«Apriti Sesamo!» sino all’ultimo centesimo... ovvero quanto ci costano i primi 8 mesi di amministrazione

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Apriti SesamoNon si spegne nell’opinione pubblica l‘indignazione contro i costi della politica, e qualcuno in questo sito si è spinto a raffigurarli come un “assalto alla diligenza”, dove agli assalitori mascherati sono metaforizzati nientemeno che i sedicenti rappresentanti del popolo, ora trasformati in questuanti dell’obolo senza un sussulto d’orgoglio, rampanti praticoni che non sono affatto una categoria politica, semmai rappresentano una predisposizione al calcolo di reddito che dalla politica ne può derivare.

E Misterbianco non sfugge al contagio da febbre dell’oro. Lo si era visto già alle ultime elezioni amministrative, dove al nuovo si è preferito il ritorno al vecchio che, aggrappato ai suoi istinti “passionali” della poltrona, ha disperso quei valori della migliore gioventù misterbianchese, manovrando invece liste uniformate all’uso personale e lusingate di avide ambizioni d’accesso alla “grotta di Sesamo”. 

Quell’8 Maggio di 8 mesi fa, infatti, comincia con cannoli e spumanti la celebrazione glorificante delle nomine al Palazzo Comunale di Misterbianco. Tra esultanze e brindisi gli orinatoi pubblici prospicienti sulla Piazza Mazzini si riaprono al pubblico, i bambini riconquistano a Piazza Dante l’uso dell’altalena, il “porta a porta” si riforma di colorati bidoni dove rinchiudere le esalazioni dei rifiuti, un migliaio di paletti infilzati ai cordoli dei marciapiedi inibiscono la sosta veicolare, ed infine il ponte d’ingresso al paese ritorna a sorridere agli increduli passanti fissandoli ed abbagliandoli col suo occhio curioso da 40 pollici.

Mi comprendano i lettori se, con un tono d’ilarità misto a disgusto, ho voluto esordire in questa premessa satireggiando gli eventi dei primi 8 mesi di governo comunale, ma il populismo di Palazzo e certe spettacolarizzazioni mi fanno balenare LEGITTIME RIFLESSIONI DA CITTADINO CHE ASCOLTA, VEDE E PARTECIPA.

Erano quelli, infatti, i prodromi da cui si intuivano le tendenze demagogiche che aprivano lo scenario politico misterbianchese al “revival” di ritorno. Sono cambiati i suonatori, alcuni ripescati e altri riciclati col cambio di casacca, ma DIRETTORE di banda e “ARRANGIAMENTI” sono ancora gli stessi.

Non una analisi o un progetto proficuo, se non un polverone di accomodamenti urbani, proclami, paletti, bidoni, sponsorizzazioni e kermesses, che non definiscono alcun serio orizzonte politico-amministrativo, ma che attecchiscono facilmente su un’opinione pubblica subordinata ed innocua che applaude come gli allocchi ad ogni banale “pennellata di scena” postata su bacheche cittadine o mediatiche.

Seguivano, infatti, le manifestazioni festaiole “Notte Bianca tra Musica e Shopping” e poi ancora  “Estate a Misterbianco”, eventi con le quali avrebbero voluto pennellare con un pò di colore la maschera di questa riciclata maggioranza insediatasi nel Palazzo Comunale, nonchè distogliere i tanti cittadini dalla quotidiana precarietà di sfrattati dal lavoro mentre i sedicenti rappresentanti del popolo in Giunta ed in Consiglio Comunale, nell’incalzare della crisi economica della Nazione, sperimentano espedienti per ingrassare quanto più i loro redditi con l’arrembaggio alle casse comunali (ovvero alle tasche del popolo) di un bottino di oltre OTTOCENTOMILA €URO l’anno (pari ad unmiliardoseicentomilioni di lire x anno).

C’è da dire, frattanto, che proprio ieri, venerdì 28 di questo mese di Dicembre, in un “SUMMIT DELLE 7 POLTRONE” Sindaco e Giunta hanno magnificato al Teatro Comunale OTTO mesi di valenza(?) amministrativa, relazionando contenuti di estrema povertà dibattimentale, da cui traspariva una strana concezione di democrazia partecipativa disegnata a considerare i cittadini come sudditi amministrati e non cittadini che vogliono amministrare il proprio essere attorno al tavolo dei loro eletti.  Perciò una obiezione la voglio estendere alle vanaglorie con le quali si sono sponsorizzati i nostri rappresentanti comunali che, lontanissimi dalle reali soluzioni politiche del territorio, asfissiano il dibattito e persino la nostra libertà di giudizio con le loro opprimenti presenze di vip della politica locale o con le astuzie predicatorie di sedicenti “patrioti” autoproclamatisi salvatori del bene comune.

Viene legittimo, infatti, misurare la correlazione che vige tra la loro ciancia automagnificata di questi primi 8 mesi e gli spropositati emolumenti arraffati con tanta ingordigia.

Qual’è la corrispondenza di valore tra il prodotto reale reso e la dispendiosa mancia concessa ai rappresentanti del popolo?

Quanto hanno reso, in realtà, questi nuovi inquilini del Palazzo Municipale già al loro 236°giorno d’insediamento?

Essi barano al gioco delle “belle statuine” e attingono dall’indifferenza popolare i loro immeritati redditi costruiti con gli artifizi di supergettonate presenze e di immorali rimborsi, alla faccia dei lusingati elettori che li hanno incautamente suffragati.

Altro che encomiarsi della riduzione del 25% sulle sostanziose retribuzioni da loro prelevate dalle pubbliche finanze.  Agli smemorati politici e per conoscenza ai cittadini ricordo che il mandato elettorale è una carica onorifica (volontaria ed elettiva), per la quale la partecipazione democratica alla routine politico-amministrativa delle progettualità collettive deve ricondursi a questione morale, perchè LA POLITICA NON E’ UN MESTIERE NE’ UNA PROFESSIONE, MA UNA NOBILE SCIENZA DI VOLONTARIATO. E SOLO QUANDO AI MESTIERANTI SI VIETANO I LUCROSI EMOLUMENTI E LE VOCAZIONI DELLE MANCE, LA POLITICA (quella vera) RITORNA ALLA REALTA’ SOCIALE E DIVENTA PASSIONE DI TUTTI GLI ONESTI.

Dunque, una proposta provocatoria potrebbe essere questa:...se per ipotesi questi baldi rappresentanti del popolo (dal costo oneroso di oltre ottocentomila euro l’anno) vivessero con i loro redditi di lavoro, pretendessero tutt’al più solo le eventuali spese sostenute per l’espletamento del proprio volontariato e mantenessero fede a quella gratuita passione tanto ostentata nella pubblicità della loro campagna elettorale, Misterbianco mostrerebbe il primato della politica e del modo come essa può praticarsi con passione e onestà.  Non solo, ma con l’importo totalizzato dalla rinuncia agli emolumenti l’Ente potrebbe recuperare 55 nuovi lavoratori comunali oppure finanziare e soddisfare prestazioni che almeno produrrebbero utili servizi alla società misterbianchese.

Non intendo fare i conti ai nostri amministratori, ma è la consapevolezza di assistere ad un CONTROVALORE INDECENTE, una immorale retribuzione per attività (di volontariato) ridotta solo a delibere e ratifiche d’ordinaria amministrazione, tra ridondanti manifesti di intrattenimento, annunci in rete e apparenze protocollari.

Ed intanto, fra un annuncio e l’altro, passano settimane, mesi e anni senza una riflessione sulle condizioni sociali.  Soltanto le solite ordinarie minestrine da imboccare ai distratti e le solite tisane per assopìre gli illusi.

Dal proclama di quell’insieme che, nelle recenti elezioni, si diceva ce l’avrebbero fatta a riconsegnare Misterbianco alla sana politica, adesso da quell’insieme vincente è emersa la baraonda di squadre d’assalto alle posizioni di privilegio in Comune, alle presidenze in Consiglio e nelle Commissioni, con la consapevolezza di comporre percorsi tendenti a dissimulare conflitti d’interessi e di sleali concorrenze usando il VANTAGGIO delle proprie “entrature” nelle fattività amministrative dei prossimi mesi.

Ed alla fine prevalgono ed hanno precedenza sui problemi del paese i giochi di manovra dei furbetti “dans les coulisses”, come gli INVISIBILI PUPARI che sul palcoscenico (o meglio sul teatrino politico) predispongono gli ignari pupi muovendoli secondo l’ordine delle manovre da sviluppare poi in scena.

Lo si è riscontrato già dai primi esiti di insediamento della nuova compagine amministrativa, ma soprattutto lo si scorge dalla FRETTA con cui furbetti e faccendieri (trasversalmente rappresentati) hanno liquidato senza partecipazione il percorso del PRG o dalla PREMURA della neonata Commissione consiliare competente a disporre l’approvazione della VARIANTE HUMANITAS all’ordine del giorno di un Consiglio Comunale acquiescente, a digiuno e senza cognizione di causa.

Era tutto prevedibile. Il selezionamento di una classe dirigente non si improvvisa con liste raffazzonate in una consultazione elettorale o con nomine di responsabilità valutate sul numero di preferenze degli “accattoni del voto”, un FENOMENO FUNESTO DEL DEGRADO POLITICO che poi, nelle successive elezioni regionali di Sicilia, si sarebbe materializzato in un brodo incomposto di assenze dibattimentali, di intrighi, di congiure ed, infine, di transumanze stagionali dei pacchetti elettorali di vip locali.  E dispiace che il giornalismo d’inchiesta nella trasmissione di “REPORT” su RAI3 non abbia incalzato sufficientemente i manovratori del fenomeno delle “preferenze di scambio” patteggiate con alcuni “incursori” all’attacco di Sala d’Ercole.

Ed a conclusione di fine anno l’agnosticismo del nostro Consiglio Comunale a maggioranza approva la deliberazione di Giunta degli aumenti IMU e IRPEF per recuperare risorse dalle tasche del popolo Pantalone e soddisfare gli sprechi delle devianti futilità di apparenza.

In compenso, per far digerire l’incremento del salasso fiscale si pubblicizza il cartellone che annuncia il finale dei festini estivi con panini e salsicce, nonchè l’impegno finanziario per le prossime programmazioni tra CULTO CARNEVALESCO E CULTO “BOMBAROLO”, che sembrano essere i soli PRIMATI D’INCAUTA SPENSIERATEZZA DI QUESTA POLITICA LOCALE.

Allora dico che se si vuole ancora sperimentare la strategia demagogica per prendere in giro gli ignari, almeno lo si faccia evitando la bècera retorica delle trappole devianti.

Finiamola con le ipocrisie e guardiamo con severa responsabilità al momento che stiamo attraversando e che dimostra il dissesto sociale di un sistema che prolifera arrampicatori, i quali si annidano in Regioni, Province e Comuni, dove le risorse finanziarie vengono sperperate per mantenere il costo sproporzionato di ridicoli politicanti di periferia capaci soltanto di sprechi, sagre, kermesses, viaggi di missioni le più strampalate ed inutili.

Lo affermo perché invoco IL RITORNO DELLA POLITICA ALLA REALTA’ in un momento di grave crisi della Nazione, per di più salassata da un governo che non rappresenta più lo Stato dei lavoratori e che spinge l’economia delle famiglie a diventare fenomeno sempre più emergente di indigenza sociale.

Ed allora, dinanzi alle smargiassate di vanaglorie in assemblee pubbliche o in interviste rese dalle massime autorità comunali, dinanzi all’assalto pubblicitario di manifesti festivalieri o di incanti alla nostra gioventù  ed, infine, dinanzi alla “colletta” delle sponsorizzazioni o all’aumento di  balzelli per finanziare la “fiera delle vanità”, mi viene spontaneo esclamare la frase di Antonio De Curtis «..MA MI FACCIANO IL PIACERE!! ».

Enzo Arena
www.webalice.it/arenavincenzo

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UNA REPLICA ESAUSTIVA DEL MIO

Una replica esaustiva del mio articolo  «Apriti sesamo!.. Sino all'ultimo centesimo»

Mi  giungono interrogazioni e anche qualche critica mordace in riferimento all’articolo «Apriti Sesamo!...». Mi dispiace, purtroppo, non poter replicare direttamente sulla piazza virtuale di Facebook, dalla quale principalmente mi provengono, in quanto non sono navigatore facebookiano per mie convinzioni e forse per incapacità a gestirne il sistema, una specie di SMS ma con impostazioni assai più sofisticate, uno strumento senz’altro efficace per contatti veloci, che spesso, però, diventa ampio contenitore e vetrina di tutte quelle superficialità apprezzabili al massimo per un breve relax.

Preferisco il sito web, configurato come il posto dove costruire le proprie idee, le proprie sensazioni ed i propri concetti, senza richiedere necessariamente una risposta, senza aspettare una persona che si connetta, ma sperando ugualmente che altri li commentino, dando al lettore anche un ruolo attivo perché leggere e riflettere costruiscono il pensiero.  Nel sito web, infatti, devi ragionare su quello che succede intorno a te, devi documentarti sull’argomento che ritieni utile postare, lo devi sviluppare e portarlo a compimento.  Tutte operazioni che richiedono lavoro di ragionamento, senza contare il ruolo di controinformazione che lo contraddistingue.

Pertanto, mi avvalgo anche del blog MisterbiancoCom, sito di diffusa visibilità e aperto alle libere discussioni, per consentirmi una replica di riscontro agli interrogativi richiesti e, soprattutto all’accusa di falsità o di presunte diffamazioni che un facebookiano attribuisce al mio articolo in premessa titolato.

Rispondendo ai quesiti, uno riguarda il percorso aritmetico che quantifica la cifra pagata per ogni anno di mantenimento ai nostri amministratori del Comune.  Sono stime che provengono da fonti ben informate, all’occorrenza verificabili dalla contabilità ragionieristica dell’Ente Comunale preposto.  Ovviamente sono dati estimativi che possono divergere in più o in meno, ma certamente il risultato contabile si aggira sempre sulle 800mila euro x anno, ed è così ripartito:

-n.29 consiglieri  =  500.000€uro x anno;

-Sindaco  =  55.000€uro x anno;

-n.6 assessori  =  147.000€uro x anno;

-Presidente Consiglio  =   54.000€uro x anno;

-Rimborsi al datore di lavoro per assenze dipendenti eletti, missioni e varie =  50.000€uro x anno.

Il totale dei suddetti importi è la misura di prelievo dalle tasche del popolo, un compenso “indecente e immeritato”, e forse anche invidiabile.  Ma se in taluni potrebbe generare invidia, sicuramente in chi lo pretende alberga la “vergogna”, specie quando la maggior parte dei cittadini onesti sono vessati pesantemente di nuove tasse per far quadrare i conti pubblici. 

Stiamo parlando di eletti di periferia, perché se ci riferiamo ai capoluoghi e alle circoscrizioni di quartiere, poi alle Province e alle Regioni, ed infine al Parlamento, i costi lievitano sempre più esageratamente.  Ed è intollerabile che un impegno elettivo, onorifico e di volontariato, abbia associato una casta di privilegiati che, dai guitti periferici ai grossi attori parlamentari, lucrano sulla politica e sul popolo. 

L’altro quesito richiestomi è cosa intendo per costi della politica.

Preferirei chiamarli costi di spese “parassitarie” dell’antipolitica, il cui risultato è quella trasformazione sociale che abbiamo sotto gli occhi e che ha prodotto una progressiva sfiducia dei lavoratori verso la politica, la scomparsa della loro coscienza di classe, l’indifferenza popolare che ha consentito a corrotti, corruttori e furbetti di cavalcare l’occasione per trarne sempre più profitti.

Per esperienza personale dico (e chi ha memoria ricorderà) che sino alla fine degli anni ’70 gli eletti al Comune di Misterbianco percepivano quasi nulla, e quel poco veniva devoluto “interamente” alle sedi politiche di appartenenza.  Sindaco e Assessori usavano per l’espletamento delle mansioni le proprie risorse e le proprie auto, anche per le frequenti missioni a Palermo, ed in primo luogo si mantenevano con i propri redditi di lavoro. Conciliavano il loro tempo tra esercizio della propria professione e l’impegno costante politico-amministrativo nelle attività del Comune e del Partito, dove si richiedeva un volontariato non imposto, caratterizzato da un senso comune di responsabilità nella concezione della vita sociale e dell’impostazione che si intendeva dare ad essa.  La nomina elettiva era considerata un incarico onorifico, ed esercitarlo costituiva motivo di orgoglio per chi praticasse la politica con onestà e passione senza nulla chiedere o togliere alla collettività.

Poi negli anni, che seguono al ’70, cominciava la decadenza dei valori.  Ai politici succedevano i politicanti, la cui ideologia prevalente diventava quella del profitto personale, del privilegio e della brama di potere, trascurando di affrontare gli effetti sociali e ignorando gli obblighi della partecipazione popolare:  un simile negozio, che prima inorridiva, ora spalancava la «Grotta di Sesamo» al mercato indecente della “democrazia dei miserabili”.

In democrazia, purtroppo, questo fenomeno negativo è ancora oggi possibile, e anzi si è consolidato, al punto che spesso, ostentando nelle decisioni un coinvolgimento popolare, si è costretti poi ad assistere alla deprimente povertà dibattimentale di eventi elettorali, conferenziali o assembleari riempiti  soltanto di banali contenuti al solo scopo demagogico di distrarre e rendere alieno il popolo dagli intrighi delle grandi progettualità del territorio.

Queste circostanze (da persona che ascolta, vede e partecipa) mi hanno obbligato a manifestare ragionevoli dubbi e convinte avversità nel blog, inteso come strumento più proficuo di informazione e di comunicazione delle proprie opinioni, anche se le mie deduzioni postate su MisterbiancoCom e contemporaneamente sul mio sito personale abbiano potuto infastidire un signor Marco che, sulla piazza virtuale di facebook, quasi ad auspicare metodi di censura che non esito a considerarli equivalenti a quelli di regime, definisce le mie analisi una“accozzaglia di falsità tendenziose”.

Può anche darsi che i miei vocaboli abbiano reso “fumosa” l’esposizione dell’analisi, ma “i fatti reali” stanno scritti e ben configurati in quella mia relazione inopportunamente contestata.  Tuttavia, giacché ritengo che il signor Marco (assai assiduo in facebook) non sia un “analfabeta politico”, saprà sicuramente distinguere tra quella cortina di fumi fatti e connotati, se proverà a rileggere ogni rigo di scrittura con più attenzione ai riferimenti.

In ogni caso io mi assumo solo la responsabilità di quello che penso e scrivo, ma non la responsabilità di quello che l’interlocutore capisce.

Ritenevo doverosa la mia replica alle interrogazioni alle quali mi fa sempre piacere rispondere, ma sento l’obbligo di rigettare l’avventata definizione d’accusa che mi muove da facebook il concittadino Marco Lavoro, al quale tuttavia desidero far giungere il mio sincero saluto di amicizia.

Enzo Arena

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