A Misterbianco il maltempo compromette la "Festa del Dono" ma non ferma i donatori volontari "Fratres"

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Maltempo - MisterbiancoIl maltempo ha purtroppo compromesso in buona parte la bella mattinata domenicale di festa in programma all’aperto nel centro storico di Misterbianco, facendo rinviare le attività interassociative esterne e quelle di animazione per i bambini dell’annuale “Festa del Dono” (che saranno riproposte in seguito), e facendo spostare e “limitare” sia l’esposizione biologica “Makè Terra” sia l’interessante iniziativa della Dusty “Lo chef del riciclo” contro lo spreco alimentare.

Ma il meteo avverso non ha comunque fermato la solidarietà dei generosi donatori volontari di sangue, che nonostante tutto si sono presentati numerosi all’appello, con l’ausilio logistico del palazzo del Senato per l’attesa e il ristoro, con 19 donazioni e 10 pre-donazioni nell’autoemoteca del Gruppo Fratres “Gabriella”: «Il risultato in fondo più importante in concreto - sottolinea la presidente Katya Spadafora - per rifornire il Centro trasfusionale del sangue occorrente, aiutando chi soffre e lo aspetta. Il resto lo riproporremo più in là, anche con le scuole».

Completando per ora in un ideale “filo rosso” una fase confortante di iniziative sociali collettive di grande rilievo morale e protese alla solidarietà e alla coesione sociale, ecco dunque l’annuale “Festa del Dono”, organizzata dal locale Gruppo Fratres “Gabriella” di donatori volontari di sangue, presente ormai da un quarantennio sul territorio ed ora ottimamente guidato da Katya Spadafora.

Una festa che promuove non solo il dono del sangue, come gioioso e necessario atto d’amore, di condivisione e “giustizia” nei confronti di chi soffre ed ha bisogno concreto di aiuto (dai thalassemici a tutte le urgenze ospedaliere quotidiane), ma anche in generale il “dono” libero e gratuito del proprio tempo e impegno e delle proprie energie e capacità in favore del prossimo, a partire dai più deboli e indifesi. Il dono come “valore” in sè, in un’epoca largamente contrassegnata da egoismo e indifferenza, in un contesto siciliano dove salvo lodevoli eccezioni ancora perdura un divario tra richiesta e offerta, e l’autosufficienza territoriale del sangue (e dei suoi componenti e derivati) rappresenta ancora un obiettivo irrinunciabile di dignità e civiltà; perché avere bisogno di sangue non sia un “dramma” personale e familiare, e non si debba in parte dipendere nella donazione da volontari di altri territori. Ed è proprio questo l’impegno tenace che dalla fine degli anni ’70 spinge con entusiasmo e profonde motivazioni di base (laiche e cristiane) il Gruppo “Gabriella” di Misterbianco che è stato a lungo “trainante” nel Meridione nel settore.
La “Festa del Dono” non a caso è sempre più aperta nel coinvolgere tutte le realtà associative e di volontariato del territorio. E nell’occasione era prevista nella stessa piazza anche la tradizionale esposizione biologica mensile “Makè Terra” del Gruppo Makeba, il collaudato “mercatino” dei produttori siciliani, promuovendo alimenti genuini, un sano stile di vita e un consumo responsabile, sistematosi in piazza Mazzini. Erano anche previsti gli “stand” promozionali di altre associazioni di volontariato, unite da comuni ideali; ed un ampio spazio di animazione dedicato come sempre alla gioiosa partecipazione dei bambini. Una magnifica tradizione che si rinnova annualmente, una festa collettiva della solidarietà nella gioia, oltre ogni “barriera”, cui tutta la cittadinanza viene sempre invitata a partecipare. Ma il tempo non è stato solidale, e il tutto verrà riproposto successivamente.

Agli inizi degli anni ’80, a Misterbianco nasceva tra mille pregiudizi e ostacoli il volontariato organizzato, con sodalizi come la “Misericordia”, i “Fratres” e “Umanità solidale”, in un contesto fino ad allora largamente contrassegnato di fatto da egoismo e indifferenza, lacune e speculazioni in settori primari e vitali, come il bisogno di sangue, di soccorso in ambulanza e di piena integrazione dei disabili. Quelle realtà, allora “rivoluzionarie” nel messaggio e nel coinvolgimento, ora non sono più sole.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
26/05/2019

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