COMMENTO SU ORIANA FALLACI

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Ho letto in passato due libri della Oriana Fallaci “Niente e così sia” ed “Un Uomo”.
Sulla scìa di quelle letture, perciò, mi sarei aspettato ...

Ho letto in passato due libri della Oriana Fallaci “Niente e così sia” ed “Un Uomo”.
Sulla scìa di quelle letture, perciò, mi sarei aspettato dal recente suo libro “La rabbia e l’orgoglio” qualcosa di impegnato e costruttivo.
Invece qui, sin dalle prime pagine, si scorge già una Fallaci egocentrica e decisa a travisare i fatti con uno stile denigratorio, con gratuiti insulti ed ineleganti definizioni che degradano la sua stessa dignità culturale, palesemente svenduta al committente per seminare odio contro musulmani, immigrati ed oppositori del sistema capitalistico.

Così la Fallaci, ormai americanizzata ed inglobata nel sistema, è convinta del suo diritto di scrivere qualunque sciocchezza pur di costruire un prodotto da vendere, destinato a chi è digiuno di tutta la tematica storica, politica e sociologica.
Strumentalizzando la storia compone, perciò, uno scritto delirante in cui dà sfogo ad una smodata e prepotente filippica, priva di considerazioni storiche oggettive e con un continuo divagare su espressioni forti a sostegno solo della cosiddetta “guerra preventiva” di Bush e della sua politica aggressiva.
Una ripetizione ossessiva dello stesso concetto per catturare l’attenzione dei lettori distratti.

Avverto nella Fallaci di oggi un sentimento di rancorosa rabbia che, alimentata da una arroganza ingiustificata, le impedisce di scorgere la nostra storia occidentale, fatta anche di vicende poco onorevoli e accompagnata dall’imperante protervia delle bolle papali, allorquando, con la scusa di cristianizzare e civilizzare altri continenti, abbiamo violentato la resistenza di interi popoli, obbligandoli a rinnegare i propri culti e le loro religioni.

Non possiamo smarrirci nella memoria storica, né possiamo dimenticarci che in epoca colonialista spagnola il principio era di sopprimere le culture locali per imprimere la supremazia della cultura cristiana.
O il trattamento che i crociati e la Santa Inquisizione riservarono ai musulmani dopo la conquista di Granada.
E la Fallaci, nel suo vomitare astio, non tenta neppure di fare distinzione tra musulmani, ma li descrive quali portatori naturali di sporcizia fisica e morale, amalgamandoli, in quanto musulmani, anche col complotto di cui Bin Laden sarebbe il capo.

L’altro tema che le sta a cuore è sostenere l’americanismo e la politica degli USA, manifestando vuoti culturali che sfiorano il ridicolo.

Sicuramente è una grande lezione la Carta dei diritti alla Vita, alla Libertà, alla Ricerca della Felicità, ma evidentemente quella Carta non era rivolta ai Pellerossa, alla gente di colore, ai Latinoamericani, agli Asiatici. Essa non si riferisce agli Allende, ai Guevara, agli zapatisti o a chi lotta e muore per la stessa libertà, per l’autodeterminazione dei popoli e per scrollarsi di dosso il potere del “buon zio Sam” e della CIA.

Ho scovato, perciò, nelle parole di questa signora che vive a New York il non saper scorgere, oltre gli avvenimenti dell’11 settembre, quello che moltissimi intellettuali americani hanno saputo interpretare per capire quell’atrocità, assai simile a quelle altre consumate anche recentemente dagli stessi Stati Uniti e dalla CIA. Troppi dubbi, troppe incongruenze negli eventi dell’11 settembre; quasi che tutti se lo aspettassero, ad eccezione della CIA e dell’FBI, che incredibilmente non hanno visto niente.

Per tutte queste cose trovo oltremodo riprovevoli gli ultimi scritti della Fallace, la quale si è resa concettualmente distruttiva ed impoverita dal suo seme dell’odio.
La rabbia spesso offusca la mente ed il buio della ragione genera distorsioni mostruose. E gli ultimi due libri della Fallaci mi ricordano il “Mein Kampf” di Hitler, dove allora l’ebreo era descritto come una piaga dell’umanità, portatrice di malattie e di marciume biologico, che l’igiene della razza ariana imponeva di eliminare.
Devo, purtroppo, dedurre che la Fallaci non ha certamente trasmesso valori, ma ha fatto istericamente coro a quell’ideologia di barbaro egoismo che deve essere respinta.

ENZO ARENA
Sito web: www.webalice.it/arenavincenzo

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