Istituti Comprensivi

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Nicola Abbadessa Leggo sul Vostro sito l'articolo pubblicato sul quotidiano "La Sicilia" il 18/11/2011 a firma del corrispondente locale Carmelo Santonocito titolato "Comprensivi riorganizzati sugli iscritti" e desidero essere ospitato per rassegnarvi le mie riflessioni in merito. Era del tutto evidente già nel 2006 quando, allora Assessore alla Pubblica Istruzione, cominciai l’iter amministrativo per trasformare tutti gli Istituti Scolastici in Istituti Comprensivi convinto che la rivoluzione dei “comprensivi” avrebbe portato ad una più equa redistribuzione degli alunni nonché delle risorse economiche che il Comune era chiamato ad erogare in favore di essi. Ometto, per questione di spazio, di ricordare ed elencare adesso tutte le riunioni che effettuammo con i Dirigenti Scolastici di allora per arrivare alla quadra della mia prima proposta sul dimensionamento di ogni Istituto.

Nicola Abbadessa
Assessore alla Pubblica Istruzione (ottobre 2003 - maggio 2007)

In occasione dell’ultima riunione mi permisi di proporre uno studio fatto in seno all’Assessorato per poter assegnare ad ogni Istituto una territorialità di fatto che seguisse delle norme che dessero stabilità, nel tempo, degli iscritti cosicché da poter pensare ai P.O.F (Piano dell’Offerta Formativa) in ottica temporale che potesse immaginarsi superiore al solo anno scolastico successivo.
Ricordo che vi fu in quella occasione una levata di scudi da parte di alcuni Dirigenti scolastici che alla fine, per non compromettere il risultato finale, mi indusse a ritirare la proposta sulla territorialità.

Ora è divenuta palesemente necessaria una elaborazione di nuova territorialità per arrivare al vero equilibrio degli iscritti negli istituti comprensivi per evitare che ogni giorno lo scolaro di Serra debba viaggiare verso il Centro Storico e viceversa o che al bambino che deve frequentare la materna e che abita a 100 mt dal comprensivo si debba dire che non ci sono posti. Vien da sé che questa mobilità, frutto di una non scelta, non può essere considerata normale per due ordini di motivi.
- La mobilità degli alunni frequentanti da una parte all’altra del nostro territorio produce dei costi, oramai insostenibili, che ogni Amministrazione deve pensare di razionalizzare per non dover privare chi seriamente ne ha necessità del servizio scuolabus.
- L’alunno che non vive, già in tenera età, il proprio territorio e le proprie amicizie dentro e fuori dall’Istituto scolastico è portato a distaccarsene in termini sociale ed affettivi.

Riguardo al primo punto un’ultima considerazione mi sia consentita.
Da uno studio fatto nel 2007 la razionale riorganizzazione della territorialità porterebbe all’eliminazione di ben sei scuolabus con un risparmio notevole di risorse umane ed economiche.
Oggi non è più procrastinabile una assunzione di responsabilità da parte dell’Assessore in carica nonché del Consiglio Comunale che non può fare semplice demagogia su un servizio di scuolabus necessario a molti ma non indispensabile a tutti.
RingraziandoVi per l’ospitalità che mi vorrete concedere, porgo cordiali saluti

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