«Campanarazzu, ultimare gli scavi»

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CampanarazzoUrge che i lavori di scavo in contrada Campanarazzu, nel territorio di Misterbianco, siano ultimati al più presto. L'appello, pressante e urgente, viene da più parti per evitare che ciò che la lava ha conservato sotto dieci metri di roccia lavica vada completamente perduto adesso per l'incuria dell'uomo.

Dopo oltre tre secoli dall'eruzione lavica del marzo del 1669, le cui lave ricoprirono l'intero Comune di Misterbianco, che si trovava a tre chilometri a nord dell'attuale sito, la Regione Siciliana finanziò con oltre un milione di euro gli scavi per riportare alla luce l'antica chiesa madre interamente ricoperta dalla lava da cui svettava solamente l'antico campanile.

Lo scavo, avviato oltre quattro anni fa, svelò un patrimonio inaspettato poiché oggi è possibile calpestare l'antico pavimento, ammirare gli altari laterali, i resti di un affresco oltre a diversi capitelli in pietra bianca.
Un tesoro ancora più ricco di quanto ci si aspettava e che rischia adesso di essere distrutto dalle intemperie se al più presto non si pone rimedio, riprendendo i lavori di riqualificazione del sito che prevedono la realizzazione di un tetto che tuteli lo scavo.

Il pericolo di crolli non è secondario, dal momento che sotto il pavimento, che si trova a cielo aperto, sono state rinvenute diverse cripte per la sepoltura che potrebbero collassare, oltre alle erbacce che crescono all'interno delle mura perimetrali deturpando il sito.

«Occorre che si dia il via al secondo lotto dei lavori - dice il parroco della chiesa madre, padre Giovanni Condorelli - e coprire la navata in modo da continuare poi in sicurezza i lavori di restauro per evitare possibili crolli all'interno».

Dopo lo stop in seguito al distacco di un costone di pietra lavica nel corso dei lavori di scavo, la Regione finanziò un secondo progetto con oltre 500 mila euro in modo da completare l'opera.

Purtroppo, i lavori non sono mai ripartiti restando fermi da anni e tutto ciò mette a rischio l'intera area riportata alla luce, i cui pezzi trasportabili più importanti si trovano da anni custoditi nel museo di arte sacra della fondazione Monasterium Album.

Carmelo Santonocito
La Sicilia
23/04/2013

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