Perché la (questa) politica non mi piace

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Conte vs SalviniSarà lo stravaccamento, sarà la anomala permanenza forzata tra le mura domestiche, sarà la possibilità di un maggiore tempo da dedicare alla lettura anche dei giornali o per ascoltare la tv, sarà forse tutto questo ma, devo ammettere, che l'ascoltare, il leggere ed il guardare le recenti polemiche politiche mi hanno lasciato davvero un profondo disgusto. Tanto più profondo se solo penso, dopo averlo ascoltato, al messaggio del Papa (rivolto sia a i credenti che ai non credenti) immerso in una angosciante solitudine fisica che rende, anche in maniera iconografica, perfettamente il momento vissuto da tutti noi.

Quanta distanza tra le parole di coraggio e di speranza, di impegno e di comunione, rispetto alle “scorribande” dialettiche che i nostri rappresentanti politici ci hanno offerto in questo ponte pasquale trascorso ai domiciliari.

L'arte della politica è sempre più l'arte degli imbonitori che utilizzano con sempre maggiore disinvoltura le mezze verità o le mezze bugie (a seconda dei punti di vista) pur di tentare (spesso riuscendovi) di turlupinare l'opinione pubblica con polemiche da strapazzo messe in campo ora da uno o dall'altro dei nostri contendenti politici.

In verità già nell'800 (Ambrose Bierce scrittore e giornalista statunitense) aveva apostrofato la politica come: "Un conflitto di interessi mascherato da contesa per l’affermazione di principi. Conduzione di affari pubblici per guadagni privati".

Egli, come giornalista, aveva continuamente sotto gli occhi il sistema americano di spartizione del bottino (lo “spoils system”) attraverso il quale il partito vincente si accaparrava posti di lavoro e mazzette per i suoi seguaci e sostenitori.

Più recentemente un'altro giornalista americano (Henry Luis Mencken) ha qualificato gli uomini politici come:
“persone che, prima o poi, sono venute a patti con il loro onore, o abbandonando le loro convinzioni o dichiarandosi a favore di quello che esse sanno essere falso”.

Prescindendo dalle definizioni più o meno dissacranti che si sono fatte della politica, propendo per definire più prosaicamente questa “nobile” arte come: “l'arte di cercare un problema, trovarlo dappertutto, diagnosticarlo in modo errato e applicargli i rimedi sbagliati”!

I nostri tempi recenti (dal dopoguerra ad oggi) hanno visto il susseguirsi di politici universitari (nel senso di veri e propri esperti e scienziati della res publica) di politici avventurieri (politici che hanno introdotto sistemi diremmo oltre il confine della legalità), per poi passare a avventurieri in politica (coloro che si sono inventati politici per tutelare interessi personali) e a universitari in politica (nel senso di coloro che prima si laureano e poi vanno all'università)!

In sostanza esprimiamo ciò che siamo!

Essi parlano quella lingua di tutti noi, ma non hanno nulla da insegnarci anzi, imparano da noi inseguendo ogni impulso anche il meno nobile!

Oramai nel giro di pochi giorni se non addirittura di pochi momenti si è capaci di sostenere tesi contrapposte con capitomboli argomentativi degni dei migliori retori (nella filosofia greca) ovvero degni di far stare in piedi sacchi vuoti (nella filosofia nostrana).

Ma dove questa arte da il meglio lo si può notare nelle pretestuose e davvero inconcludenti polemiche di cui ci stanno facendo “dono indesiderato” in questi giorni.

Si parte dalla mancata collaborazione tra maggioranza e opposizione, si contestano i provvedimenti del governo, si mettono in rilievo le falle di un sistema (quello italiano) da sempre infarcito di “furbizie” più o meno esplicite, fino a giungere ad una polemica che credo abbia toccato punti di disgusto davvero incredibili.

Siamo al M.E.S. (meccanismo europeo di stabilità)!

Con un improvviso, e di certo inatteso, attacco il nostro Presidente del Consiglio ha aspramente criticato i leaders dell'opposizione accusandoli di mendacio. In particolare l'accusa mossa è di essere stati costoro (in anni passati) ad approvare il M.E.S. e, adesso, di rivoltare la frittata e rivolgere le loro accuse a questo governo.

Premettendo sin da subito che, in un momento come questo, prendere parte a questa polemica appare un po come accusarsi reciprocamente di chi abbia posteggiato in doppia fila, mentre sta producendosi un devastante terremoto che sta abbattendo edifici portando lutto e desolazione in ogni dove; detto ciò viene da chiedersi ma chi ha davvero posteggiato in doppia fila? Traduco: chi davvero ha approvato sto caspita di M.E.S.? E chi ha ragione tra i duellanti?

Ovviamente nessuno!

L'arte della politica si traduce (come già detto) nell'attribuire all'avversario o far credere al popolo, una cosa piuttosto che un'altra. In buona sostanza la politica si è sempre più “evoluta” in una alterazione della realtà, o meglio in una “manipolazione” della realtà!

Ma stiamo ai fatti:

  1. Il Governo in carica non ha approvato alcun M.E.S. esso esiste già da tempo. Quindi mentono le opposizioni quando accusano Conte (e il suo governo) della sua approvazione.
  2. L’atto costitutivo del Meccanismo europeo di stabilità è del 27 settembre 2012 e la versione del Trattato del Mes che permette l’avvio del percorso di ratifica nei parlamenti nazionali dei Paesi dell’euro è del 2 febbraio 2012. Tutto questo avviene dunque con Monti a Palazzo Chigi, e con una maggioranza parlamentare alla quale non appartenevano né la Lega né la fondatrice di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Quindi mente Conte quando accusa l'opposizione di avere approvato il M.E.S.
  3. Deve aggiungersi che il M.E.S., tuttavia, ha una gestazione molto più antica. Ed infatti il primo atto formale di nascita del Mes risale ad una riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea tenutasi nel mese di luglio 2011. L'Italia è stata rappresentata da Giulio Tremonti, allora ministro del Governo Berlusconi, con Ministro (alla Gioventù) la Meloni e la Lega in maggioranza. In tale periodo non vi sono state rimostranze ovvero dichiarazioni che lasciavano intendere una qualche forma di dissenso. Si aggiunga che il M.E.S. è figlio del F.E.S.F. (Fondo europeo di Stabilità Finanziaria) che venne partorito nel 2010 (Governo Berlusconi ministro Meloni e Lega in maggioranza).
  4. Entrambi i meccanismi (MES e FESF) hanno quindi visto la luce in epoca diversa, lontana anni luce da quella che stiamo oggi vivendo e, quindi, accapigliarsi su ciò che è stato, vale solo a distogliere l'opinione pubblica su ciò che, invece, dovrà essere. L'eventuale modifica (direi revisione totale) non può quindi passare attraverso una polemica di bassissimo profilo (e forse proprio per questo ) costruita ad arte per eludere e distogliere l'attenzione sui veri problemi.

     

Alla luce di queste brevi considerazioni come può darsi credito ai nostri rappresentanti (tutti) di maggioranza e opposizione i quali, anziché impegnarsi in polemiche inutili, non dedicano il loro tempo per dare ossigeno (mai più necessario di adesso) a chi è già in apnea. Oppure non sarebbe molto più proficuo sistemare, accelerandolo, il percorso burocratico in modo che ciò che viene stanziato arrivi al più presto, o ancora molto più opportunamente stanziando non qualche contributo con meccanismi davvero inconcludenti, ma un vero e proprio investimento statale per il rilancio dell'intera economia. Ma è chiedere troppo!

Il livello e la statura dei nostri rappresentanti rispecchia perfettamente quello del mondo da cui provengono e da cui traggono legittimazione.

Ed allora mi sorge dal cuore la speranza che si possa utilizzare questo bruttissimo periodo per dare una svolta epocale (come è epocale il momento che stiamo attraversando) alla nostra singola mentalità (da furbetti) al nostro singolo modo di agire (da scaltri) producendo (finalmente) intenzioni ed azioni concrete di sacrificio, di impegno, di abnegazione, di profonda coscienza in modo da formare una “mentalità condivisa” ed un “modo di agire collettivo” diverso ed eticamente migliore.

Ed infatti solo da una società migliore verranno fuori rappresentanti del popolo migliori altrimenti vale più che mai il detto : signora cchi cci scatta....!!!!

Pasqua 2020

Piero Motta

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