Travolto nonostante il lampeggiatore

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Incidente MisterbiancoEra andato, come sempre per lavoro, a soccorrere chi era rimasto in panne con la propria autovettura, ma è stato falciato da un Tir sull'autostrada che da Palermo porta a Catania fra il bivio per Motta S. Anastasia e l'innesto con la tangenziale per Catania.

Vincenzo D'Alessandro, quarant'anni, non ha fatto però più ritorno a casa a Misterbianco, dalla moglie dove ad attenderlo c'erano anche i due figli di sei e di due anni. E' morto sulla strada, luogo abituale del suo lavoro mentre svolgeva il compito che da tempo gli era stato assegnato e che svolgeva da 16 anni al servizio di una azienda di autosoccorso: la "S. Salvatore", con sede a San Giorgio, in territorio di Catania.

Si è trattato di un destino due volte crudele nei confronti dell'uomo. La prima perché quel Tir a quell'orario, erano le 20,30 di domenica, non doveva essere in strada dal momento che vige il divieto per i mezzi pesanti di circolare prima delle 22 nelle giornate festive; la seconda perché D'Alessandro aveva già caricato l'auto dei due giovani palermitani che avevano chiesto soccorso, quindi, terminato l'intervento in strada, si apprestava a risalire sul proprio mezzo per far rientro alla base non molto distante.

Il Tir, guidato da un uomo di Centuripe, anche lui di 40 anni, non gli ha lasciato però scampo e proprio dopo che aveva agganciato l'auto soccorsa e caricato i due giovani sopra il proprio mezzo è stato travolto dal bestione "impazzito".

Sì, impazzito. Non può esserci altra spiegazione. Il Tir doveva per forza essere fuori controllo al momento dell'incidente, poiché Enzo - così lo chiamavano tutti - aveva messo in atto tutte le precauzioni che conosceva benissimo operando in mezzo alla strada da tanto tempo e sapendo che le strade in genere nascondono mille insidie.

Il mezzo di soccorso, infatti, aveva il lampeggiatore sul tetto acceso così come le quattro le luci di posizione che segnalavano la presenza di un automezzo in emergenza. Dal momento che le condizioni atmosferiche non erano pessime, quel lampeggiatore nel buio non poteva passare così inosservato tanto da non destare l'attenzione degli altri automobilisti.

I soccorsi sono arrivati subito, ma per lo sfortunato soccorritore non c'era più nulla da fare.
Per l'autista del camion, invece, che era in compagnia della moglie, è stato disposto il ricovero presso l'ospedale Garibaldi di Catania dove verrà sottoposto ad un test psicofisico.

Per i due giovani che erano rimasti in panne, infine, nessun trauma fisico se non quello di vedere sul selciato, privo di vita, colui il quale era venuto poco prima a soccorrerli e che, come sempre, si era accostato a loro con tanta solerzia e gentilezza.

La salma di Enzo D'Alessandro è stata composta presso l'obitorio del cimitero di Catania, in attesa delle esequie di cui si farà carico il proprietario della ditta di trasporto dove l'uomo lavorava.

La circolazione è rimasta interrotta fino a ieri mattina e sul posto hanno operato gli agenti della Polstrada di Centuripe, che proseguiranno le indagini per accertare l'esatta dinamica di quanto accaduto.

Carmelo Santonocito
La Sicilia
25/11/2014

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