I sindaci di Misterbianco, dal dopoguerra ai giorni nostri

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Salvatore Caruso Nella primavera del 2012 si terranno le elezioni amministrative a Misterbianco e i cittadini saranno chiamati a scegliere, finalmente, il nuovo sindaco della città. Le campagne elettorali sono un momento importante per ogni comunità, un’occasione privilegiata di confronto e di dialogo per analizzare e capire il presente e, soprattutto, per progettare il futuro. Si susseguono riunioni e dibattiti, tra le varie forze politiche, per individuare i candidati “migliori”, in grado di poter vincere le elezioni…

Ma lasciamo da parte, per il momento, il futuro, e volgiamo lo sguardo al passato. Chi sono stati i sindaci di Misterbianco, dal dopoguerra ai giorni nostri? Quante amministrazioni si sono susseguite? Quali maggioranze politiche hanno governato la città?
Dal dopoguerra ad oggi, alla guida del Comune di Misterbianco, si sono susseguite ben 19 amministrazioni con diversi sistemi elettorali. Dal 1945 al 1970, il consiglio comunale di Misterbianco è stato eletto con il sistema maggioritario, con la partecipazione di due liste alternative: socialisti e comunisti da un lato e democristiani dall’altro, composto da venti membri. Successivamente, fino al 1990, è stato introdotto il sistema proporzionale, con più di due liste concorrenti e venivano eletti trentadue consiglieri. Poi, nelle elezioni del 1993, venne introdotto, per la prima volta, l’elezione diretta del sindaco, ed i componenti dell’assemblea civica furono portati a quaranta, per passare a trenta, nelle elezioni amministrative del 1997. Recentemente, la nuova legge elettorale, approvata dall’ARS, ha ridotto ulteriormente il numero dei consiglieri comunali, portandoli a ventiquattro. Il primo sindaco di Misterbianco del dopoguerra fu l’avv. Salvatore Caruso, socialista, sostenuto da una maggioranza social-comunista, restò in carica dal novembre 1946 alla primavera del 1947.

Il secondo sindaco, l’avv. Agostino Condorelli, anche’egli socialista, sempre sostenuto da una maggioranza di sinistra, restò in carica dalla primavera del 1947 all’agosto del 1951. Successivamente, dall’agosto del 1951 al giugno 1952, l’amministrazione comunale fu retta dal vice prefetto, dott. Giuseppe Poli. Le giunte rosse ritornarono al Comune dal giugno ’52 all’autunno 1954 e fino al dicembre 1955, con due sindaci comunisti, Benedetto Caruso, insegnante, e Giuseppe Gangemi. Il 10 dicembre 1955 venne eletto alla carica di primo cittadino, Salvatore Gennaro, comunista, che conservò la guida del Comune, ininterrottamente, per ben 18 anni, fino al 17 novembre 1973, sempre sostenuto da una maggioranza PCI-PSI. Gennaro è stato il sindaco più “longevo” della storia di Misterbianco. Dopo le sue volontarie dimissioni, la guida del Comune passò al dott. Giovambattista Marchese, anch’egli comunista, che restò fino alla primavera del 1976, quando subentrò, fino al giugno 1980, il suo compagno di partito, dott. Tullio Pecora.

Le elezioni comunali del 1980 decretarono la sconfitta “storica” della coalizione PCI-PSI e la vittoria della Democrazia Cristiana, segnando una svolta “epocale” nel governo della città. Per la prima volta nella storia di Misterbianco, infatti, dopo oltre trent’anni, i comunisti venivano estromessi dall’area del potere cittadino. La DC insieme al partito socialista, con l’apporto determinante di un consigliere eletto in una lista civica, riuscirono a formare una nuova maggioranza di governo e ad eleggere, come sindaco, il socialista Nunzio Giardinaro. Durante la stessa legislatura, per un rimpasto delle cariche municipali, conseguenza di accordi politici tra i vari partiti della coalizione, la guida del Comune passò, nella primavera del 1982, al dott. Antonino Belfiore, socialista, che rimase in carica fino all’agosto del 1985. Le elezioni del 1985 determinarono per la città un periodo di grande instabilità politica, si alternarono (per l’incapacità dei dirigenti locali di trovare un accordo di legislatura e per l’impossibilità di formare maggioranze politiche stabili), giunte di centro-sinistra (DC-PSI) e coalizioni DC-PCI. Si susseguirono, infatti, ben cinque amministrazioni: la prima, della prof.ssa Josè Calabrò, comunista, dall’agosto 1985 al novembre dello stesso anno; la seconda, dell’avv. Salvatore Saglimbene, democristiano, dal novembre 1985 al marzo 1988; la terza, del dott. Nino Di Guardo, comunista, dal marzo 1988 al marzo 1989; poi, del sig. Francesco Pappalardo, democristiano, dal marzo 1989 al luglio dello stesso anno e, infine, non riuscendo più a formare una maggioranza politica in grado di amministrare la città, la Regione decise di sciogliere gli organi municipali e di nominare, dal luglio 1989 al giugno 1990, un commissario regionale, il dott. Nicolò Scialabba. Nella competizione elettorale del 1990, dopo il grande successo della Democrazia Cristiana, il governo della città ritornò nelle mani della coalizione DC-PSI, che elesse il sindaco democristiano, Salvatore Saglimbene, fino al 22 ottobre 1991, quando, in seguito all’omicidio di stampo mafioso del segretario locale della DC, Paolo Arena, avvenuto il 28 settembre 1991, ed il clamore sollevato dalle continue e puntuali denunce politiche del consigliere comunale, capogruppo del PCI, Nino Di Guardo, che avranno anche un’eco nazionale, il Consiglio dei Ministri, su indicazione del prefetto di Catania, dott. Domenico Salazar, scioglie gli organi municipali, “per infiltrazioni mafiose”, inviando una Commissione Straordinaria, composta da tre funzionari prefettizi, Lisi, La Pira e Infantino, quest’ultimo, sostituito, quasi alla fine del mandato di 18 mesi, dal dott. Salvatore Raciti. Il 20 giugno 1993, dopo un’aspra e lunga campagna elettorale, terminata con il ballottaggio, viene eletto sindaco, con la nuova legge sull’elezione diretta dei sindaci, il dott. Nino Di Guardo (PDS). Il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini della storia di Misterbianco. Di Guardo, in seguito, verrà rieletto anche per il secondo mandato, il 30 novembre 1997, con un’ampia maggioranza consiliare, composta dai Democratici di Sinistra e dalla neonata lista civica “Movimento Volontari per Misterbianco – Lista per Di Guardo”, che ottiene uno strepitoso successo elettorale, superando, addirittura, anche se di poco, la lista dei DS. Di Guardo rimarrà a capo dell’amministrazione comunale sino al maggio 2002, quando, nelle elezioni del 26 maggio, dopo un’infuocata campagna elettorale, tra il centro-sinistra, con il candidato sindaco, Stefano Santagati, già per nove anni vicesindaco del Di Guardo, e il centro-destra, la candidata di quest’ultima coalizione, Ninella Caruso, vinse di misura le elezioni. Copione ripetuto nelle ultime elezioni del maggio 2007, con la riconferma di Ninella Caruso e della coalizione di centro-destra, alla guida del Comune.

“Amministrare è un’arte difficile e nobile che non si può lasciare nelle mani di uomini (…e di donne!) piccoli e oscuri”. Ma anche questi, ahimè, sono i frutti amari della democrazia! Dal 2002 al 2012, ci siamo sorbiti dieci anni di “insipiente gestione della cosa pubblica”. Dieci lunghi anni di declino inarrestabile della città. Dieci interminabili anni che passeranno alla storia come “gli anni bui” di Misterbianco. In attesa di tempi…e di uomini migliori. Alle prossime elezioni comunali del 2012… “uscimmo a riveder le stelle…”.

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