Peppe Torre, un altro anniversario da ricordare

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Giuseppe TorreDoverosamente celebrato a Misterbianco il martirio del giovane partigiano Orazio Costorella fucilato dai nazifascisti in Umbria nel 1944, e ricordato anche il 23enne concittadino Antonino Gullotta ucciso a Rocca di Papa nel medesimo giorno in nome della Resistenza in un conflitto a fuoco, dalla città etnea ci proviene la segnalazione di un altro anniversario concomitante che andrebbe per altri motivi ricordato.

Si tratta del giovane Peppe Torre, rapito e ucciso dalla mafia a 19 anni la notte tra il 16 e il 17 febbraio del 1992, in uno dei momenti più “bui” attraversati dalla comunità locale, al quale è stato dedicato un ricordo in pietra lavica in quella piazza Dante dove egli era stato improvvisamente “sequestrato” da esponenti della malavita organizzata che si erano finti poliziotti in borghese. Bravissimo ragazzo, operaio, incensurato e senza colpe, Giuseppe non aveva nulla a che fare con la malavita, rimanendo assurdamente vittima innocente di probabili lotte e “rese di conti” tra clan mafiosi. Una storia tragica che non può cadere nell’oblio.

La stele è ancora lì, nella piazza ora rinnovata, a rievocare la «inenarrabile violenza» e richiamare la «necessità di combattere la barbarie mafiosa per riaffermare i sacri valori della vita e della dignità umana». Ma di Giuseppe e del brutale “sacrificio” della sua giovanissima vita drammaticamente spezzata in pratica non si parla più.

Ci sembra giusto che venga opportunamente ricordato anche questo drammatico momento della storia cittadina, che ha visto poi Misterbianco reagire contro l’illegalità e la violenza e costruirsi un diverso futuro. Una città oggi ricca di fermenti socioculturali e associativi e ansie civili di riscatto e di crescita. Una segnalazione, dunque, giusto per non dimenticare.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
20/02/2018

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