Lettera aperta ad una cittadina mai nata

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Ciao futura cittadina, ti capisco, hai mille ragioni per restare li dove sei, nell’ovattato limbo del presente senza futuro ne passato, nelle terre dell’antidopo, dove gli accadimenti e le necessità non cozzano con le aspettative e i desideri.

Sia chiaro fin da subito, non ho nessunissima intenzione di convincerti a venire tra di noi nel mondo, in una città, in un paese di Sicilia: Misterbianco. Capisco perché non vuoi venire a nascere, mia adorata cittadina di Misterbianco, in un luogo dove si misconosce la lealtà, la correttezza, la dignità, il valore della vita, il senso della parola. È vero, qui non si costruiscono gli avveniri, il futuro, le certezze, le bellezze, i sapori; tutto viene triturato in un grosso calderone di personalismi ed opportunismi al fine di omogeneizzare insignificanti personaggi politici posti, con le raffinate arti dell’apparire, ad amministrare e governare un popolo di cittadini stanchi e disillusi. Anche se in realtà i cittadini di questo ex florido e vivace “paesello” dell’area metropolitana di Catania sanno, a dir loro, ben riconoscere il giusto dall’ingiusto, il truffatore dall’onesto, il bene dal male, perchè hanno innato nel loro corredo genetico il modus vivendi di “sperti e puliti”.

Eppure, poveri cittadini si lasciano fregare,”fottere” (si perdoni la volgarità, ma rende) da astuti abbindolatori delle masse, politicanti “cacocciola” che si sentono particolarmente “sperti” ed esperti nel gioco con le carte truccate. E qui il paradosso: questa loro ingiustificabile sottomissione viene motivata adducendo come unica e sola spiegazione di scegliere per necessità il “meno peggio”, considerando nella loro apocalittica elaborazione ed analisi valutativa per meno peggio coloro che dimostrano di sapere mischiare bene le “carte truccate”.

Cosicché, la politica, considerata l’arte suprema di combattere le demagogie ed affarismi individuali, diviene, sovente, un lupanaio a cielo aperto senza alcun ritegno e nascondimento. Tuttavia lo voglio, lo vogliamo, donne e uomini, vecchi e bambine di questo “paesello” che tu , futura cittadina, nasca in questo insopportabile marasma sociale e politico per ricordarci ed imporci con vigore e tenacia le tue logiche arcaiche e primordiali: il gusto della libertà, la gioia della partecipazione, il diritto alla responsibilità, la potenza della condivisione, e soprattutto il piacere di avere il dovere di essere cittadine e cittadini di una comunità situata in un’isola straordinaria: la Sicilia, culla prediletta dell’umanità.

Pasquale Musarra

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