Messaggio del Sindaco Di Guardo a chiusura dei festeggiamenti patronali in onore di S. Antonio Abate

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Nino Di Guardo - MisterbiancoIeri sera si è conclusa la festa grande del nostro Patrono. Un grande evento che ha visto la straordinaria partecipazione di una comunità che si è mobilitata rendendo omaggio a Sant'Antonio. Con l'occasione, tanti concittadini sono rientrati dalle loro residenze in giro per l'Italia per seguire da vicino la festa.

L'amministrazione ha partecipato a tutte le manifestazioni solenni dando il proprio apporto per la buona riuscita del grande evento. Ieri sera, purtroppo, i previsti fuochi di gara dei quartieri che chiudono la festa non hanno potuto avere luogo. Sulla mancata accensione sono state avanzate le più svariate e fantasiose ipotesi. Vi dico come sono andati realmente i fatti. Quest'anno la commissione prefettizia non ha autorizzato gli spari nel solito luogo dove da sempre si sono svolti, sul territorio di Motta a sud della circonvallazione. A quel punto l'unico luogo dove si potevano accendere i fuochi rimaneva il Poggio Croce, con il vincolo, di non utilizzare mortai con un calibro superiore a 5 e di distaccarsi di almeno 50 metri dalle abitazioni.

La sera, dopo che i fuochisti hanno posizionato i fuochi, sono intervenute le forze dell'ordine constatando che alcuni gruppi avevano montato i mortai vicinissimo alle abitazioni ed altri avevano utilizzato calibri superiori a quelli consentiti. Le forze dell'ordine li hanno invitati a rispettare le distanze previste dalla legge e ad utilizzare solo i calibri consentiti. Da qui è nata una lunga diatriba nella quale qualche fuochista non ha voluto recedere dalla propria posizione determinando di fatto la mancata accensione dei fuochi. In tanti si sono chiesti perchè il Sindaco non sia intervenuto. La risposta è semplice. Il Sindaco, non solo non può chiedere alle forze dell'ordine di non fare rispettare le norme a tutela della sicurezza e dell'incolumità pubblica, ma deve esigere sempre che le stesse non vengano in alcun caso violate. Nonostante questo spiacevole episodio, la festa è riuscita nel migliore dei modi. E per questo desidero ringraziare il Parroco, la Commissione Centrale, i rappresentanti dei Partiti e dei Cerei, le Forze dell'Ordine, le varie organizzazioni di volontariato e tutti i cittadini che con la loro immensa devozione hanno reso possibile il successo di questo straordinario evento. W Sant' Antonio Abate e W Misterbianco!

Antonino Di Guardo
Sindaco
9/08/2016

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Commenti

Lungi da me la diatriba fra

Lungi da me la diatriba fra "fuochi si o fuochi no".

Ritengo che se una comunità (una comunità e non uno sparuto gruppo di cittadini) vuole mantenere una tradizione, nel rispetto delle leggi, si adoperi e venga anche entro certi limiti aiutata in ciò dall'amministrazione.

Però la verità da Lei addotta sulla mancata accensione dei fuochi del Lunedì non mi è chiara. Come si concilia l'autorizzazione a "non utilizzare mortai con un calibro superiore a 5 e di distaccarsi di almeno 50 metri dalle abitazioni" se al Poggio Croce, con questi limiti, non ci sarebbe stato praticamente spazio per i fuochi se non a ridosso ed a pochi metri dalla tangenziale? (vedi foto con l'area teoricamente ammessa per il posizionamento dei fuochi).

Mi sento, un pò, preso per i fondelli

Giovanni Santagati

Caro Giovanni, ti sbagli. Su

Caro Giovanni, ti sbagli. Su quel triangolino da te evidenziato non è previsto lo sparo. Il parere della commissione provinciale risalente al 2010 non prevede lo sparo dei fuochi a ridosso della tangenziale. Questa volta non è stato un problema di calibri, dove probabilmente come sempre si è chiuso un occhio o forse più, ma la mancanza del responsabile del partito interessato che doveva interloquire con il fuochista. Si è tentato di tutto per convincerlo, Polizia Municipale e Carabinieri insieme e gli altri partiti avevano pure dato la loro disponibilità a liberare dello spazio da loro occupato. Ma chi poteva convincerlo, perchè lo pagava lì non si trovava e quindi il fuochista ha deciso per lui e per la nostra comunità. Questi i fatti, altro che presa in giro o superficialità.

Carmelo Santonocito

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