I finanziamenti adesso ci sono. La Città metropolitana di Catania non indugi al rimboschimento urbano

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I monti SieliI rapporti tra salute, covid e qualità dell’aria sono stati il tema di un articolo pubblicato ieri su questo giornale per puntare l’attenzione sul progetto di riforestazione urbana avviato nelle scorse settimane dal Ministero dell’Ambiente. Per dare ossigeno ai centri abitati soffocati dall’inquinamento, ben 30 milioni di euro sono a disposizione delle Città metropolitane, che a breve devono presentare i loro progetti, coinvolgendo anche associazioni, imprenditori e privati cittadini.

La Città metropolitana di Catania, per ottenere i finanziamenti del 2021, deve fare in fretta se non vuole perdere una occasione di sviluppo sostenibile, che tenga conto anche del contesto storico: in particolare l’ecosistema dei boschi dell’Etna – come scrivevo ieri – potrebbe essere ricreato in porzioni di territorio demaniale, usando specie arboree tipiche del vulcano, descritte due secoli fa dai naturalisti catanesi.

Quegli scienziati studiarono pure la natura geologica e le specie botaniche presenti nei Sieli, cioè le belle colline argillose, ricche di valloni e burroni, comprese tra Motta Santa Anastasia e Catania, con una spettacolare vista sul vulcano e sul golfo della città etnea.

Di valorizzazione e fruizione dei Sieli se ne parla già da moltissimo tempo, ma sinora poco si è fatto nonostante l’impegno di cittadini ed associazioni. Sebbene siano menzionati dal FAI come “luoghi del cuore”, i Sieli sono soltanto il regno di fuoristrada e motocross; talvolta scenario di concorsi fotografici, più spesso di incidenti stradali e di cronaca nera; senza parlare della discarica… Di tanto in tanto qualche escursionista si inerpica sulle colline argillose, aride o verdissime a seconda della stagione, per andare a vedere i reperti e la strada bizantina ancora visibili sotto un grande traliccio dell’Enel.

Mezzo secolo fa un benemerito cittadino di Misterbianco piantò alberi d’alto fusto, adesso maestosi e spettacolari percorrendo la strada provinciale. Sarebbe giusto proseguire quel rimboschimento, tanto utile alla bellezza del paesaggio e al miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, giacché il torrente Buttaceto, che straripa continuamente allagando la Zona Industriale di Catania, trova le sue fonti sorgive proprio nei Sieli, che stanno pure franando a causa della mancanza di alberi, eucalipti in particolare.

I Sieli, in sintesi, meritano di essere almeno in parte rimboschiti, per trasformarsi in un parco pubblico, con “orti sociali”, a pochi passi dalla fermata della metropolitana gestita dalla FCE. Ma occorrono molte centinaia di alberi per migliorare la qualità dell’aria: non basta piantare qua e là qualche sparuto arboscello, che finisce per morire.

La Città metropolitana di Catania potrebbe al riguardo presentare al Ministero dell’Ambiente un progetto di riforestazione, senza temere gli eventuali proprietari privati presenti in zona, giacché i Sieli devono essere considerati un bene comune, con le caratteristiche che un tempo erano delle terre sottoposte agli “usi civici”: così ormai è riconosciuto da una legge, la numero 168 del 20 novembre 2017, che riapre il dibattito sui beni collettivi e sul loro uso per la sussistenza e lo svago.

Francesca Lo Faro
metroct.it
30/12/2020

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