Ogni giorno capodanno

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Gramsci“Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno” scriveva Gramsci più di un secolo fa. Non saprei fare augurio migliore alla mia città per il nuovo anno: che ogni mattino sia un capodanno, un inizio, un giorno per guardarsi dentro, per rinnovarsi, per programmare, per impegnarsi, per costruire futuro. Sono passati ormai tre mesi dalla decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere gli organi di governo del comune per infiltrazioni mafiose e la città sembra ancora non aver “elaborato il lutto”.

Se ne parla sottovoce, come si trattasse ancora di un’indiscrezione, di un pettegolezzo, di una maldicenza, quando invece tutti gli attori coinvolti (opposizione compresa, una parte della quale non risulta risparmiata dalla relazione prefettizia) dovrebbero responsabilmente prenderne atto. Nel frattempo e in silenzio, la commissione straordinaria porta avanti il comune e riafferma un’antica lezione della democrazia: tutti sono utili ma nessuno è indispensabile. Ci dimostra che si può governare un paese di 50.000 abitanti anche senza alzarsi necessariamente alle 4 del mattino, senza annunci roboanti o pose autocelebrative anche per interventi che rientrano nell’ordinaria amministrazione. Ci ricorda che si possono assumere con umiltà, responsabilità e senso del dovere anche scelte forti e coraggiose.

Dopo l’esperienza “commissariale” del ’91, molti erano pronti a scommettere su un nuovo black out amministrativo, su un periodo di immobilismo assoluto. Invece, a giudicare dai primi atti della commissione, così non è stato. Nessun “diluvio”, almeno fino ad ora. Certo non tutto è perfetto. La conoscenza ancora limitata da parte dei tre funzionari di una realtà sociale molto complessa, alcuni eccessi di prudenza e una spiccata tendenza alla regolamentazione di dettaglio hanno forse penalizzato qualche iniziativa. Traffico e disordine continuano ad essere la regola nel centro storico con diversi parcometri che risultano inutilizzabili ed auto che invadono marciapiedi, angoli degli incroci e passi carrabili. Pulizia e spazzamento delle strade lasciano a desiderare! Ma ai commissari, nei loro primi 100 giorni, va certamente riconosciuto il merito di avere operato in ossequio al principio di continuità amministrativa, soprattutto rispetto alle scelte più qualificanti della disciolta amministrazione (su tutte: la lotta alla discarica), senza rinunciare ad un’elaborazione propria (regolamento del carnevale, gestione dei fondi del bilancio partecipato, politica del personale), fino a compiere scelte coraggiose (la costituzione parte civile del comune nel processo penale contro il clan dei “Tuppi”, l’ordinanza di demolizione di un chiosco di proprietà di un consigliere comunale). I commissari, hanno infine compiuto una scelta intelligente e non scontata, quella di ascoltare, di tenere un canale di comunicazione costantemente aperto con la parte migliore della comunità: quel mondo dell’associazionismo diffuso che rappresenta davvero un punto di forza nel territorio, dal quale ripartire. Quel mondo non si è fermato in questi mesi, non si è lasciato scoraggiare dagli eventi, ma anzi ha preteso ascolto rinnovando al contempo la propria disponibilità a collaborare con le nuove istituzioni comunali, cosciente che il volontariato, la promozione sociale, culturale, ambientale, sportiva rappresentano una speranza per la città che va coltivata ogni giorno.

Basta tutto questo per riscattare una comunità che ha subito per ben due volte negli ultimi 30 anni lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei propri organi di governo? Certamente no! Troppe, complesse e radicate, appaiono le criticità che riguardano il nostro territorio (per citare solo alcuni dei nodi storicamente irrisolti: la “frattura” non solo fisica tra centro storico e frazioni, il conflitto tra identità e cittadinanza, il paradosso di una “città del commercio” dove nessuno denuncia il pizzo, il peso di una mobilità a tratti “insostenibile”, una questiona ambientale costantemente aperta, la natura del rapporto con la città metropolitana, la marginalità sociale di tanti cittadini). Per tentare di risolverle e superarle occorre che la Politica riacquisisca autorevolezza e credibilità riaffermando il proprio primato. Il primato nel governo del territorio, nel contrasto alla mafia, nella libertà dalle clientele, dal voto di scambio e dai notabilati politici, il primato nella visione del futuro della comunità. Il primato dell’interesse pubblico e del bene comune sugli interessi privati.
Che sia ogni giorno capodanno dunque, nello stesso tempo auspicio e consapevolezza, impegno e volontà di cambiamento. Per la mia città e per tutti quelli che vogliono crederci!

Massimo La Piana

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