il volumetto di Enzo Trantino

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Nel corso della Giornata Mondiale del Libro che l'Assessorato alle Politiche Culturali ha voluto celebrare in mezzo ai libri della Biblioteca comunale, Sarah Zappulla Muscarà ha illustrato il volumetto dello scrittore. Poi fiori e libri per tutti

“Io non sono un letterato,
piuttosto un apprendista stregone, un collezionista di emozioni che vuole
contaminare la pagina ed il lettore che vi sia accosta”. Così Enzo Trantino,
non l’avvocato penalista, né l’onorevole, tanto meno il principe catanese
del foro ma solo lo scrittore, ha esordito negli affollati locali della
Biblioteca comunale “C. Marchesi”, che lo ha accolto, in occasione della
Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, per la presentazione del
suo “Dialogo con Timoteo”, edito da Novecento. Confortato dall’occhio
severo dei suoi “testimoni” – i libri che riempiono gli scaffali – il
volume di Trantino è stato sinteticamente illustrato dopo i saluti della
sindachessa Niella Caruso e dell’assessore alle Politiche Culturali Antonino
Condorelli, da Sarah Zappulla Muscarà, docente di Letteratura Italiana presso
l’ateneo catanese che ne ha parlato come di un testo concreto, lontano da ogni
insincero manierismo, sotteso di una arguta ironia di matrice pirandelliana.
“Questi racconti - ha detto la Muscarà – che ovviamente privilegiano il
fronte giudiziario si impongono per uno stile asciutto, essenziale e
caustico.” Il loro filo conduttore è sempre il caso, l’imprevisto e forse
per questo “Dialogo con Timoteo” è il libro più “pirandelliano” di
Trantino: già quale Timoteo? Il musico greco o l’allievo di Platone? Il Santo
o l’artista? E’ stata questa ricerca di un interlocutore interiore a
moltiplicare questo personaggio. Lui che ha dichiarato di scrivere per ragionare
sulla vita senza arrendersi all’apparenza” ha posto il problema delle
micidiali insidie che subisce il libro – dalla televisione al computer – e
soprattutto dei “doveri” dell’autore investito di una immensa
responsabilità.
La scrittura nasce poi dall’esigenza di “essere
autenticamente se stessi contro la menzogna”. Sulla questione eterna
- perché si scrive – Enzo Trantino con un pizzico di simpaticissimo
orgoglio ha dichiarato: “Ma per essere presentato. E poi sentirsi letti è
sentirsi amati…” Alla fine fiori e libri per tutti, offerti
dall’amministrazione.

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