A Misterbianco Elio, l'alpino "camminatore" che gira l'Italia a piedi, in missione per la "sclerosi tuberosa"

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Elio BrusamentoE’ arrivato anche a Misterbianco, ospitato da amici e ricevuto con apprezzamento al Comune dai commissari straordinari - assieme a due medici ex commilitoni - l’alpino veneto Elio Brusamento (68 anni, aiuto tecnico radiologo in pensione), che dalla residenza di Udine il 25 aprile del 2019 - scelta non a caso la festa della “Liberazione” - ha intrapreso un incredibile giro dell’Italia a piedi per una straordinaria “missione” ricca di umanità e solidarietà.

Un viaggio di 13 mila chilometri, per conoscere meglio se stesso, città e borghi anche sconosciuti, ma soprattutto per sensibilizzare quanta più gente possibile sulla “sclerosi tuberosa”, «una rara e terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i più piccoli, e se diagnosticata in tempo può essere tenuta sotto controllo».

La sua “casa” è uno zaino di 30 kg «dove ho - spiega - ciò che mi rimane dopo aver venduto tutto»; e ha solo un figlio di 46 anni quale unico legame che lo sostiene a distanza nella sua straordinaria impresa. Ma ormai da un anno e mezzo ad accoglierlo sono già state nel suo cammino lungo lo Stivale migliaia di persone, nuovi amici, alpini, sindaci, parrocchie, associazioni di volontariato e cooperative sociali: «una generosa “rete” che col passaparola mi accoglie di città in città». Alla fine della sua coraggiosa avventura, il “camminatore” conta di tornare a Udine a maggio 2021, e scrivere un libro (“Terre di confine”) per l’Associazione Sclerosi tuberosa, sulla fantastica e arricchente esperienza vissuta, «un lungo diario - dice - ricco di vicende, aneddoti e riflessioni, con tante immagini che ho scattato in ogni luogo d'Italia». E con un bel messaggio di speranza e condivisione.

L’alpino è rimasto particolarmente colpito da luoghi e gente del meridione: «Sto scoprendo un mondo affascinante e voglioso di vivere, diverso da come viene generalmente immaginato dal nord; con gente stupenda, e pagine importanti da scrivere sul mio libro, ringraziando tutti con affetto».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
18/10/2020

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