Il Tibet a Misterbianco. Una mostra presso la Galleria

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Una sessantina di splendide immagini su una delle regioni più incantevoli (anche se turbolente) del pianeta. La kermesse organizzata dal comune di Misterbianco e dall'ANAF. Con la supervisione della Repubblica Popolare Cinese.

Una sessantina di
vivacissimi scatti a colori. Sono le splendide testimonianze di “Tibet” la
mostra fotografica che l’assessorato alla Cultura, guidato da Antonino
Condorelli, con l’attenta supervisione della sezione provinciale catanese
dell'Associazione Nazionale Arti Fotografiche (ANAF) e la collaborazione della
Repubblica Popolare Cinese ha organizzato dopo l’inaugurazione nel chiostro
della Biblioteca comunale “Concetto Marchesi”, nei locali della Galleria
Civica “Pippo Giuffrida” di piazza Mazzini. La mostra costituisce uno
sguardo sulla cultura, l’arte religiosa, le tradizioni delle genti che vivono
in uno dei luoghi più suggestivi del pianeta, incastonato a nord
dell’Himalaya, tra l’India e la Cina, ovvero uno degli ultimi paradisi
(anche se turbolento) del nostro pianeta. Quello stesso Tibet ricco di una
tradizione di saggezza millenaria, oggi incarnata dal XIV Dalai Lama, la cui
lotta non-violenta (che è anche quella di tutto un popolo), è stata premiata
nel 1989 con il Premio Nobel per la pace. Gao Yunpeng Primo segretario
dell’Ufficio Culturale dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese si
concede cortese e cerimonioso alle nostre domande. “Dobbiamo innanzitutto
ringraziare l’Anaf – esordisce – che ci ha permesso di arrivare qui a
Misterbianco. Quello che presentiamo è un lavoro eseguito da fotografi
professionisti dell’agenzia d’informazione Nuova Cina che hanno a lungo
attraversato il Tibet. La mostra vuole coniugare lo sforzo di promozione
turistica al reportage”, sopratutto accentuando l’aspetto religioso, indice
forse di una maggiore disponibilità da parte del governo centrale cinese nei
confronti della religione buddista. Quando gli accenniamo ai rapporti non certo
facili della Cina con quella regione ci risponde impassibile: “E’ tutta una
questione della cattiva informazione da parte di alcuni giornali. Come se io
venissi in Sicilia convinto che esista solo la mafia”. Tra le fotografie che
ritraggono la vita quotidiana – la scuola, il tempo libero, il culto –
spiccano quelle del Palazzo Reale tibetano (risalente al I sec. a.C) e del
Palazzo Potala (considerato al tempo stesso castello, tempio e fortezza) che
raccoglie insieme tutte le caratteristiche dell'architettura tibetana e che -
come scrisse Giuseppe Tucci il grande tibetologo italiano - "sembra
proseguire le forme della natura, appollaiato in cima alla montagna; gli stessi
materiali con i quali è costruito, la terra cruda, il legno, la pietra, sono
totalmente compatibili con l'ambiente)". Fino al 13 ottobre.

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