Rifiuti, dopo le polemiche arriva la tregua il commissario Liggeri rimane indenne

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Simeto AmbienteLe premesse, in base alle voci che erano circolate nei giorni scorsi, facevano intravedere scenari di guerriglia con atti di "sfiducia" al vertice della "Simeto Ambiente" per il caos dei rifiuti che c'è stato in 15 dei 18 Comuni aderenti. Invece, ieri pomeriggio, dall'assemblea dei soci dell'ambito territoriale, il commissario liquidatore ne è uscito indenne.

Anzi, anche più rafforzato di prima. Eppure, Angelo Liggeri, all'apice della crisi dei rapporti tra Ato e Regione Sicilia, era stato additato dall'assessore ai Servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino, come «causa, quantomeno per negligenza, di gravissimi disservizi». Parole dure, senza diplomazia istituzionale, per riversare sulle spalle dell'Ato le responsabilità dovute all'applicazione pasticciata di due diverse circolari per il piano di rientro e l'ottenimento delle anticipazioni. Pasticcio all'origine della serrata delle aziende, che si erano dette a secco di liquidità. Da qui le intenzioni bellicose sussurrate nei giorni scorsi all'orecchio di Liggeri. In effetti, ad apertura di assemblea, le frecciate all'amministratore sono arrivate da Antonina Liotta, commissario della Provincia di Catania (che della "Simeto Ambiente" è pure socio) e dal sindaco di Paternò, Mauro Mangano. Per quest'ultimo, la vicenda andrebbe affrontata anche sul piano politico, dando delle spiegazioni a Palermo ed individuando cause e responsabilità.

«Il problema - ha detto Mangano - resta legato alla circolare numero 2. Io non ho mai voluto una battaglia contro la Regione, con la quale voglio collaborare».

Ma il fronte "anti-Liggeri" non ha avuto la forza dei numeri. Così, pure il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo, ha sottolineato come gli eventuali errori sono da attribuire a tutti, pure ai Comuni, non solo all'Ato: «Ci siamo mossi tutti per tentare di tutelare i nostri interessi, non condivido atti d'accusa».

Dunque? Bisogna andare oltre, superare questa fase, come ha evidenziato il sindaco di San Giovanni La Punta, Andrea Messina: «Ci troviamo in queste condizioni per le paure nei confronti della circolare 2. Oggi, forse, possiamo decidere in maniera più serena, visto che ci è stata assicurata una chiusura del debito verso i fornitori dell'Ato in 5 anni, con un rientro delle somme alla Regione in 20 anni e che sugli interessi (nostro principale problema), il consorzio Simco ha mostrato margini di contrattazione». Già, gli interessi, che sono comunque milionari. Sulla questione, ci sarà un incontro tra i sindaci domattina. Di Guardo ha proposto pure un confronto con le ditte, mentre Mangano ha avanzato l'esigenza di uno staff tecnico per preparare una delibera unica per tutti i Comuni.

Questioni amministrative a parte, sul fronte del servizio, la raccolta dei rifiuti da ieri è regolare pure a Santa Maria di Licodia. «L'ordinanza era l'unica soluzione - spiega il vicesindaco, Salvo Mineo - per consentire l'immediato ripristino dell'attività, incaricando direttamente l'attuale gestore del servizio, ovvero la ditta Dusty (così da tutelare pure i 10 operatori assunti). È stato avanzato un impegno di spesa di circa 80mila euro necessario per l'espletamento dell'attività, al fine di salvaguardare la sicurezza pubblica, l'incolumità igienico-sanitaria e la tutela dell'ambiente, dopo aver ottenuto il parere tecnico dell'ufficiale sanitario».

L'unico centro in cui la raccolta rimane ferma è, quindi, Ragalna. Il sindaco Mario Castro, tuttavia, rassicura: «Non essendoci condizioni di emergenza sanitaria, noi l'ordinanza non l'abbiamo adottata, ma in giornata faremo una delibera di affidamento del servizio per due mesi, possibilmente alla stessa Dusty e riteniamo così che, da domani, la raccolta dei rifiuti possa riprendere regolarmente».

Vittorio Fiorenza
La Sicilia
19/02/2013

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