proposte che hanno passato il primo step è proprio sotto i 30.000 €; nasce così il dubbio che l’Amministrazione abbia già deciso di finanziarle tutte o quasi, rendendo inutile il voto on-line.

Quel che ci stupisce e ci rammarica, non è l’assenza dei progetti da noi proposti: non abbiamo la presunzione di autovalutarci. Potremmo perfino contestare gli sconosciuti criteri di scelta o l’evidente mancanza di requisiti di alcuni progetti scelti ( quell’importo “non precisato” è proprio in evidente contraddizione con l’avviso pubblico)

Invece quello che non ci piace e che ci preoccupa è l’evidente perdita, da parte dell’Amministrazione, del vero e per nulla nascosto significato del Bilancio Partecipativo: la partecipazione di tutti i cittadini alla vita amministrativa e la condivisione delle attività della stessa.

Nasce, così, il dubbio che per sradicare l’abitudine di gestire la cosa pubblica come qualcosa di personale, qualcosa considerata di proprietà della Giunta, non basti votare giovani politici che promettono di cambiare i suoi modi e tempi di gestione. È evidente che il vecchio non se n’è mai andato, che, se vuoi stare seduto nei posti di comando, devi dimenticare di avere 20 o 30 anni e devi fare come hanno sempre fatto gli “sperti di ogni tempo” col pelo sullo stomaco.

Allora, quantomeno, cambiate il nome, chiamatelo Bilancio Abbiamo Già Deciso.

Zero Waste Sicilia Etna

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