Di Guardo: "Non mi dimetto Santapaola non è un mafioso"

Versione stampabileVersione stampabile

Giuramento“Non ho motivo di dimettermi. Misterbianco è una grande città che cammina a testa alta”. Nino Di Guardo, storico esponente della sinistra etnea, serra i ranghi e blinda l'Amministrazione. L’inchiesta che ha coinvolto il vicesindaco dimissionario Carmelo Santapaola, attualmente ai domiciliari, ha scosso da cima a fondo il Comune che confina a nord-ovest con la città di Catania. “Una vicenda che riguarda la vita privata del mio ex vice, un fatto privato che non intacca assolutamente il Comune”, ha ribadito ancora Di Guardo durante la conferenza stampa convocata stamani in sala giunta. Sala – manco a dirlo – straripante con non mai. “Il Comune è una casa di vetro, siamo orgogliosi dell’Amministrazione che abbiamo portato avanti. Abbiamo le carte in regola, nessun atto sospetto: qui c’è soltanto legalità e trasparenza”.

Mafia, presunte Infiltrazioni, rischio scioglimento? Tira dritto il primo cittadino. Per domani è infatti convocato il comizio in piazza; lunedì invece, in un consiglio comunale straordinario, sarà presentato ufficialmente il neo assessore Federico Lupo, che subentra appunto a Santapaola, e assegnata la vicesindacatura a Matteo Marchese, uomo di punta di Sicilia Futura in provincia di Catania. “Nel 1991 – spiega il primo cittadino – è stato sì sciolto per mafia e la mafia c’era. Ma siamo ripartiti da capo. Nel 1993, come sindaco è partito il riscatto”.

Parla del passato, il sindaco, con uno sguardo allo specchietto retrovisore. Intanto, però, la vicenda che fa capo a Carmelo Santapaola, imparentato peraltro con i Placenti, articolazione dei santapaoliani nella popolosa frazione Lineri, riporta indietro le lancette della Storia. “Non è accusato di mafia – precisa Di Guardo – altrimenti sarebbe già in carcere. Carmelo Santapaola è protagonista da vent’anni della vita del Comune. Una persona corretta, gentile ed affettuosa. Spero possa dimostrare la sua estraneità ai fatti”.

Da Roma, nel frattempo, il senatore pentastellato Mario Giarrusso invoca lo scioglimento per Mafia. Piccato la replica di Di Guardo: “Se Giarrusso vuole sciogliere qualcosa, prenda una pentola, la riempia d’acqua, e ci metta dentro il sale. Solo questo può sciogliere”. Il primo sindaco interviene sul contenuto delle intercettazioni: “Quelli che parlano sono quattro sciagurati, quattro analfabeti, che sognano di gestire chissachè …”

Fernando Massimo Adonia
catania.livesicilia.it
23/11/2018

tags: