Il libro del Patrono: nuova elegante pubblicazione sulla

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Si
tratta di una tesi di laurea ampliata, ammodernata e accuratamente rivisitata
che è diventata libro “completo”, sorta di testo unico, particolareggiato
manuale storico-scientifico della festa del Santo Patrono e di tutto
l’universo folclorico, religioso, antropologico e devozionale legato al culto
dell’eremita egiziano, santo invocato per proteggere dal fuoco del vulcano.

copertina del libro Sotto
la cenere – soprattutto quella che piove copiosa dall’Etna – la fede per
il Patrono S. Antonio Abate brucia a Misterbianco l’ennesima iniziativa di
carattere culturale a cura della Commissione Centrale che, con la preziosa
collaborazione della Provincia Regionale di Catania, ha dato alle stampe
nell’elegantissima veste grafica dei tipi di Giuseppe Maimone Editore “La
festa di S. Antonio Abate a Misterbianco: Storia, devozione folclore”,
imponente fatica della giovane Santina Scuderi.

Si
tratta di una tesi di laurea ampliata, ammodernata e accuratamente rivisitata
che è diventata libro “completo”, sorta di testo unico, particolareggiato
manuale storico-scientifico della festa del Santo Patrono e di tutto
l’universo folclorico, religioso, antropologico e devozionale legato al culto
dell’eremita egiziano, santo invocato per proteggere dal fuoco del vulcano. A
presentare il volume sono stati chiamati nell’elegante cortile del loggiato
della “Biblioteca Concetto Marchesi” rappresentanti istituzionali - Antonio
Biuso, assessore alla cultura del comune insieme al “collega” della
provincia regionale Rosario Patanè – cultori della storia locale e
organizzatori - Mimmo Murabito e Carmelo Santanocito – insieme ad uno storico
della religione come padre Longhitano.

E
se Biuso ha lodato il linguaggio diretto ed immediato di una giovane che coltiva
la tradizione, gli ha fatto eco Patanè per il quale il volume è “prova
sicura dell’identità culturale e religiosa che si perpetrano unite dalla
fede”. Il colto intervento di padre Longhitano ha poi inquadrato il lavoro di
Santina Scuderi nel solco della
moderna storiografia (secondo le indicazioni della Scuola degli Annales,
insomma): non quella legata agli avvenimenti di vertice ma quella dei personaggi
considerati secondari ma capaci anche loro di essere e fare storia.

E’
all’interno di questa prospettiva che il libro di Santina Scuderi affronta
senza digressioni un tema circoscritto, sostenendosi con una imponente
documentazione scritta e orale per affrontare alcune problematiche di fondo: le
origini del culto del Patrono nei paesi etnei e l’omogeneità delle
celebrazioni in suo onore, i significati antropologici e folcloristici ad esso
legato e, nel caso di Misterbianco, l’indagine minuziosa sulla festa ed il suo
svolgimento, sui cerei, sui partiti rionali. Otto densi capitoli arricchiti da
una consistente iconografia antica e recente e soprattutto da una appendice
straordinariamente ricca di lettere, di atti pubblici e di documenti vari, molti
dei quali recuperati grazie alla meritoria ricerca che Mimmo Murabito - testardo
topo d’archivio, come si simpaticamente definito – continua a portare avanti
da decenni. E se per lo stesso editore Maimone il libro appare come
“testimonianza di storia vissuta insieme e contributo alla nostra specificità”,
per la stessa autrice la nascita di “La festa di S. Antonio abate a
Misterbianco, Storia, devozione, folclore” accoglie il desiderio - ha detto
commossa ed emozionata Santina Scuderi – di non perdere l’idea delle cose
antiche, di ricercare e recuperare la memoria della vita passata e di fare
tesoro della saggezza avita che poi è quella che permette di riconoscere
l’importanza di sentirsi popolo”.

GiCo

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