Falsità

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Carmelo SantonocitoCome scritto precedentemente, agli insulti non rispondo e neppure mi appunto al petto qualifiche che non possiedo, come del resto non possiedono altri che fanno capire a chi legge, di possederle.

Molti hanno da tempo compreso leggendo i vari interventi che qui non è in gioco una verità storica, ma il semplice piacere di denigrare altri, non solo me che scrivo e che esercito fieramente una professione da 27 anni come tanti altri nel rispetto delle leggi, ma anche chi assiste silente alle falsità che vengono dette.

E siccome le falsità non possono restare tali, queste si vanno smentite, mentre gli insulti velati e non, restano tali e testimoniano lo spessore di chi se ne fa carico.

Ho già anticipato altre volte che l’obiettivo, questa volta manifesto, è la Parrocchia della Chiesa Madre, indicata come “La madre di tutte le questioni” e “dell’intero ambiente cattolico misterbianchese”.

Per asseverare questa tesi si scrivono ancora una volta falsità con la scusa di spiegare il senso delle “cooptazioni” che come ho avuto modo di scrivere non esistono e ne sono mai esistite.

Per avvalorare questa tesi, non vera ed intrisa solo di rancori, si fa intendere al lettore che la Deputazione della festa del Santo Patrono, altro non è che un miscuglio di persone che per i vari posti occupati, nell’Azione Cattolica, nella Commissione economica della parrocchia e nel Consiglio d’amministrazione della Fondazione Monasterium Album, fanno parte della stessa cerchia della parrocchia, dove il “sacerdote nominante” nomina le persone “vicine” ed “accondiscendenti ai suoi giudizi e pregiudizi” (vedi intervento del 13/08/2013).

Dal momento che tutto ciò è FALSO, ed intendo dimostrarlo senza paura di essere smentito, i lettori se lo desiderano avranno l’accortezza o la voglia di leggere i nominativi dei componenti facenti parte della Deputazione sul sito della festa del Patrono: www.santantonioabate.it e potranno controllare di persona che su 16 componenti, parroco incluso, solo due sono cognati: Angelo Zuccarello e Mario Basile e solo tre fanno parte del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Monasterium Album che gestisce il museo sotto le cripte della chiesa Madre: lo stesso Angelo Zuccarello, Mimmo Murabito ed il sottoscritto.

In totale 4 su 15 se si esclude il parroco sono “affetti” da collegamenti; per gli altri componenti nessun altro incarico ne nell’Azione Cattolica della parrocchia, ne nella Commissione economica della stessa parrocchia, ne nel Consiglio d’amministrazione della Fondazione Monasterium Album ed aggiungo che neppure in passato questi componenti dell’attuale Deputazione hanno avuto incarichi in parrocchia o nell’Azione Cattolica.

Inoltre desidero precisare che alcuni degli attuali componenti della Deputazione occupano tale incarico da almeno due o tre lustri, invece il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Monasterium Album è stato costituito con atto notarile solo il 25 giugno del 2012 avendo cessato d’esistere il comitato promotore della fondazione costituito il 04 luglio del 2001 ( www.monasteriumalbum.it ).

Quindi al massimo può essere provato un nesso al contrario e cioè che tre componenti della Deputazione della Festa fanno parte anche del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione e non viceversa.

Essendo questi tre componenti all’interno della Deputazione della festa molto prima che si costituisse la Fondazione, non vedo di quale cooptazione si stia parlando.

Cosa bisogna ancora fare per smentire le falsità?

Qualcuno potrà obiettare: “ma due sono cognati!”

Ed allora? Due su sedici significa che c’è comunella?

Ma per favore, anche nel corso dell’ultima festa al momento di votazioni, perché all’interno della Deputazione si vota e non come pensa qualcuno che ci sia uno che comanda, i due cognati si sono trovati su posizioni diverse.

Si potrà obiettare ancora: “Ma sono amici”.

Certo che lo sono diventati dopo tanti anni amici. Guai se non fosse così.

Solo chi non intrattiene rapporti sociali o interessi comuni non ha amici!

Infine permettetemi un appunto per i “marescialli in pensione”.

Il lettore deve sapere che il riferimento questa volta è rivolto a Mimmo Murabito, sulla cui generosità ed amore per il suo paese credo che nessuno possa avere qualcosa da ridire.

Mimmo da decenni si occupa di ricerche e di collezionismo con una costanza da fare invidia a chiunque.

Mai si è, del resto come tanti altri, autoproclamato uno storico, ma un ricercatore certamente si o se volete un topo di archivio, le cui notizie rapite ai faldoni polverosi delle biblioteche e degli archivi, sono state sempre con generosità messe a disposizione di chiunque ne abbia fatto richiesta.

Non sono poche le pubblicazioni che hanno attinto alle sue ricerche e non sono neppure pochi gli atti di generosità nei confronti di istituzioni o enti.

E’ veramente una grande meschinità definire Mimmo semplicemente un “maresciallo in pensione”, come se a questi ultimi fosse negato il sapere o la possibilità di analizzare dei fenomeni storici.

Mimmo da sempre lo ha fatto con gratuità, con generosità, con altruismo e con spirito volontaristico come attualmente è impegnato nel rimettere in ordine l’archivio storico del comune.

La comunità deve solamente essere grata a quest’uomo. Grazie Mimmo!

Carmelo Santonocito

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