No all'ampliamento della discarica Tiritì

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A quasi un anno dall'avvio della petizione popolare che raccolse oltre cinquemila firme per chiedere la chiusura della discarica dei rifiuti solidi urbani in contrada "Tiritì" nel territorio di Motta S. Anastasia ma a poche centinaia di metri dal centro storico di Misterbianco, riparte l'offensiva per chiedere la revoca del decreto di ampliamento della discarica che dovrebbe ricevere altri 2,5 milioni di metri cubi di rifiuti.

A rilanciare l'argomento questa volta è il Pd che assieme al gruppo consiliare del Movimento volontari ha chiesto una seduta straordinaria del consiglio comunale per approvare un ordine del giorno con il quale si chiede agli organi preposti, dal presidente della Regione on. Raffaele Lombardo al ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, la revoca del decreto di ampliamento dell'impianto di smaltimento. Una richiesta che già nei mesi scorsi in seguito di un incontro pubblico organizzato da un gruppo di cittadini, era stata avanzata dal presidente della Provincia regionale on. Giuseppe Castiglione e a favore della quale si erano dichiarate tutte le forze politiche sia di centrodestra che di centrosinistra, compresa l'amministrazione di Misterbianco che aveva assunto la guida del comitato cittadino.

Il Consiglio si riunirà per discutere del problema nella seduta già convocata per domani e dopodomani nel corso della quale sarà preso in esame l'articolato ordine del giorno con il quale, se approvato, si chiede al sindaco di avanzare formale richiesta di revoca del provvedimento del 2009, per il quale sono stati già avviati i lavori e al presidente della Provincia di provvedere all'individuazione di un sito alternativo, adeguatamente distante dai centri abitati, che tenga conto dell'effettivo fabbisogno del nuovo ambito territoriale ottimale così come individuato dalla legge regionale n. 9.
"Vogliamo che tutte le istituzioni facciano responsabilmente la propria parte ha detto il capogruppo del Pd Massimo La Piana - è una battaglia che si deve vincere". Le motivazioni contenute nel documento politico tengono conto oltre che dei problemi di carattere burocratico attinenti alle normative vigenti anche dei fattori riguardanti la vicinanza al centro abitato.

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