Gesù di Nazaret - La nascita

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PresepeSe chiedessimo al primo che passa quando è nato Gesù, con ogni probabilità ci risponderebbe che è nato il 25 dicembre dell’anno zero. Niente di più inverosimile. Intanto perché l’anno zero non esiste: esiste l’anno 1 avanti Cristo e l’anno 1 dopo Cristo, lo zero è solo il momento che divide i due anni. Sulla data di nascita, a mandarci fuori strada, è stato Dionigi il Piccolo, un monaco vissuto tra il V e il VI secolo che, basandosi su alcune indicazioni del capitolo 3 del vangelo di Luca, calcolò la nascita di Gesù nel 753, dalla fondazione di Roma e, da quel punto in poi, incominciò a contare gli anni della nostra era.

A scombinare ancora di più le cose, è stato, dopo, Blaise Pascal che nel suo “Compendio sulla vita di Gesù”, scritto nel 1654, con molta fantasia, calcolò che il 25 marzo l’angelo Gabriele fece l’annuncio a Maria, che il 24 giugno era nato Giovanni Battista, che il 25 dicembre era nato Gesù, che il 1° gennaio Gesù era stato circonciso, che il 2 febbraio Maria era andata a purificarsi al Tempio e tante altre date che non sto a raccontarvi.

Le Sacre Scritture non ci vengono tanto incontro. Gli evangelisti non hanno assistito alla nascita di Gesù. Hanno scritto di Gesù tra il 70 e il 100 d.C. e solo due di loro ci parlano della natività: Matteo e Luca, gli altri due iniziano a raccontarci da quando Gesù comincia a predicare. Matteo non ci parla di date. Luca invece ci dice testualmente: “In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero. Questo fu il primo censimento fatto quando Quirino era governatore della Siria” (Lc 2: 1-2). Dai calcoli fatti dagli storici moderni, però, risulta che il re Erode è morto nel 750 dalla fondazione di Roma cioè nel 4 a.C. e se si dà credito alla “strage degli innocenti” dove si narra che Erode fece uccidere tutti i bambini da zero a due anni (Matteo 2: 16), Cristo è nato tra il 6 e il 4 avanti Cristo mentre si sconosce del tutto il mese e il giorno. Probabilmente è nato Nazaret: Gli evangelisti avrebbero voluto la sua nascita a Betlemme solo per far fede alla profezia di Michea (5:1) poiché Betlemme è la mitica città che ha dato i natali a Davide. Oggi, il 25 dicembre viene riconosciuto, anche dagli stessi cristiani, come data puramente simbolica in quanto vicina al solstizio d’inverno (21 o 22 dicembre), quando cioè il dì è il più corto dell’anno rispetto alla notte: da Natale in poi la luce del giorno è sempre lunga e questo dà la sensazione della nascita a vita nuova.

Un piccolo cenno va fatto anche sui Re Magi. L’unico vangelo che ce ne parla è quello di Matteo ma non ci dice né quanti sono né come si chiamano e men che meno che fossero re, ci dice solamente che portarono in dono oro, incenso e mirra. In realtà il termine greco magoi indica una figura che oggi non è più presente: sono studiosi che si occupano principalmente di astrologia (che a quei tempi non era distinta dall’astronomia), alchimia ed esoterismo e che venivano spesso consultati per l’interpretazione dei sogni. E che dire del bue e dell’asinello che stanno nella grotta? Quella è solo fantasia popolare. Nessuno dei vangeli ne proferisce parola. La stessa grotta è una mezza verità: Luca (2:7) parla di una mangiatoia mentre Matteo (2:11) parla addirittura di una casa. Dico che è una mezza verità perché in quel tempo molte case erano ricavate dentro una grotta, tuttavia si tratta di un luogo nel centro cittadino e non in aperta campagna.

Con quello che ho scritto, naturalmente, non voglio mettere in discussione la fede. La mia è solo ricerca storica.

Buone Feste a tutti.

Pinuccio Puglisi

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