L'elezione non può e non potrà mai essere una riabilitazione

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ElezioniLe consultazioni elettorali, massima espressione di libertà e di democrazia del popolo sovrano, ed elementi cardini degli Stati moderni, non sono un lavabo, non sono una camera di decantazione, non possono essere asserviti per un goffo e maldestro tentativo di riabilitazione delle responsabilità politiche, civili e penali dei singoli amministratori. Naturalmente, parlo di Misterbianco!

Lo scioglimento del Consiglio e della Giunta comunale di Misterbianco, avvenuto con decreto del Consiglio dei Ministri, il 26 settembre 2019, “per sospette infiltrazioni mafiose”, è un fatto storico oggettivo e incontrovertibile che nessuno potrà mai più cancellare dalla storia di Misterbianco e dalla coscienza dei responsabili. Nessuna diatriba, nessun dibattito, nessuna consultazione elettorale lo potrà mai più cancellare. Le elezioni amministrative del prossimo 24 ottobre non possono essere utilizzate come un modo per riabilitare le coscienze, le sorti e le responsabilità politiche dei protagonisti. La relazione del Prefetto di Catania sulla “mala gestio del Comune”, a corredo del decreto di scioglimento, è “disseminata” di Omissis che suonano come dei “buchi neri” nella coscienza dei responsabili, come delle “pietre d’inciampo” per la coscienza civile e morale dell’intera comunità misterbianchese. Nessuno si faccia illusioni! Nessuno potrà usare le elezioni come clava, come grimaldello per dimostrare di avere ragione o torto (a secondo le parti in causa).

Nessuno può deformare i risultati della competizione elettorale a proprio piacimento, nessuno può travisare i risultati nel maldestro tentativo di asservirli alle ragioni dell’uno o dell’altra parte. Nessuno!
Ma c’è di più! Mentre nel primo scioglimento per mafia, del 1991, quella classe dirigente ha sentito il pudore, la decenza, la dignità di “fermarsi”, di cedere il passo ad altri e non candidarsi, almeno per un turno, alle elezioni amministrative, tenutesi nella primavera del 1993; stavolta, l’attuale ceto politico, nonostante la dichiarazione di incompatibilità del “numero due” della Giunta, che di fatto condiziona l’intera amministrazione (se un alunno risulta positivo al covid l’intera classe viene messa in quarantena, se un giocatore viene contagiato, l’intera squadra non può giocare la partita), non ha sentito nessun pudore, nessun rossore nel ripresentarsi alle elezioni, come se non fosse successo nulla.

Ma c’è di più! Mentre “altrove” era rintracciabile una linea di demarcazione tra il male e il bene, pur con le dovute misure precauzionali; adesso, invece, a parer mio, la linea di demarcazione tra il bene e il male è oscura, grigia, indecifrabile, indefinibile. Tanto che lo Stato italiano, sicuramente, anche in via preventiva, ha sciolto gli organi politici comunale per sospetta infiltrazione mafiosa. Ma indietro non si torna. Indietro non si potrà mai più tornare. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle future generazioni. Cieli nuovi ci saranno e uomini migliori governeranno la città di Misterbianco. Coraggio sempre!

Angelo Battiato

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