Le case dei gelsi Misterbianco, una storia di donne e di uomini lungo un millennio approda a Milano

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Le case dei gelsiIl libro, a cura di Josè Calabrò, è stato, infatti, scelto dall’editore Giuseppe Maimone per farsi rappresentare allo stand del Comune di Catania, a Tempo di Libri, Fiera dell’editoria italiana, Fiera Milano Rho.

Presentazione con l’autrice:
Venerdì 21 aprile 2017, ore 15,30
Padiglione 4 – stand M26 – n. 25

A Tempo di Libri, dal 19 al 23 aprile, si ritrova buona parte dell'editoria e della cultura italiana, con duemila ospiti, 720 eventi, 552 editori, un programma ricco di iniziative.

Le case dei gelsi è un progetto di intimità con la Storia ed è una Storia locale che guarda anche oltre. Misterbianco ci si mostra, così, come un interessante spaccato della Sicilia Orientale, della Sicilia dell’albero, nel suo dinamico rapporto con la Sicilia Occidentale, la Sicilia del grano. Avere usato l’ottica di Storia di Genere, documentando come, di tempo in tempo, sia stata ridefinita l’identità di uomini e donne, ci consegna conoscenze storiche, ma anche strumenti per fare i conti con la complessità odierna. E, ancora: Il libro è un progetto unitario, in un prisma di diversi sguardi; la comunità, infatti, si racconta con circa sessanta interessanti monografie a diversa firma e tantissime immagini.

Il titolo mette al centro il “nutricato”: lungo i secoli, donne misterbianchesi allevavano i bachi in seno e li nutrivano con foglie di gelsi dei loro cortili e ogni casa aveva, a Misterbianco, l’albero di gelsi. Questa storia è qui il filo per ricucire attività femminili, vita quotidiana, economia, paesaggio. Già, Paesaggio, parola capace di indicare ciò che oggettivamente c’è, ma anche ciò che lo sguardo, soggettivamente, coglie. Paesaggio, nel senso del rapporto che gli abitanti stabiliscono con le trasformazioni di cui sono attori, protagonisti, spettatori, narratori.

La scansione temporale del libro è modellata su quella elaborata dallo storico Eric Hobsbawm, ne Il Secolo Lungo e ne Il Secolo breve. Il volume, in successione cronologica, si compone di cinque parti, a loro volta in due sezioni: nel Filo della storia, scrivo io, guardando a Misterbianco e al contesto; negli approfondimenti, autori vari documentano, testimoniano. Man mano che ci si avvicina al presente, sfuma sempre più il filo della ricerca storica e prevalgono le testimonianze; fino al mondo attuale, dove il filo della storia scompare e diventa “un quaderno appeso a un filo” come quello “di doglianze e contentezze” che Cosimo fa scendere dagli alberi, ne Il barone rampante di Italo Calvino. Il metodo usato non ama, infatti, le etichette rigide e, da ricerca storica rigorosa, per documentazione bibliografica e archivistica, non teme le virate soggettive e di cronaca nella parte finale. Cogliere, poi, la realtà storica di Misterbianco, come città rigenerativa, mette in nuova luce anche il rapporto tra il centro e i mosaici periferici, mentre in questa città che sa rinascere, oggi, fatto unico al mondo, la Chiesa Matrice dell’antico paese rivive, spogliata dall’abito di lava che, nell’eruzione dell’Etna del 1669, l’aveva sommersa insieme a tutto l’abitato.

Dal libro, ora, nascono altri progetti: nelle scuole si stanno avviando percorsi di “intimità con la Storia”, con racconti di famiglie, video, foto, da mettere in una piattaforma informatica.

E un gruppo sta anche lavorando con i dati dei riveli di beni ed anime, straordinari censimenti siciliani, per ricostruire in 3D l’antico Misterbianco. Proprio le ricerche archivistiche e la conoscenza dei riveli mi hanno infatti donato il dettaglio dell’Antico Misterbianco, lungo il 1600, di tutti gli uomini e di tutte le donne che lo abitarono, delle vie, delle contrade, dei vicini di casa, delle case, delle piante, degli animali, di tutto…

E se il metodo si moltiplicasse? copertina

Josè Calabrò

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