"Arrendersi o Perire"

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Arrendersi o PerireNon so quando queste mie riflessioni verranno pubblicate, ma io le sto scrivendo oggi che è il 25 aprile. Ma storicamente cosa successe quel 25 aprile de 1945? Niente! Solo che un gruppo di partigiani si son riuniti a Milano e, avendo capito che gli eserciti degli Alleati erano alle porte, divulgarono la notizia che potevano essere attaccati tutti i presidi fascisti e nazisti sul territorio al grido di “ARRENDERSI O PERIRE”.

In realtà, l’invasione della nostra Italia da parte delle Forze Alleate era iniziata molto tempo prima: il 9 luglio del 1943 con lo sbarco in Sicilia. Mentre la sua effettiva conclusione si ebbe il 3 maggio del 1945 con la resa definitiva delle forze nazifasciste come è scritto sulla “Resa di Caserta”.

Per trarre però le conclusioni di questo secondo conflitto mondiale dobbiamo aspettare i “trattatati di Parigi” del 10 febbraio 1947 che sono stati preceduti da una conferenza che si svolse sempre a Parigi tra il 29 luglio e il 15 ottobre 1946. E il sacrificio dei nostri partigiani a cosa è servito?! A niente! L’Italia si è seduta alla conferenza e ha firmato i trattati come nazione sconfitta. All’Italia fu tolto, oltre alle colonie, parte del territorio nazionale e fu condannata al pagamento di 360 milioni di dollari americani alle nazioni vincitrici.

Ma non è finita lì. I vincitori più potenti si divisero il mondo in due parti: da una parte i paesi del Patto Atlantico (NATO) e dall’altra quelli del Patto di Varsavia. Da una parte i capitalisti e dall’altra i comunisti. Gli Stati Uniti imposero alle nazioni assoggettate la forma di governo democratico e l’economia di mercato mentre l’Unione Sovietica impose il partito unico e l’economia socialista ed entrambi imposero la presenza sul territorio di proprie basi militari. Dov’è stata allora la “liberazione”? In Italia il Partito Comunista, tra sotterfugi e strane alleanze, non poté mai andare al potere e le malelingue sostengono che persino il terrorismo degli anni ’70, con l’uccisione di Aldo Moro, è stato studiato per impedire l’avvento dei Comunisti al governo. Ma ancora più grave è il fatto che sia il Patto Atlantico che il Patto di Varsavia vennero fatti apparire come associazioni volontarie di stati liberi e che “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art. 1 della Costituzione Italiana).

Nei fatti, già all’indomani dei Trattati di Parigi, iniziò una subdola terza guerra mondiale meglio conosciuta come “Guerra Fredda”, subdola perché apparentemente non ci sono state vittime né c’è stato spargimento di sangue, ma caratterizzata da corse agli armamenti nucleari e conquiste dello spazio, ma soprattutto è stata usata un’arma micidiale: “l’Economia”.

Come tutti sanno questa guerra è finita e l’abbiamo vinta noi ufficialmente il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino e il capitalismo ha soppiantato il comunismo. Ma chi ha pagato i danni di questa guerra? Ironia della sorte a pagare maggiormente sono gli Stati vincitori: adesso il capitalismo non ha più freni e il prezzo da pagare si chiama “globalizzazione” cioè immissione nel mercato di manodopera a basso costo, libera circolazione di capitali (soprattutto nei Paradisi Fiscali), inquinamento sfrenato, disoccupazione e crisi economiche.

Però possiamo stare tutti sereni: tra qualche giorno arriverà il 1° maggio e sarà la Festa dei Lavoratori.

Pinuccio Puglisi

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