Tagli indennità, nuova polemica

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Riduzione indennitàRiesplode, a Misterbianco, il problema del costo della politica, dopo che il Pd, con un manifesto, ha informato i cittadini che il proprio consigliere Cristian Vitrano si è ridotta l'indennità del 25 per cento.

Una polemica iniziata subito dopo il voto dell'anno scorso, quando il sindaco, gli assessori e il presidente del Consiglio comunale, tenendo fede all'impegno assunto in campagna elettorale, si decurtarono le indennità di un quarto, al fine di ridurre la spesa pubblica e impegnare i risparmi in attività che altrimenti il Comune non avrebbe potuto fare per carenza di fondi.

Una scelta dapprima criticata, poiché fatta autonomamente, alla quale però non seguì alcuna decisione dell'organo consiliare o dei singoli consiglieri, eccetto l'esponente di maggioranza Antonio Licciardello che invitò la Ragioneria generale a destinare oltre il 30 per cento dell'indennità ad associazioni di solidarietà e assistenza.

Una scelta simile è stata fatta anche dal consigliere Marcello Russo, che lascia nelle casse del Comune il 15 per cento e dal collega Domenico Marchese, il 20 per cento.

Per il resto nulla di fatto tanto da far naufragare anche una mozione in Consiglio per ridurre le indennità di tutti.
Adesso il manifesto con cui il Pd ha comunicato la scelta di Vitrano non è andato giù ad alcuni consiglieri e non solo a quelli che hanno fatto fallire la mozione, ma anche a chi come il consigliere Licciardello aveva autonomamente, e in silenzio, scelto di ridursi le indennità, ma senza lasciarli nelle casse del Comune, piuttosto destinandoli ad associazioni di assistenza e beneficenza.

La battaglia per la riduzione della spesa pubblica era stata caldeggiata anche dal M5S, che pur non sedendo in Consiglio, aveva chiesto ai consiglieri pubblicamente di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. La spesa pubblica per far funzionare gli organi del Comune si aggira, tra indennità, rimborsi alle ditte di cui sono dipendenti alcuni consiglieri comunali, costi delle sedute e personale intorno a 1,5 milioni di euro.

Serena Calandra
La Sicilia
03/11/2013

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Commenti

Ill.sa Serena Calandra, solo

Ill.sa Serena Calandra, solo a precisazione per i lettori, non si registra la polemica da Lei prospettata nell'articolo. Non e' possibile che un consigliere disponga alla Ragioneria Generale che le somme decurtate siano destinate ad associazioni di assistenza e benificenza. Si da atto che nelle delibere di pagamento degli emolumenti spettanti ai consiglieri, il consigliere Licciardello viene retribuito per intero. Non si esclude che detto consigliere, dopo aver ricevuto per intero gli emolumenti, possa destinarne una parte per opere di bene. Ma non si esclude neanche che altri consiglieri tacitamente lo facciano, cosi come parimenti, non si esclude che il sottoscritto che appena eletto e per primo ha rinunciato al 15 per cento come riscontrabile dalle delibere, possa ulteriormente offrire parte degli introiti ad associazioni senza scopo di Lucro.

Il consigliere comunale
Dott. Marcello Russo

eppure Licciardello ha più

eppure Licciardello ha più volte affermato (anche in consiglio) quello che sta scritto nell'articolo di Serena Calandra... è sicuro che non si possa fare?

Pietro Santagati

Trovo ridicolo che si faccia

Trovo ridicolo che si faccia a gara... chi lascia il 15 chi il 20 chi il 30 ecc..., ma cosa sono tutte queste esternazioni? Fare i consiglieri deve essere un onore... l'onore di servire il proprio paese e basta. Lo si capisce o no? Ma di cosa stiamo parlando? Chi dice di dare parte o tutto in beneficenza oppure di cercare ancora la sede del proprio partito per pagarla è assolutamente ridicolo. Il primo perchè potrebbe essere accusato di regalare i soldi per ottenere poi i voti e questo si chiama reato per voto di scambio... il secondo perchè potrebbe essere accusato di meschinità.

Enzo Messina

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