Senza infamia e senza lode. L'Atletico Catania pareggia

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L'Atletico Catania 3000 di Franco Proto comincia l'avventura in Eccellenza al "Toruccio La Piana". Per i tifosi di casa che accarezzavano il sogno di una permanenza della squadra a Misterbianco - almeno secondo le previsioni - arriva la prima delusione: "Siamo solo ospiti", ha infatti dichiarato il presidente. Il derby dell'Etna contro l'Aci S. Antonio finisce in parità.Con tanto di invasione...

ATLETICO
CATANIA: Barbato, Stracuzzi, Siciliano, Beccaria, Murabito, Mangano, Montalto,
Caruso, Sagone (57’ Sicali), Miglianisi, Veutro (94’ Calanna). All. Mancuso.

ACI
S. ANTONIO: Sciuto G., Alì, La Mantia, Monsignore (75’ Perez), D’Amore,
Giuffrida, Manuli (76’ Sorbello), Sciuto S. (78’ Comis), Torrisi, Ristarà,
Borbone. All. Pappalardo.

ARBITRO:
Massari di Ragusa. (Niciforo; Certo)

RETI:
7’ Veutro; 12’ Torrisi;

NOTE.
Espulso Stracuzzi al 67’.

MISTERBIANCO.
A guardare oggi le tribune del “Toruccio La Piana” appena impolverate di un
centinaio di rumorosissimi tifosi atletisti (con tanto di fumogeni e cori) non
si può fare a meno di ripensare allo stesso luogo appena un campionato fa:
spalti trabocchevoli, striscioni, bandiere, ultras e stendardi ad inneggiare i
biancazzurri di casa, ovvero lo squadrone “deportato” in quel di Lentini.
Adesso all’undici del presidente Proto – in forzosa ma pacifica comunanza
con il Palagonia di Sgroi - tocca il non semplice dovere di ricreare
quell’atmosfera, convincere i tifosi della competitività della squadra etnea,
persuadere dell’affidabilità della società, in una parola: riconquistare al
calcio tutto l’ambiente misterbianchese che si è visto immeritatamente
sbattere la porta in faccia. L’obiettivo (caldeggiato anche dalla locale
amministrazione comunale) di un “trasferimento” permanente proprio a
Misterbianco non pare rientrare però nei progetti di Franco Proto. “Quello
con l’amministrazione - chiarisce
perentorio il presidente - è solo un rapporto di ospitalità, reso possibile
dalla disponibilità della giunta che si è insediata, niente di più”. Circa
gli obiettivi della sua squadra è ancora più chiaro: “E’ un campionato per
i giovani – ha aggiunto – e d’altra parte lo richiede la categoria. E’
una scelta precisa quella di dare voce al nostro vivaio: solo così è possibile
cominciare un ciclo”. Il derby dell’Etna che opponeva l’Atletico all’Aci
S. Antonio non è stata una gara irresistibile: partita vera sono stati solo i
primi venti minuti, durante i quali l’Aci S. Antonio si è mostrato più
costante in avanti, sorretto dall’esperienza di Torrisi, gli etnei invece
pronti a ripartire grazie agli scatti di Sagone e Veutro lanciati da Mangano. E
proprio dalla coppia d’avanti biancogrigia arriva, fulmineo, il vantaggio. La
sponda aerea di Sagone, già al 7’, pesca fuori dall’area Veutro la cui
bordata di sinistro s’insacca alla destra di Sciuto, invano proteso. La
risposta dell’Aci S. Antonio è tutta nella staffilata di Torrisi poco dopo,
provvidenzialmente deviata in angolo dal tuffo di Barbato. Ed è proprio dagli
sviluppi del corner che i rossi, grazie al facile tocco sottoporta di Torrisi,
ottengono il pareggio. Poi solo lanci lunghi da una parte e dall’altra;
bisogna aspettare il 42’ per vedere un’altra conclusione: è il diagonale di
Stracuzzi a sfiorare il palo. Ripresa più cattiva con un Atletico alla ricerca
del gol ma con una ordinata difesa ospite che non ha fatto una grinza. Ci prova
subito Mangano ma il suo piazzato, pur nello specchio della porta, è troppo
lento. Poi al 67’ la svolta della partita: il rosso che l’arbitro estrae per
Stracuzzi innesca la reazione sconsiderata di alcuni sostenitori atletisti che
invadono il rettangolo di gioco: gara sospesa per quattro minuti, poi, calmati i
bollenti spiriti, si riprende. L’Atletico pressa ma i tiri di Caruso prima e
di Migliorisi poi sono tutti deviati dai difensori. E’ invece l’Aci S.
Antonio al 43’ ad imbastire l’azione migliore del match: quando sulla botta
di Borbone che l’estremo Barbato devia con un intervento miracoloso, Torrisi
si avventa sulla palla insaccando, la giacchetta nera (una prestazione senza
sbavature la sua) annulla il gol che ai più era parso regolare. Mister
Pappalardo, a fine gara, recrimina: “La rete era regolarissima: sono comunque
soddisfatto per i miei ragazzi che pur in condizioni precarie non hanno avuto
nessun timore reverenziale”.

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