Il "Travelling mind" di Veronique Bellavista

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L'artista ginevrina in mostra a Catania presso la Galleria Arte Contemporanea di Rosa Anna Musumeci. Testo critico di Teresa Macrì.

Una riflessione sulla
“riflessione”. Le foto del “Travelling mind” di Veronique Bellavista -
che le sale algide ed essenziali della Galleria Arte Contemporanea di Rosa Anna
Musumeci accolgono, a cura di Teresa Macrì, per “Inside Out”, la Rassegna
d’Arte Contemporanea giunta al suo secondo appuntamento - sono immagini
interiori: nel senso che dai grumi coloratissimi dei suoi atipici “collage”
fotografici è possibile volgere lo
sguardo non solo verso il mondo piuttosto alla ricerca di sé. E infatti il
viaggio intrapreso da questa matura artista ginevrina (partita dalla scultura e
approdata alla fotografia) non si compie soltanto attraverso il mondo ma è un
“Travelling mind”: il riverbero di un soggetto “a contatto con”.
Sono
immagini che l’artista elabora in una sorta di atipico “collage”,
fotografie di medio-grande formato ricombinate in concatenazioni alternate e
parossistiche: una sorta di DNA dell’esperienza del viaggio che si realizza
soprattutto interiormente - l’ascensione petrarchesca al Monte Ventoux,
potrebbe apparire il paradigma di riferimento anche per i percorsi più moderni
- e giustamente Teresa Macrì nel suo accurato contributo critico cita Ibn
Battuta e Bruce Chatwin riferendosi a quell’esperienza come ad una
“dilatazione della coscienza”. Una dilatazione aggiungiamo capace di
ri-tracciare mappe concettuali diverse, chissà forse alla ricerca della
rappresentazione ideale (borgesiana?): ecco perché le fotografie di Veronique
Bellavista hanno l’elegante ordine dei frattali, di delle spirali o
addirittura di geometrie spiazzanti, sorta di kantiana intuizione
trascendentale, dimostrazione a-logica (ma non illogica) della non euclidicità
del mondo. “Partendo da una realtà contingente che descrive meraviglie e
spigolosità, fascinazioni e conflitti, perturbazioni e sedimentazioni - scrive
ancora Teresa Macrì - Bellavista lascia poi scorrere il flusso incontrollabile
della creazione”. E dell’arte. Fino alla fine di luglio. Orari: da martedì
a sabato e per appuntamento dalle17.30 alle 20.30. GiCo

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