Il dramma teatrale sulla "Hedia" e Giuseppe Orofino vince il premio "Angelo Musco"

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Giuseppe OrofinoIl coinvolgente dramma “Diciannove più uno” di Patrizio Pacioni (adattatori e registi Antonio Turco e Patrizia Spagnoli), che rievoca la misteriosa “scomparsa nel nulla” nel 1962 al largo della Tunisia - nel pieno infuriare della guerra d’Algeria - della motonave Hedia e del suo equipaggio (composto da un gallese e 19 italiani, tra cui il giovane fuochista misterbianchese Giuseppe Orofino), vicenda vera da noi qui riassunta il 9 maggio 2016, si è aggiudicato il primo premio nella sezione “Teatro edito” del prestigioso concorso dedicato ad Angelo Musco. La premiazione avverrà domenica mattina 29 ottobre alle 9,30 all’Hotel Caesar Palace di Giardini Naxos (via Consolare Valeria 130).

L’autore Pacioni - scrittore romano che vive a Brescia - ha potuto ricostruire quella tragedia grazie a tenaci ricerche e ai contributi del fratello del povero marinaio, Concetto, e della nipote Giusy, di Misterbianco, e metterla in scena con la Compagnia Stabile “Assai”, il più antico gruppo teatrale carcerario italiano. Sullo sfondo, la lotta per il petrolio, la morte del presidente dell’Eni Enrico Mattei, il ruolo dei servizi segreti americani e francesi, in “uno dei più oscuri misteri del dopoguerra” per il quale venti famiglie, tra cui gli Orofino a Misterbianco, dopo mezzo secolo tra tanti silenzi e depistaggi non hanno un sepolcro su cui piangere. E Giusy, che all’epoca della tragedia non era ancora nata, chiese a Pacioni di raccontare l’angoscia di chi non ha mai avuto risposte e si è sentito dire dalle autorità che «non si può fare la guerra per un gallese e 19 italiani» tra cui suo zio Pippo.

Ora ecco arrivare un giusto riconoscimento in Sicilia a quel coraggioso dramma-inchiesta (messo in scena anche a Roma un anno fa) che rievoca una sconcertante vicenda di cui ci siamo occupati a suo tempo su queste pagine, riprese anche da una parte della stampa nazionale. Ed è comprensibile la soddisfazione anche a Misterbianco, nel veder celebrare in qualche modo uno dei suoi figli tragicamente perduti 55 anni fa e su cui rimane il desiderio, se non di giustizia, almeno di verità.

La famiglia Orofino, da Misterbianco e da Brescia, sarà sicuramente presente alla premiazione della particolare opera teatrale, che pur rinnovando indubbiamente il suo lungo e immenso dolore riporta alla ribalta e tramanda alla memoria dopo mezzo secolo un giovane concittadino caduto tragicamente (è probabile che l’equipaggio della “Hedia” sia stato torturato e poi ucciso e buttato in mare) e sulla cui scomparsa si sono significativamente perse le tracce per inestricabili ragioni, misteri e “affari” internazionali.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
23/09/2017

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