I Comitati No discarica e il sindaco Carrà in audizione alla Commissione regionale Antimafia

Versione stampabileVersione stampabile

Anastasio Carrà Sul tema “Inchiesta sul ciclo dei rifiuti”, convocati a Palermo i Comitati No discarica di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, sono stati ascoltati a Palazzo d’Orleans in “audizione” dalla “Commissione speciale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e corruzione in Sicilia” dell’Ars presieduta dal dep. Claudio Fava (Gruppo Misto).

E subito dopo di loro, è stato il turno del sindaco di Motta, Anastasio Carrà. La Commissione parlamentare regionale, con poteri investigativi, ha infatti avviato una sorta di indagine a tappeto con un lavoro di ricognizione anche sul ciclo dei rifiuti, così come prima su altri versanti (quali il “caso Montante”) nei quali si ipotizzino possibili interventi della criminalità organizzata e “notizie di reato”.

Una realtà associativa, quella dei Comitati, impegnata tenacemente da quasi un decennio sul fronte della lotta alle discariche vicine ai due Comuni etnei (Tiritì prima e Valanghe d’Inverno poi) ed ormai protagonista di svariate manifestazioni e iniziative di coinvolgimento, sensibilizzazione, denuncia e protesta, anche in seno al Parlamento Europeo, con la progressiva acquisizione di consistenti “memorie” storiche nonchè “dossier” tecnici, scientifici e anche sul piano squisitamente legale. Comitati che hanno pur incontrato nel tempo - soprattutto sulle ordinanze di proroga “emergenziali” e sulla “gestione speciale” dei rifiuti - i presidenti della Regione Lombardo, Crocetta e Musumeci, i ministri dell’Ambiente Prestigiacomo, Clini e Galletti, il sottosegretario Bubbico e il prefetto di Catania Guya Federico; e che dichiarano di aver fornito finora alla Procura della Repubblica ogni elemento ritenuto utile.

Un confronto regionale estremamente utile, nell’ennesimo momento di laboriosa “transizione” dell’ancora fallimentare gestione dei rifiuti in Sicilia, dove divisioni ritardi e inefficienze si sono finora a lungo associati a molteplici e sospetti “intrecci” inquinanti. Tanto, appunto, da coinvolgere inevitabilmente e non a caso l’Antimafia; e con la politica, in questo caso, chiamata a “indagare” ed emendare se stessa.

I brevi commenti raccolti all’uscita dagli incontri: «La Commissione ci ha ascoltato con attenzione - dicono Anna Bonforte e Danilo Festa che rappresentavano i Comitati - sulla nostra lunga attività negli anni, e soprattutto sugli aspetti politici, per individuare le principali questioni da noi poste e chi nel tempo le abbia colte; nonché i rapporti con la politica, quelli tra le aziende dei rifiuti e le istituzioni, ed eventuali contiguità da noi riscontrate; e anche i nostri dati sulla questione della famigerata “particella 131”, ecc. Abbiamo ricordato tra l’altro il mancato rinnovo dell’Aia nel 2014, il processo “Terra mia”, i Consigli comunali straordinari, le mozioni prodotte, la nostra lettera aperta di agosto rimasta finora senza risposta sulla necessità di revisione del recente rinnovo regionale dell’Aia a Valanghe d’inverno. Abbiamo lasciato una cospicua documentazione in digitale, e siamo stati invitati ad integrarla ove occorra. Un buon lavoro, siamo soddisfatti».

Da parte sua, il sindaco di Motta Anastasio Carrà ci risponde telegrafico: «Sono stato sentito, come previsto dall’ordine del giorno della convocazione, in merito alla discarica e al ciclo dei rifiuti. Ho detto quel che c’era da dire. Fino a quando non sarà chiarito tutto, preferisco non rilasciare dichiarazioni».

R.F.
La Sicilia
18/11/2019

tags: