L’antica Chiesa Madre tornerà alla luce

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Campanarazzuda lasicilia.it
Sono stati consegnati ieri mattina alla ditta che li eseguirà, i lavori di scavo e fruibilità dell’antica chiesa madre distrutta dall’eruzione lavica del marzo 1669. L’architetto Giuseppe Sciacca, funzionario della Soprintendenza ai beni culturali di Catania e progettista dell’opera ieri mattina ha convocato sul posto la ditta appaltatrice, il sindaco Ninella Caruso e il parroco della nuova chiesa madre, proprietaria del sito, don Giovanni Condorelli, per procedere all’accesso sui luoghi e consegnare il sito, nel quale dalla prossima settimana avranno inizio i lavori di completamento dello scavo e subito dopo di fruibilità del luogo dove già è stata riportata alla luce gran parte della navata centrale e l’altare del “Crocefisso” che si trova sulla parte sinistra.

Il progetto redatto prevede oltre il completamento dell’opera di scavo e consolidamento dell’esistente, il restauro dei beni già venuti alla luce come altari, capitelli, colonne e un affresco oltre a quelli che potranno emergere dall’altra cappella ancora sotto la sciara. Inoltre è prevista la fruibilità attraverso una copertura che non snaturerà il sito. Il finanziamento ottenuto nel gennaio del 2006 grazie al decreto dell’allora assessore regionale Pagano, si concretò con l’assessore Lino Leanza che da responsabile dei Beni culturali si adoperò per l’approvazione del progetto mettendo in moto la macchina burocratica al fine di soddisfare le richieste della comunità che da secoli ha sempre manifestato il sogno di rivedere quei luoghi che vennero sepolti da oltre otto metri di lava. “Un sogno che concretamente diventa realtà – ha detto ieri mattina il sindaco Ninella Caruso – e che ci permetterà al più presto di riportare alla luce l’intero edificio di cui abbiamo avuto qualche anticipazione nella scorsa campagna di scavi. Inoltre con il finanziamento da parte della Provincia di Catania dell’attiguo parco dove sorge il querceto secolare, l’intera zona acquista un valore storico, ambientale e turistico che da tempo auspicavamo”. Dell’antica chiesa era rimasto in piedi, dopo l’eruzione, solo la parte sommitale del campanile e due camerette adiacenti, mentre il resto era stato coperto dal fiume di lava. Nel corso del primo scavo erano venuti alla luce l’altare del Crocefisso, tutta la scalinata del campanile, una cripta e delle colonne di concio elegantemente intarsiate, ma resta ancora sepolto l’altare laterale della Madonna delle Grazie, gran parte del pavimento oltre ai locali adiacenti e l’ingresso di cui si intravedono gli scalini. I lavori di scavo inizieranno la prossima settimana, subito dopo aver impiantato il cantiere e dureranno 12 mesi per un costo di un milione.


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