LA VERITA' NASCOSTA

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I discorsi di fine anno dei nostri Presidenti, si sa, sono una ripetizione retorica di buoni propositi, tuttavia ho apprezzato, alla vigilia del nuovo anno 2006, l’appello di Ciampi ...

I discorsi di fine anno dei nostri Presidenti, si sa, sono una ripetizione retorica di buoni propositi, tuttavia ho apprezzato, alla vigilia del nuovo anno 2006, l’appello di Ciampi ed il suo forte richiamo all’unità degli italiani.
Però il giorno dopo a Napoli una dichiarazione (...noi siamo andati in Iraq quando la guerra era finita...) resa ai cronisti che lo intervistavano, e poi ancora l’analisi sul nostro intervento militare che il Ministro della Difesa Martino ha fatto sul quotidiano LA SICILIA di Catania del 22/1/2006, hanno deviato i veri motivi di quella sciagurata decisione.
Ognuno certamente ha le proprie opinioni sulla guerra “umanitaria” dichiarata da Bush e sostenuta dal suo proconsole Berlusconi. Ma mi chiedo: è forse possibile che al nostro stimato Presidente sia stato oscurato il fatto che l’intervento in Iraq nella zona di Nassirya, affidata ai nostri militari (che hanno pagato un durissimo prezzo), ha reso evidenti le vere ragioni che stanno dietro a tutta l’operazione, e cioè gli interessi legati al cambio tra potere economico e potere politico in nome del petrolio.
Infatti è quasi certo che l’obiettivo dell’attentato di Nassirya non erano i carabinieri, ma l’operatore dell’ENI presente in quella zona. Del resto anche la cosiddetta missione umanitaria denominata “Antica Babilonia” fu giustificata come missione culturale legata alla presenza di siti archeologici, ma la base italiana in realtà fu scelta per ragioni completamente estranee alla missione culturale-umanitaria; e questo il ministro Martino lo dovrebbe sapere benissimo.
Le spese parlano chiaro. Vennero finanziati 21 milioni di euro per la costruzione di un ospedale a Bagdad sorvegliato da 30 carabinieri, mentre a Nassirya giunsero poco dopo 3000 soldati italiani che costarono ai contribuenti 232 milioni di euro solo per sorvegliare i barili di petrolio dei grandi magnati e per proteggere i loro interessi sullo sfruttamento del campo petrolifero di Nassirya.
Dunque non intervento preventivo né umanitario, ma sostegno alla guerra economica scatenata da Bush, a cui Berlusconi ed il suo governo da operetta si sono scrupolosamente allineati, assumendosi la responsabilità dei 19 nostri soldati morti sul petrolio nell’attentato del novembre 2003.
Forse ha ragione il Presidente Ciampi nell’affermare che la guerra è davvero finita il 1° Maggio 2003, ma c’è da dire al Ministro Martino che dal giorno dopo è cominciata una guerra ancora più sporca, fatta di crimini e di intrecci complessi, e che nel Novembre 2004 l’aviazione americana rovesciò su Falluja il suo micidiale carico di bombe chimiche che distrussero una città di 350.000 abitanti. E ancora il 7 maggio 2005 i quartieri di Suhada e Jubail furono sottoposti di notte a bombardamento con orrendi massacri di civili.
E noi siamo andati lì nel Giugno 2003 a fare anche da supporto logistico a questa sporca guerra di Bush.
Ma di queste cose oggi nessuno ne parla o meglio se ne parla “sottovoce”, quasi a voler oscurare la conoscenza.
Il risultato è che, dopo la caduta della dittatura di Saddam, ex agente e socio di Bush, la tensione in Iraq peggiora di giorno in giorno e la nuova “dittatura democratica” imposta ora dal presidente americano fomenta anche la guerra civile. E non è finita, perché la lista delle guerre preventive è ancora lunga.
Infatti, per far prosperare l’industria bellica e per dominare le risorse petrolifere di quei territori si continuerà
a sfruttare la paura del terrorismo aggredendo con la menzogna altre popolazioni senza portare né pace né democrazia, ma soltanto macerie e centinaia di migliaia di morti innocenti.
E’ questa una delle tante verità nascoste; e “la verità non danneggia mai una causa giusta, anche se la memoria talvolta viene nascosta e chiusa a chiave nei cassetti della storia. Ma spesso torna, ritorna e lascia tracce”. So che il mio giudizio non modificherà certamente le cose, ma cerco soltanto di comprendere la vera origine dell’evento con le notizie che pervengono da quei pochi e coraggiosi corrispondenti di guerra che sfuggono al rigido controllo americano e che rischiano la loro stessa vita perché la verità non venga oscurata.
Non saranno eroi, come non lo sono sicuramente i militari pagati o ancor meno i mercenari armati.
La differenza è che i corrispondenti usano solo la tastiera e affrontano il rischio per dare voce alla coscienza del mondo, per chiedersi se i nostri soldati sono davvero in Iraq per la pace o se sia più razionale riportare subito a casa i nostri ragazzi ora che sappiamo qual’è la “vera” verità.
Non me ne voglia il presidente Ciampi se ho osato recensire quella sua infelice dichiarazione, la quale non modifica la stima che nutro per le sue passioni e per i suoi sogni, scanditi sempre col calore del gentiluomo verso i suoi connazionali ed alle nuove generazioni, ma il ministro della difesa Martino dovrebbe ben conoscere la vera strategia nascosta di quella missione.
ENZO ARENA – Misterbianco(CT)
SITO: www.webalice.it/arenavincenzo

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