Vicenda Humanitas: oltre le delibere e le visure...

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Sanità pubblicaIn questi giorni la stampa (quella vera, non Misterbianco.COM) si sta concentrando sull'ultimo capitolo della vicenda Humanitas. Dal nostro punto di vista la vicenda è contorta, difficile da raccontare, ridotta a polemica politica (Governo Crocetta nuovamente minacciato, stavolta dall'UDC). È perciò che abbiamo deciso di andare oltre, anzi a dirla meglio di non andare oltre, e fermarci all'origine del problema. Fortunatamente ci viene in aiuto il dott. Giuseppe Condorelli (noto cardiologo misterbianchese che da anni lavora nel settore della sanità pubblica). Per la serie esiste ancora qualche medico che fa politica senza esserlo, copiamo il suo prezioso intervento pubblicato il 02/11/2013 su sudpress.it.

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Alcuni giorni addietro ho letto sul New England Journal of Medicine ( per i non addetti ai lavori è il giornale più prestigioso per medicina interna, e l’unico in cui, almeno sino a questo momento, non ho trovato ‘copia e incolla’ ), nella rubrica Perspective, il commento scritto da un medico: il titolo “ Dead Man Walking “. Il titolo, se non vado errato è anche quello di un film. Non so se l’articolo, ovviamente in inglese, sia accessibile anche ai non abbonati alla rivista, ma riporto il link facendo al contempo notare che è stato il più letto nell’ultima settimana, con quasi 90.000 accessi. (http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1312793)

Nonostante i miei tanti anni di pratica clinica, mi ha sconvolto. E’ la storia di un uomo destinato a morire per un cancro del colon ormai in stadio terminale, non diagnosticato in tempo perché Mr Tommy Davis, nome di fantasia, pur essendo in piena attività lavorativa, non aveva potuto pagare le indagini strumentali e le visite che, se fatte in tempo debito, gli avrebbero salvato la vita. Questo succede nella ricchissima America. Mi chiedo: stiamo facendo in modo che lo stesso accada in Italia il cui servizio sanitario, ai tempi delle vecchie mutue, era un esempio per gli altri paesi europei ?

La medicina pubblica è gravemente ammalata perché, a differenza di quanto avviene nel privato, la scelta, specie delle figure apicali viene fatta per titoli……politici ( Scavone docet e, grazie alla fiacca dell’amministrazione universitaria, continua ad imperare al Policlinico con il fido dott. Muro Di Gomma ); e per i docenti universitari clinici, per titoli non raramente falsi e che nulla garantiscono sulla effettiva professionalità del vincitore. Con la Gelmini e le idoneità nazionali andremo di male in peggio perché sarà stato o sarà sufficiente creare una ‘cordata di pubblicatori’ per far vincere questo o quell’altro candidato. A questo punto le strutture private non hanno e non avranno concorrenti. I rimedi ? ci sarebbero, eccome. Azzerare tutti gli apicali delle strutture pubbliche e bandire concorsi atti a verificare la cultura clinica degli aspiranti dirigenti medici, e non la loro appartenenza politica. Stessa cosa dicasi per i Policlinici universitari dove l’essere professore ordinario, associato o ricercatore dice men che niente: all’utenza interessa the clinical skill, ovverosia l’abilità clinica e non l’impact factor spesso non veritiero. L’altra operazione sarebbe quella di stipulare con il privato, foraggiato da danaro pubblico, convenzioni che garantiscano per decenni ancora la totale gratuità delle prestazioni: camminare in Ferrari o in vecchia Cinquecento può essere un optional, il diritto alla salute no.

Anche se personalmente ho la fortuna di sapermi destreggiare nel mondo della sanità, non tollero che all’uomo della strada possa toccare la stessa sorte toccata a Mr. Tommy Davis. P.S. Qualora l’articolo non fosse leggibile, e se la Redazione o i lettori lo desiderano, per l’elevato contenuto etico, lo riporterò integralmente su SUD con la speranza che i nostri politichicci se lo facciano tradurre.

Giuseppe Condorelli
sudpress.it
2/11/2013

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