Questioni di Civiltà e di "bidonata" società: ovvero dai "cassonetti" ai "bidoni"

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RicicloCari conpalettati ed oggi anche “consacchettati” è in arrivo altra riforma: non più spazzatura sotto-casa, ma … BIDONI.

Mi riallaccio al mio precedente scritto del 17/08/2012 <Questioni di WEL…(fare) e di PAL… (etti)> per prendere atto degli autorevoli progressi misterbianchesi: sicché dopo i “paletti” arrivano i “sacchetti”.

A difesa della (sacrosanta!) raccolta differenziata, di cui i fautori non hanno purtroppo mai voluto spiegare chi - di fatto - viene ad usufruire dei minori costi di questa lodevole iniziativa, dal 3/12/2012 -accompagnati da … severe multe- arrivano i nuovi “sacchetti e contenitori” da utilizzare, in via assoluta ed indiscussa, per la spazzatura.

Il “triumsociato” <una volta “triumvirato” di persone vere, oggi divenute astratte> tra ATO CT-3 (fallita) OIKOS (famelica) e COMUNE (famigerato; municipio deriva da munus-capio o accipere, o come dicevano i nostri vecchi: munci-pigghiu) ha stretto un nuovo accordo, esternandolo in data 27 ottobre 2012 al teatro comunale di Misterbianco, al fine di … (parliamo sempre di look) … rendere ancora più colorati - marrone, blu, giallo - i “bidoni” alla nostra cittadinanza.

Parliamo di riforme. Riforme, gridano i politici tutti! … ci vogliono riforme …

A proposito di riforme! Mi sono sempre chiesto che senso abbia riformare un riforma già riformata? “Capita così che nel giro di pochi anni ad una -legalmente imposta- riformulazione di una norma da poco riformata succede l’avvicendarsi di una riformata riforma tutta ancora da riformare”.

Ma la riforma non dovrebbe servire a migliorare o rettificare qualcosa che non va bene? Non dovrebbe coincidere con quel nuovo intervento diretto a migliorare ciò che è oramai superato per via degli ultimi ritrovati o fresche tecnologie d’avanguardia? Ma se tutto deve, sempre e frettolosamente, essere riformato è certo che non esiste niente che vada bene e, di conseguenza, anche la più recente riforma è sin dall’inizio “sbagliata” (meglio ancora: da riformare!).

Si cade in un circolo vizioso in cui ogni riforma diventa possibile – anche la più abietta – e non importa se palesemente errata: tanto è sempre modificabile o da modificare!

Si finge di litigare (vedi l’opposizione con Galasso e Corsaro che criticano la lentezza di queste riforme!), ma il vero litigio risiede nel ritorno o riscontro economico; nella spartizione “monetaria” dei benefici che ogni riforma persegue per un benessere dei pochi e, senza alcun rimorso, a disgrazia della restante e sempre più defraudata società.

Tornando a noi, oggi si riformano i giorni e le ore della raccolta, i sacchetti, i contenitori, la tolleranza, le sanzioni. Restano invece - “non riformati” - i problemi!

Il suddito - ad ingiuria definito cittadino- è sempre più oberato di tasse e di lavoro e quindi… meno servizi! Affermazione questa non retorica, ma di semplice realtà vissuta!

D’altronde è la stessa Carta della oramai barcollante e decrepita Costituzione che continua ad indottrinarci sul fatto che la nostra beneamata Repubblica è fondata sul lavoro dei più! E’ consequenziale (e costituzionalmente legittimo) giungere a sostenere che il lavoro sta alle persone fisiche, come i profitti stanno alle persone giuridiche (Banche o S.p.A., possibilmente ad unico socio): è questo un atto votato dal nostro Parlamento; un principio, se vogliamo, di par condicio.

Analizzando con attenzione la situazione, potremmo anche accorgerci come in questa vicenda chi ne trae vantaggio è soltanto quello che ho definito triumsociato, giammai la collettività e, men che meno, i singoli cittadini!

L’esosa tassazione (TARSU) applicata ai contribuenti, dovrebbe farci capire che la differenziata è un lavoro degli operatori i quali, all’interno della stessa miniera d’oro chiamata discarica, avrebbero l’obbligo giuridico (quindi di legge) di differenziare la spazzatura; ed invece succede tutto al contrario.

Il povero e miserevole già conpalettato e quindi consacchettato è invece costretto a...

  1. fare la differenziata;
  2. usare solo i sacchetti amorevolmente “concessi”;
  3. usare solo ed “esclusivamente” i contenitori adatti;
  4. tenere in mente i giorni senza sbagliare (pena le multe);
  5. tenere in mente le ore senza possibilità di errore (pena le multe);
  6. scendere e risalire quotidianamente i contenitori anche dal quarto piano;
  7. ritirarli subito a pena di atti vandalici o furti di cui è l’unico responsabile;
  8. non ingombrare i (a volte nemmeno esistenti) marciapiedi;
  9. disinfettate quotidianamente i contenitori col rischio di portare a casa malattie;
  10. continuare a pagare le stesse somme, anzi di più.

Il tutto al frizzo di: “Basta con le montagne di buste colme di rifiuti che invadono e sporcano le nostre strade” …; ciò che fino a ieri era stato considerato altro NECESSARIO GESTO DI CIVILTA’ con cui, eliminati i maleodoranti cassonetti, si finiva per lasciare sudiciume “porta a porta”!

Mi chiedo, e mi auguro lo facciano anche tutti i cittadini e non solo misterbianchesi, “se differenziare è facile” perché non lo fanno gli addetti ai lavori? Basterebbe solo un po’ di buona volontà e CORAGGIO!

I cittadini di coraggio - soprattutto quello di soffrire – ne hanno sempre avuto, gli ENTI preposti MAI.

Non sarebbe ora di invertire i ruoli, senza aspettare – come diceva il buon Totò – ‘a livella? Magari potremmo azzardare l’assurda ipotesi che a lavorare possano essere le società (con i loro macchinari) e a trarne i profitti tutti i cittadini, anziché i soliti maneggioni in danno in primis di inservienti e sottopagati “operatori ecologici” che hanno indegnamente (perché solo in teoria) sostituito gli eccellenti ed irreprensibili “spazzini” …

CORAGGIO! Un giorno finiremo tutti di stringere la cinghia; finiremo di soffrire e riusciremo anche ad ottenere, sempre per benevola “concessione”, un paradisiaco personalizzato “auto-inceneritore”, ma nel frattempo bisogna sempre essere ottimisti: per fortuna, infatti, che questa amministrazione è di sinistra!!!

Avv. Carmelo Santonocito

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Commenti

l'unica cosa davvero

l'unica cosa davvero condivisibile di questo intervento è il punto centrale e sostanziale. "i picciuli"...

dal mio punto di vista il cittadino ha il dovere di rispettare il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta e, allo stesso modo, ha il diritto di pagare meno la TIA (e non TARSU), che non è una tassa ma è una tariffa. Concordo che se salta (com'è saltato dal lontano 2004) l'equilibrio tra diritti e doveri è giusto protestare.

con tutto il rispetto ma il resto è noia...

Pietro Santagati

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