In attesa del Comune, cominciata la distribuzione dei beni necessari da parte delle Associazioni

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Raccolta alimentareA Misterbianco, le persone “positive” al tampone sono salite a 15 (tre in più rispetto a giovedì), di cui 9 a domicilio e 6 ospedalizzate; 2 i soggetti, attualmente non positivi, sottoposti ad isolamento domiciliare, per uno dei quali la quarantena è scaduta ieri e per l’altro scadrà domani. Oggi dovrebbero conoscersi i nuovi dati epidemiologici ufficiali dell’Asp aggiornati a domenica.

Ieri aperte solo farmacie di turno e edicole. E nonostante l’invitante giornata di sole, la città ha rispettato le regole. In mattinata, la generosa raccolta di sangue “in sicurezza” del Gruppo Fratres (con 19 sacche di donatori volontari più 11 pre-donazioni), e la Messa diffusa in diretta streaming, concelebrata stavolta dal santuario della Madonna degli ammalati. Già in distribuzione a case di riposo per anziani, disabili, parrocchie, Caritas e altre giuste priorità il migliaio di mascherine offerte, con l’invito a non “pressare” indebitamente le associazioni di volontari. Intanto la “Misericordia” ha già consegnato ad altrettante famiglie in forte difficoltà i primi 70 “buoni pasto” derivanti dalla prima metà dei fondi dell’iniziativa privata “Misterbianco aiuta Misterbianco”; da non confondere con i “buoni” comunali, per i quali stanno ancora pervenendo le domande via mail al Comune, e passeranno ulteriori giorni per l’assegnazione.

Cominciata dai volontari, con la preziosa collaborazione delle “Aquile”, la distribuzione delle derrate provenienti dalla “spesa” solidale, e di altre donazioni ricevute di generi necessari. «Misterbianco ha nella sua storia l’impronta della rinascita», scrive qualcuno, facendo appello all’ulteriore generosità e solidarietà dei misterbianchesi. E ci si chiede di «chiarire ogni equivoco riguardante la distribuzione equa e trasparente in corso alle persone effettivamente bisognose», rispetto a talune critiche e manifestazioni di diffidenza o insofferenza ricevute dal volontariato impegnato e “preso d’assalto”.

Oltre a bloccare la mobilità e il lavoro, l’epidemia impedisce tra l’altro la celebrazione di “giornate” importanti, com’era avvenuto per la memoria delle vittime di mafia e per la consapevolezza sull’autismo; ieri è mancata anche la tradizionale distribuzione dei ramoscelli d’ulivo e di uova pasquali solidali di organizzazioni umanitarie, davanti alle chiese e sulle piazze cittadine. Un lungo incubo che dovrà pur passare.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
06/04/2020

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