I "Geroglifici Postcontemporanei" di Natale Platania in mostra a Roma

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Il prestigioso Centro Documentazione Arte Contemporanea "Luigi Di Sarro" accoglie la personale di questo artista catanese.

Il prestigioso
Centro di Arte Contemporanea “Luigi Di Sarro” della capitale accoglie, in
questi giorni, la personale di uno degli artisti di spicco del panorama
nazionale: Natale Platania. I suoi “Geroglifici Postcontemporanei” schiudono
una nuova stagione dell’operare di questo quarantatreenne docente di Plastica
Ornamentale dell’Accademia di Belle Arti di Catania. L’aporia, il “double
bind” di cui parlava qualche anno fa il filosofo dell’arte Giuseppe
Frazzetto, è dunque lo scenario in cui si iscrive consapevolmente il lavoro di
Platania. Ma non su tratta di uno scenario negato od interdetto, ma assunto
decisamente come luogo dell’operare.“Così – precisa Giuseppe Cannella – lungo la penetrante
ricognizione critica che accompagna il catalogo - il problema centrale
investigato da Platania, in questo contesto di riferimenti ravvicinati e
confronti tra linguaggi diversi (citati ed estrapolati dal territorio storico
delle arti figurative, o da quello più ordinario, banale, della vita quotidiana
), è dunque quello del processo di metaforizzazione, del trasferimento
metaforico. In questo contesto assume valore fondamentale la fotografia, nella
sua specificità mediale, che in questo momento costituisce il luogo di verifica
privilegiato di questa aporia del linguaggio”. Queste di Platania sono infatti
ulteriori elaborazioni che rispondono a ciò che può essere individuato come lusus
naturae
: l’adulterio nei confronti del modernariato iconico che Platania
consuma surfando sull’onda della mouse generation (cui, è bene
precisarlo, non appartiene nemmeno anagraficamente). E’ ciò avviene infatti
nel nome di un rinvenimento archeologico e simbolico che è tipico di
tutta la sua ricerca, a partire soprattutto dalla scultura e adesso della
fotografia. Platania cioè sembra riappropriarsi, grazie al prelievo abusivo
delle icone, non solo del proprio lessico familiare anteriore ed ulteriore ma,
avviando una operazione di metis, pare sancire con la sua personalissima anomalia
il disfacimento dell’ordinario e dell’apparente.

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