Melo Freni al Prix Italia col suo nuovo libro

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Una brillante raccolta di saggi, edita da Rai Eri, in bilico tra letteratura, ragione e sentimento.

Un
libro scritto altrove ma con il cuore dentro la sua Sicilia. Melo Freni,
giornalista, scrittore e regista, chiosa così il suo “Al limite della
ragione. Della Sicilia senza ironie”, la raccolta di interventi giornalistici,
edito per i tipi di Rai Eri nella collana “Centominuti” che il “Il
te con L’Autore” lo spazio-libri del 55 Prix Italia, il riconoscimento
internazionale per le produzioni radiotelevisive, ha accolto nel Centro
Fieristico delle Ciminiere.
La lente della ragione e dei suoi parossismi, la ratio
anticamilleriana ed antironica, e lo straordinario serbatoio che è la
letteratura siciliana innescano queste dense pagine di Freni che così guarda,
senza i timori della Medusa pietrificante della copertina di Bruno Caruso, ad
una Sicilia totale ma interiormente vissuta e distillata. Matteo Collura, uno
scrittore che non ama i saggi e le raccolte, “quando non si intitolano -
precisa - “La corda pazza” o “Cere perse”, chiamato ad introdurlo,
ammette che Freni è un autore “destinato a scrivere di Sicilia”; parendogli
“Al di là della ragione” un libro “necessario a spiegare la Sicilia:
frontiera, laboratorio politico, porta per e dell’Europa”.
Una
Sicilia espansa dunque: e non solo quella che viene fuori dalle pagine di questo volumetto, ma anche quella evocata, di rimando, dai tre direttori di testata
chiamati a discuterne. Se Mario Ciancio, direttore de “La Sicilia”, avverte
nel libro una spinta alla personale ed ulteriore lettura e non fa misteri della
vocazione certo “politica” piuttosto che disincantatamente letteraria delle
pagine di Freni, Nino Calarco della “Gazzetta del Sud” lo definisce “quasi
un testo indispensabile, da adottare nelle scuole”. Per Giovanni Pepi,
condirettore del “Giornale di Sicilia”, l’opera “che condensa il
contrasto fra l’isola reale e la sua proiezione letteraria”, diventa
strumento soprattutto per “indagare la stessa identità siciliana, per
interrogarsi su come orientare il cambiamento della cultura della dipendenza”.
Melo Freni il cui emozionato intervento si scioglie non soltanto
sfogliando le nostalgie, anche professionali, che lo legano alla Sicilia
piuttosto nella riconferma forte di una “discendenza morale ed ideale” - che
non ha mai tradito - da quel Leonardo Sciascia “maestro”, conclude: “Ogni
mio scritto, al di là del giornalismo televisivo, riconduce in chiave
letteraria i temi della Sicilia politica, di quella terra cioè senza
purgatorio, sospesa però – come scriveva Debenedetti - ad infinite possibilità”.

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