«Fatture a 90 giorni». «Prima i debiti»

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Simeto AmbienteGiornata delicata, ieri, nella sede della società Simeto Ambiente, a Catania. Doppio incontro per i vertici dell'ATO Catania 3; il primo con il Consorzio Simco, rappresentato dal presidente, Concetta Italia, arrivata insieme a Fabrizio Patania (per le aziende Mosema e Gesenu) e Bruno Berardo (Dusty). All'incontro presente anche una rappresentanza dei sindaci dei Comuni che fanno parte dell'Ato.

Il commissario liquidatore, Angelo Liggeri, dopo aver ricordato che verrà concessa dalla Regione Siciliana una proroga al servizio, fino al prossimo mese di settembre, ha annunciato una proposta: l'attività con il Consorzio Simco può continuare alle stesse condizioni del contratto in scadenza, con il pagamento, però, a 90 giorni dalla data fattura; una scelta, quest'ultima, determinata dal fatto che nel periodo gennaio-marzo né la società Ato (vista l'assenza di bollettazione Tia per l'utenza), né i Comuni possono versare o anticipare le risorse finanziare necessarie a coprire i costi dell'attività, recuperando poi, con i pagamenti, a partire da aprile, quando al Consorzio Simco verrà versato un canone e mezzo al mese, fino al prossimo settembre.

Dal canto suo, il presidente del Consorzio Simco, Concetta Italia, ha evidenziato che la proposta potrebbe essere accettata se si potesse recuperare il pregresso, pari a 25 milioni di euro, visto che le ditte sono in crisi, altrimenti, nelle condizioni attuali, la proposta di un pagamento a 90 giorni è improponibile.

Sempre il presidente del Consorzio ha avanzato una controproposta attraverso la quale poter avere un rapporto diretto con i Comuni, non come aziende singole ma sempre come consorziate. Una proposta, quest'ultima, che lascia molti dubbi ai sindaci.

Dubbi anche sulla possibilità di applicare, come proposto dal Consorzio Simco, la circolare numero 2/2012 della Regione Siciliana, relativamente all'approvazione dei piani di rientro. La circolare, nel dettaglio, prevede un'anticipazione delle somme necessarie a pagare i debiti pregressi, da parte dell'ente regionale, in 5 anni, ma solo dopo che tutti i Comuni avranno approvato il piano di rientro per la restituzione delle stesse somme in 20 anni.

Il problema è che a fronte di un pagamento in 5 anni, i fornitori dell'Ato (Consorzio Simco, Mosema e discariche) chiedono circa 20 milioni di interessi, per cui le somme da restituire alla Regione lieviterebbero a 74 milioni di euro (54 milioni di debito più 20 milioni di interessi). I dubbi sono relativi proprio alle somme relative agli interessi da versare, che peserebbero, come detto, per 20 milioni di euro e al fatto che la maggior parte dei Comuni ha approvato già il piano di rientro di soli 54 milioni, in applicazione della precedente circolare assessoriale del 2011, secondo la quale le somme avrebbero dovuto essere anticipate dalla Regione in un'unica soluzione e, quindi, senza interessi, e con la restituzione spalmata sempre in 20 anni. Il risparmio non sarebbe indifferente, visto che mancherebbero i 20 milioni di euro di interessi.

Alla fine, il Consorzio ha lasciato la seduta annunciando di accettare la proroga solo alle stesse condizioni dell'attuale.
Da qui l'inizio dell'assemblea dei soci. I sindaci hanno ritenuto di attendere, prima di decidere sulla prosecuzione del servizio, la pubblicazione della disposizione di proroga regionale.
Tanti i dubbi avanzati sul futuro, a cominciare dal pagamento del servizio a partire da gennaio, da qui la decisione dell'assemblea di riaggiornare la seduta al prossimo 31 dicembre, alle ore 9.

La Sicilia
28/12/2012

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