Una realtà mistificata offuscando l'operato altrui

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Ninella Caruso
Chiedo ospitalità dopo aver letto la lunghissima lettera dell'on. Nino Di Guardo, che rispondendo ad un mio intervento, ancora una volta non esita, come ha già fatto in passato, a fornire ai lettori informazioni dettate solo dal proprio desiderio di emergere operando essenzialmente una campagna denigratoria nei confronti dell'avversario politico. La motivazione della sua candidatura, che dovrebbe essere fondata su puri ideali politici, ispirati da spirito di servizio, infatti poggia sulla divulgazione di una realtà che non è vera ma mistificata, nell'estremo tentativo di illuminare se stesso offuscando e manipolando l'operato altrui.

Ninella Caruso
La Sicilia
27/08/2011

Ho già detto che in democrazia tutti hanno il diritto di candidarsi: sarà poi la maggioranza dei cittadini, con il proprio voto, a decidere chi sarà il futuro sindaco di Misterbianco. Ricordando all'on. Di Guardo che la maggioranza dei cittadini misterbianchesi per ben due volte mi ha dato piena fiducia eleggendomi sindaco della comunità che mi onoro di rappresentare, non posso per onestà far passare la mia amministrazione come quella che si vuole attribuire meriti che sono di altri.

Diceva lo scienziato Einstein: "E' difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità". E di queste ultime ne sono state dette tante che elencarle significa approfittare della pazienza dei lettori. Per questo mi limiterò, sempre prove alle mani, a smascherarne alcune per far comprendere ai cittadini come dire le cose non vere è un vezzo che non appassisce mai in alcune persone.

Programma comunitario Urban II: vero è che è stato finanziato prima del 2002 ma è anche vero cha la mia amministrazione ha avuto il merito e anche l'onere di rendere esecutivo e compiuto il programma finanziato, sia sotto l'aspetto amministrativo che finanziario. Basti pensare che i finanziamenti concessi avrebbero solo consentito la costruzione di grandi incompiute se la mia amministrazione non si fosse impegnata, come ha fatto, a completarle per consegnarle fruibili alla cittadinanza (l'ultimo esempio in ordine di tempo è stato il Laboratorio di Città inaugurato nello scorso mese di luglio). Per raggiungere il suddetto obiettivo la mia amministrazione non ha esitato a ricorrere all'indebitamento anche a costo di sforare il patto di stabilità vista l'assurda previsione legislativa che non esclude le rate dei mutui accesi per finanziare opere pubbliche dal calcolo del patto stesso, consapevoli che ciò avrebbe comportato, tra l'altro, una riduzione (e non un aumento come afferma falsamente Di Guardo) del 30% delle indennità degli amministratori comunali. Queste ultime sono lontane anni luce dagli oltre diecimila euro netti mensili percepiti dall'on. Di Guardo nella sua qualità di deputato regionale, nonostante le innumerevoli responsabilità a cui siamo esposti quotidianamente noi amministratori degli enti locali.

Stabilimento Monaco: vero è che nel 1994 l'allora sindaco Di Guardo ha sottoscritto la richiesta di vincolare l'antico opificio ma è anche vero che la sua amministrazione ha fatto di tutto affinché ciò non accadesse. Non solo. Basti ricordare le innumerevoli difficoltà riscontrate dalla Soprintendenza di Catania nell'interloquire con il Comune per definire l'istruttoria per il vincolo storico (la documentazione occorrente fu allora fornita a proprie spese da un cittadino misterbianchese cultore di storia locale), o l'assenza di interesse all'acquisto dell'immobile al punto di rifiutare la disponibilità data dall'allora Presidente della Provincia Nello Musumeci, o la mancata previsione di vincolo urbanistico nel PRG predisposto dall'amministrazione Di Guardo al punto di dover rinunciare al finanziamento inserito nel programma Urban II per dieci miliardi delle vecchie lire. Mi spiace, ma chi ha vissuto quelle vicende sa che la tutela e la salvaguardia dello Stabilimento Monaco non sono ascrivibili all'on. Di Guardo.

Raccolta differenziata: ad oggi si è raggiunta la percentuale del 25% (e non del 10% come afferma Di Guardo) collocando Misterbianco tra i primi comuni dell'Ato 3, così come riportato giorni fa nelle pagine de LA SICILIA.

Ma si può essere così tracotanti? Il concittadino Di Guardo glissa sulla grave situazione finanziaria in cui versano tutti gli enti locali, e non solo il Comune di Misterbianco, bersagliati da continui tagli nei trasferimenti e attanagliati dalle regole ferree del patto di stabilità e a non evidenziare come la mia amministrazione non ha aumentato nessuna imposta comunale continuando a mantenere i servizi a costo zero, cosa assurda data l'attuale situazione finanziaria generale.
Oggi, dopo anni di disinteresse per la propria comunità, bene fa Di Guardo ad interessarsi di Misterbianco. Inizi da subito, nella sua qualità di deputato regionale di maggioranza, a chiedere (e quindi ottenere) all'ex prefetto Marino, oggi assessore regionale competente sui rifiuti in quota al Partito democratico, la chiusura della discarica di Tiritì. Questo sì che sarebbe un risultato di cui vantarsi. Ma forse Di Guardo ne vuole fare un cavallo di battaglia nella prossima campagna elettorale. Intanto la discarica resta lì e qualcuno (forse) pensa ancora una volta di sostituirsi all'attuale gestione visto il tentativo fallito nel 2000 da Di Guardo attraverso una società del Comune di Misterbianco.

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