«Polo commerciale, urge un'azione di rilancio» Confcommercio chiede una serie di interventi

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Confcommercio Viabilità, illuminazione, pulizia, sorveglianza e meno tasse comunali sono le richieste avanzate da una delegazione comunale della Confcommercio al sindaco, Nino Di Guardo, ed all'assessore allo Sviluppo economico, Giuseppe Bongiovanni, per riorganizzare e rilanciare il polo commerciale di Misterbianco che sorge nella parte sud del centro storico.

L'incontro voluto da Confcommercio mirava, dopo la recente competizione elettorale, a rilanciare l'attività sul territorio a favore delle imprese, ma con l'aiuto dell'Amministrazione comunale che svolge un ruolo di coordinamento dei servizi alle imprese che operano da decenni sul territorio e che da qualche sono attanagliate dalla crisi economica e dall'apertura dei centri commerciali nei Comuni limitrofi oltre che sullo stesso territorio. Problemi noti che sono stati rappresentati dal presidente provinciale della Confcommercio, Riccardo Galimberti, e dai dirigenti Antonino Nicolosi e Francesco Zaccà nonchè dal coordinatore comunale Francesco Fazio che hanno rappresentato all'Amministrazione comunale le problematiche della categoria, mettendo in testa il problema della viabilità che per gli operatori economici rappresenta un biglietto da visita per la clientela.

«Non è pensabile che per raggiungere determinate aziende della zona commerciale di Misterbianco - ha detto il presidente Galimberti - i clienti debbano fare un giro assurdo e senza l'ausilio di alcuna segnaletica. La viabilità è importante per le aziende che vi operano e per quelle che ritengono strategica l'aria su cui sorge tanto, da investire sul territorio anche in un momento di crisi». Le altre richieste? «Il comune deve incentivare le aziende ad insediarsi sul territorio e questo può essere fatto prevedendo una minore tassazione comunale di alcuni tributi. Incentivare economicamente gli imprenditori, significa attirare nuovi capitali, dare respiro all'economia e creare posti di lavoro. Come Confcommercio siamo disposizione per una fattiva collaborazione che rilanci l'intera area».

Il sindaco Di Guardo e l'assessore Bongiovanni hanno dato la loro disponibilità per alcuni interventi che rientrano nella competenza dell'Amministrazione comunale mentre per quanto riguarda una tassazione agevolata il problema va affrontato in consiglio comunale prevedendo l'eventuale modifica nei vari regolamenti.

«Noi crediamo nella nostra zona commerciale - hanno detto il sindaco e l'assessore Bongiovanni - che ha una posizione strategica che molti ci invidiano e siamo disponibili ad intervenire pur nelle ristrettezze di bilancio, anche se alcuni interventi possono essere resi operativi senza alcuna spesa». Nel corso dell'incontro, al quale hanno preso parte anche Giovanna Giuffrida e Gaetano Musumeci per la Confcommercio locale e Carmelo Melia in qualità di esperto nominato dal sindaco per i problemi della zona commerciale, si è anche discusso dell'ipotesi di realizzazione di una grande rotatoria sulla superstrada che porta a Paternò, anche con la partecipazione di aziende disponibili, in modo da collegare le aziende stesse a ridosso della tangenziale, attualmente con una viabilità ridotta, con quelle che si trovano sul lato opposto.

Carmelo Santonocito
La Sicilia
20/06/2012

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Commenti

Invito tutti i partecipanti

Invito tutti i partecipanti alla riunione, a prendere visione di un progetto di massima redatto dall'arch. Claudio Nibali, caldeggiato da me e dal Sindaco Caruso, dopo una serie di riunioni con alcune delle aziende operanti nella zona commerciale (correva l'anno 2005) alcune delle quali aventi le loro attività a ridosso dello svincolo della tangenziale. In quelle riunioni si parlò anche della compartecipazione alle spese per la creazione di una nuova viabilità creando una sinergia di investimenti con un partner privato importante, attivo ancor oggi nella realizzazione di grandi infrastrutture. Risultato finale: zero. Nessuno volle mettere mano al portafogli. Ed erano altri tempi!

Pippo Gullotta

caro Gullotta,

caro Gullotta,
non se ne abbia a male, vedrà, anche stavolta nessuno vorrà mettere mano al portafogli. Anzi le dico di più, fanno pure bene a serrare le tasche, oggi più di ieri si intende.

Come si possono chiedere investimenti privati in una zona commerciale che è in una lenta ma inesorabile fine da quasi un decennio. Non c'è un piano di riconversione (almeno non è pubblico), non ci sono idee, non ci sono risorse, non si è mossi un dito (nel senso di partecipare e coordinare) quando sono nati i grandi centri commerciali; e adesso ci si illude che un paio di rotonde, e un piccolo servizio di trasporto pubblico locale possa cambiare la situazione...
Io, 28 anni, laureato, specializzando, non metterei un centesimo, ma non escludo che "qualche tizio dai sepolcri imbiancati"(cit.) possa farlo.

Pietro Santagati

Caro Pietro

Caro Pietro

che non metteranno un centesimo ne sono certo. Non lo hanno fatto (almeno, non lo ha fatto qualcuno che oggi è scomparso dalla scena) in tempi di vacche grasse figuriamoci oggi in tempi di canna del gas!

Sulla tua seconda osservazione mi chiedo però: ma i centri commerciali (p. es. la Tenutella etc) li hanno fortemente voluti personaggi che oggi si mostrano contriti perché le cose vanno male. Delle due l'una. O non immaginavano cosa poteva succedere con l'apertura dei suddetti centri (e quindi sono inaffidabili perché hanno un quoziente intellettivo basso) o sapevano cosa sarebbe successo (e allora sono in mala fede!).

In quanto al piano di riconversione io e altri amici lo avevamo pensato, studiato e proposto. Adesso tocca ad altri farci conoscere il loro (se ce l'hanno) perché altrimenti hai proprio ragione tu, non bastano un paio di rotonde e un piccolo servizio di trasporto locale.

In quanto ai "sepolcri imbiancati" mi permetto di esplicare la citazione (caso mai qualcuni l'avesse dimenticata: "Così Gesù definì i Farisei e gli Scribi, com' è scritto nel Vangelo di Matteo (cap.XXIII v.2), ma indirettamente tutti quelli che a prima vista appaiono degni di stima e di ammirazione, mentre dentro di loro, cioè moralmente, lasciano molto a desiderare a somiglianza delle tombe che si presentano belle di fuori, ma nell'interno contengono i resti macabri dei morti."

Grazie per avermi dato l'opportunità di questo ulteriore commento.

Cordialmente

Pippo Gullotta

condivido in pieno.

condivido in pieno.

chiarisco, però, che la mia non voleva essere un'accusa generica ad una parte politica misterbianchese, ma un attacco preciso alla provincia di Catania, che avrebbe dovuto studiare e prevedere le conseguenze e a tutte le amministrazioni comunali interessate dal piano centri commerciali, che avrebbero dovuto sbattere i pugni sul tavolo e non fare promesse e contratti fasulli. Etnapolis, Centro Sicilia, Katane, Porte e Portali. Scusate se è poco diceva il poeta...

Chi oggi scopre l'acqua calda, dicendo che i centri commerciali hanno fatto più male che bene al tessuto sociale, vedi lavoro giovanile, vedi zone commerciali, vedi mercati e fiere, vedi settore artigianale, è meglio che risparmi fiato e denaro tanto indietro non si torna.

Pietro Santagati

E' vero che indietro non si

E' vero che indietro non si torna, caro Pietro, ma il compito di noi tutti e soprattutto di noi ultraquarantenni o cinquantenni, che di questo disastro siamo responsabili (anche se non materialmente, ma moralmente si) è di porre in essere con l'impegno politico, sociale, culturale, per non trasformare in mostri fagocitanti queste cattedrali del consumo e riportare ad un livello di guardia i loro effetti. E' come se una macchina il cui motore si è surriscaldato, piuttosto che fermarsi e darle il tempo di raffreddarsi per poi ripartire, la lanciasse a velocità folle per arrivare prima. Errore! Ci lascerà appiedati e avremo perso anche la macchina.

Ad Maiora

Pippo Gullotta

 

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