Discarica Valanghe d'inverno, la Regione tra emergenze e "carte in regola"

Versione stampabileVersione stampabile

I dubbi sul passato (ma anche sul presente) di Oikos sono alimentati dalle motivazioni della sentenza, appena depositate. E arrivano adesso, quando a Palermo si sente risuonare ancora l’eco della «Regione con le carte in regola». Citazione più volte ripetuta nei giorni della commemorazione di Piersanti Mattarella, fra alcuni sinceri istinti emulativi e troppi strombazzamenti retorici.

La stessa Regione grande assente nel processo a Gianfranco Cannova e Domenico Proto: nel 2015 (in piena era della legalità di Rosario Crocetta) non si costituì parte civile. L’Avvocatura sostenne che la corruzione «non costituisce allarme sociale» e che il danno erariale fosse esiguo.

La stessa Regione che molto più di recente, lo scorso 9 agosto, ha rilasciato a Oikos una nuova Aia, per i prossimi dieci anni, per la discarica Valanghe d'Inverno. «Un decreto scandaloso», tuonò Nino Di Guardo, sindaco di Misterbianco prima che il Comune fosse sciolto per mafia. «Riteniamo di avere tutti i requisiti necessari e aspettiamo che la Regione si pronunci nel merito», era la posizione di Oikos dopo l’ultimo via libera. «Sono certo - auspicava un quasi profetico Di Guardo - che la sentenza del tribunale penale di Palermo farà chiarezza sull’illiceità dell’Aia del 2009 e che il giudice amministrativo ne trarrà le conseguenze dichiarandone espressamente la nullità».

Ma intanto la discarica di Valanghe d’Inverno resta uno dei punti di riferimento imprescindibili per lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia. Tant’è che a luglio l’impianto dei Proto (assieme a quello di Lentini della Sicula Trasporti dei Leonardi e a quello dei Catanzaro a Siculiana), è stato autorizzato - con un decreto del dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti, Salvo Cocina - ad accogliere per almeno 12 mesi i rifiuti di Bellolampo. Un’emergenza, l’ennesima, dovuta ai lavori sulla settima vasca della discarica palermitana gestita dalla Rap: trasferimento «in via urgente» di 235mila tonnellate d’immondizia, che prima però devono essere lavorate nell’impianto Tmb di Bellolampo. Con un costo complessivo stimato in 10 milioni. E polemiche dopo che Oikos, a metà settembre scorso, rispedisce indietro 22 camion da Palermo perché «il rifiuto trattato non sarebbe a norma». Ma il problema è stato risolto. E Oikos ha ripreso ad accogliere immondizia a pieno regime: 400 tonnellate al giorno, secondo i dati raccolti da La Sicilia ieri da fonti della Rap.

Ma la Regione, sul caso Oikos, ha davvero tutte le «carte in regola»? «Stiamo verificando i molti riscontri, perduranti nel tempo e attraverso più governi, compreso l'attuale, di un atteggiamento spesso condiscendente se non palesemente reticente nei confronti dell'Oikos», dice Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia, che oggi terrà una conferenza stampa anche sul caso Oikos, fra quelli trattati nell’istruttoria all’Ars sul ciclo dei rifiuti. Dopo le audizioni del sindaco di Motta, Anastasio Carrà, e dei rappresentanti del comitato No Discarica, oggi tocca proprio all’ex sindaco Di Guardo. «Aver prorogato ad agosto l'autorizzazione a Oikos per altri 10 anni - ricorda Fava - senza nemmeno aspettare le motivazioni della condanna nei confronti di Proto e di un funzionario regionale per fatti corruttivi, legati proprio a questi processi autorizzativi, è stata una scelta grave e incomprensibile».

Mario Barresi
lasicilia.it
08/01/2020

tags: