L'assemblea pubblica di Attiva Misterbianco: "Condividere il presente guardando al futuro"

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Attiva MisterbiancoIn piazza Mazzini, quella gradinata che fin qui era stata una peculiarità pentastellata ha ospitato stavolta l’assemblea pubblica “La parola alla città” promossa dal gruppo sociopolitico “Attiva Misterbianco”, sfidando coraggiosamente anche il forte vento tagliente che ha contribuito a tenere lontana tanta gente.

Un momento di confronto aperto al contributo di tutti, «sperimentando la democrazia fatta di partecipazione e ascolto dei cittadini», da parte di un sodalizio impegnato nel sociale (ma non candidatosi alle "amministrative" del 2017) che ha voluto dire la propria e ascoltare la gente sulle ultime eclatanti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolte la politica e l’amministrazione sul presunto “inquinamento” delle elezioni e della gestione pubblica, profilato dagli inquirenti. Con una Commissione prefettizia antimafia ora com'è noto al lavoro presso il Comune. Su questo, “Attiva” aveva già emesso nei giorni scorsi un lungo comunicato sollecitando anche le dimissioni di Sindaco e Giunta, reclamando un “Comune virtuoso” governato «non ad ogni costo a prescindere dalla natura dei voti ottenuti». Ma partendo da lì, i promotori hanno voluto andare oltre, dalla condivisione di base di un’analisi del presente «per guardare assieme al futuro della città», chiedendo ai concittadini di esprimere liberamente «i propri desideri e speranze».

Il dibattito ha registrato interventi qualificati, da cui si è evidenziato tra l’altro chiaramente come occorrano soprattutto «una crescita culturale e un’integrazione e inclusione di tutti, a partire dalle periferie con le loro diverse storie da guardare con occhi diversi», oltre a un diffuso controllo del territorio, ai servizi e alle iniziative necessari. «Senza cultura, appartenenza, partecipazione, confronto di idee non c’è democrazia né cambiamento, né libertà del voto da personaggi, forze non gestibili e potentati del consenso che diventano spesso l’ago della bilancia ad ogni elezione». «A fronte di tanti trasformismi e clientele e povertà di contenuti, occorrono idee sensate di persone serie, preparate, coerenti e credibili. Bisogna incontrarsi, trovare punti comuni, realizzare il sogno dell’integrazione; questo dev’essere il progetto in un paese già rinato più volte. Coi giovani a saper prendere in mano il loro destino, e i cittadini chiamati a dire la propria e non più uditori passivi della retorica comiziale e dei passaparola».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
11/12/2018

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