Una scommessa da vincere: Dall'avvio del PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) enormi prospettive di sviluppo per l'intera area metropolitana

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FCENella crisi drammaticamente aggravata anche sul piano socio-economico dal coronavirus, la provincia di Catania - come le altre due aree metropolitane siciliane - si gioca in questi anni una buona parte determinante del suo futuro, col potenziale sviluppo strategico (ambientale, territoriale, sociale) offerto soprattutto dai fondi strutturali europei.

Mentre Legambiente denuncia carenze e ritardi e definisce Catania «indietro di 50 anni» sulla mobilità, puntando il dito sulla perdurante «mancanza di strategie e programmazione», qualcosa si muove per invertire la tendenza. E’ scaduto il termine per la partecipazione dei progettisti alla “procedura negoziata” per l’affidamento del servizio di redazione del “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (Pums) della Città Metropolitana di Catania (Stazione appaltante), al fine di definire uno strumento strategico di pianificazione basato su una visione a lungo termine dello sviluppo dei trasporti e della mobilità per l’intero territorio dell’ex provincia regionale. Uno “strumento” di cui, dopo l’avvenuta proroga legislativa, ci si dovrebbe teoricamente dotare entro il 4 ottobre prossimo, anche se si andrà inevitabilmente oltre. Comunque, dopo varie fasi interlocutorie, l’importante iter ora è finalmente partito. Alla procedura negoziata tramite Mepa di Consip per l’affidamento del servizio hanno presentato istanza di partecipazione 3 offerenti. Svoltasi lo scorso venerdì 17 la prima seduta di gara per l’esame della documentazione amministrativa, un’offerta è stata ammessa alla fase successiva e due sono state ammesse con riserva, attivando per queste ultime la procedura di soccorso istruttorio con richiesta di integrazioni; e martedì 28 era in programma la seduta di gara per il completamento dell’esame della documentazione.

La pianificazione della mobilità da attuare con il Pums interesserà tutte le modalità e le forme di trasporto (pubblico e privato, passeggeri e merci, motorizzato e non motorizzato, gestione del traffico e della sosta), favorendo in particolare lo sviluppo delle modalità più “sostenibili”.

Attraverso la redazione del “Piano”, la Città Metropolitana potrà assicurare la compatibilità e la coerenza della pianificazione trasportistica e urbanistica dei singoli Comuni nell’ambito metropolitano, e garantire l’intermodalità dei trasporti e l’ottimizzazione dei collegamenti delle aree portuali e aeroportuali con le infrastrutture autostradali e le aree periferiche. La redazione del “Pums” - che coinvolge una nutrita serie di “stakeholders” e “attori” istituzionali - ha anche il compito di definire concrete ipotesi di sviluppo sostenute da una rete infrastrutturale capace di interconnettere i poli della produzione con quelli della logistica “multimodale”, al fine di realizzare un efficiente “sistema integrato”.

Gli obiettivi, le strategie e le relative azioni dovranno essere elaborati per promuovere la “mobilità sostenibile” e orientare la mobilità dei residenti in modo che questi possano privilegiare gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, utilizzando mezzi e sistemi condivisi a basso impatto ambientale. Sulla base di tali strategie, la nostra Città Metropolitana potrà pianificare, creare e organizzare le infrastrutture che consentano il miglior utilizzo delle stesse attraverso le aree urbane e peri-urbane.

Potranno così prendere forma le preannunciate azioni della Fce per allungare fino ad Adrano la Metropolitana - già finanziata fino a Misterbianco - per permettere ai catanesi e ai cittadini dell’area pedemontana di utilizzare l’opera infrastrutturale più importante del territorio; e potrebbe prendere corpo e connettersi lo “Schema del Piano Generale della Mobilità Ciclistica” della Regione siciliana con la proposta di “Rete della Mobilità dolce per la Sostenibilità urbana” del Comune di Catania per la nascita di un sistema di “ciclovie turistiche”.

Entro il 18 giugno dovrà essere stipulato il contratto di servizio di redazione del Piano con il progettista aggiudicatario della gara, che secondo il cronoprogramma dev’essere espletato in 230 giorni complessivi.

Una “scommessa” da vincere, con preziosi milioni di euro in ballo e potenzialità enormi per l’occupazione e lo sviluppo, la vivibilità e la qualità della vita del territorio.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
28/04/2020

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