Il Tar dà ragione all'Oikos, "Così, quella discarica non la chiuderanno mai?"

Versione stampabileVersione stampabile

Discarica Tiritì«La battaglia per la chiusura definitiva della discarica non si arresta. Chiediamo alla Regione di impugnare l'ordinanza del Tar e di intervenire nuovamente ove occorra nella materia in esame con un atto che rimuova i vizi riscontrati nel provvedimento impugnato. Valutiamo la situazione, e il Comune farà la sua parte in tutte le sedi, politica e giudiziaria». Questa l’immancabile reazione del sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo alla notizia della decisione con cui il Tar di Catania ha disposto la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza n.26/Rif dell’1 dicembre 2016 - ritenuta “contraddittoria” - del presidente Crocetta sui rifiuti.

Dopo aver disposto il conferimento nella discarica di Valanghe d’inverno dei soli rifiuti secchi (e non più l’umido) la Regione aveva ordinato a circa 90 comuni di conferire anche la stessa frazione secca solo nell’impianto della Sicula Trasporti e non più a Motta. Ora i giudici hanno accolto l’istanza cautelare dei legali dell’Oikos “stoppando” i provvedimenti di Crocetta e ponendo le premesse di una ripresa dell’operatività dell’impianto mottese.

Accumulatisi nel tempo esposti e denunce alla Procura della Repubblica sia del sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo sia dei Comitati No discarica, confluiti in un fascicolo su cui non risulta alcuna richiesta di archiviazione, i giudici amministrativi catanesi danno ragione all’azienda rimettendo tutto in discussione.

Significative le parole del Tar sul «pregiudizio grave e irreparabile, per le conseguenze legate alla chiusura della discarica e ai prevedibili licenziamenti di personale». Ma c’è di più. I giudici dichiarano che tutte le ordinanze regionali emanate dal 2014 in poi hanno disposto l’utilizzo della discarica Oikos «proprio per contribuire all’eliminazione del pericolo di emergenze sanitarie, e la situazione di fatto e di diritto non risulta essere mutata, per cui la chiusura dell’impianto della ricorrente appare contraddittoria». E si fa notare che l’ordinanza presidenziale «non indica alcuna criticità ambientale o alcun pericolo alla salute pubblica derivante dalle attività della discarica». Inoltre il Tar – richiamandosi alle sospensive disposte dal Cga a gennaio 2016 - sostiene che per legge «fino alla pronuncia dell’autorità competente in merito al riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, il gestore possa continuare l’attività sulla base dell’autorizzazione in suo possesso». Sarebbe operativa cioè la vecchia “Aia” non più rinnovata dal 2014.

A questo punto, la Regione e le denunce delle due comunità interessate sul mancato rispetto della legge sulle distanze minime dai centri abitati ed altre argomentazioni vengono nei fatti “superate” dalla giustizia amministrativa. E il richiamo del Tar al pericolo occupazionale di «licenziamenti di personale» (non considerando la possibilità di una diversa allocazione o riconversione dell’attività) suona sinistramente per gli abitanti di Misterbianco e Motta, che hanno motivo di temere: «Così, quella discarica non la chiuderanno mai».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
13/03/2017

tags: